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lunedì 1 settembre 2014

NUOVA CANOA!

Passate le vacanze, si riapre bottega.
Ho tratto degli spunti interessanti per la mia vita e per il mio lavoro, durante le vacanze, e mi piace condividerne alcune qui sopra per chi volesse leggerle.
Cristiano (che ringrazio) mi ha inviato questa storiella e te la ripropongo per una Riflessione.

Una società italiana e una giapponese decisero di sfidarsi annualmente in una gara di canoa, con equipaggio di otto uomini.
Le due squadre si allenarono duramente e quando arrivò il giorno della gara erano entrambe al top della forma.
I giapponesi però vinsero con un vantaggio di un chilometro.
Dopo la sconfitta il morale della squadra italiana era a terra.
Il Top management mise allora subito in piedi un “gruppo di progetto”, per investigare le ragioni della sconfitta, in vista della gara dell’anno dopo.
Il gruppo di progetto, dopo molte e reiterate analisi, scoprì che i giapponesi disponevano di sette uomini ai remi, e di un capovoga al comando, mentre la squadra italiana si schierava con un uomo ai remi e sette capovoga.
In una tale situazione di crisi, il management dette una indiscutibile prova di capacità gestionale: ingaggiò immediatamente una società di consulenza per investigare la struttura della barca italiana.
Dopo molti mesi di lavoro, gli esperti presentarono infine le loro conclusioni:
“nella squadra italiana c’erano troppe persone a comandare e troppo poche a remare”.
Con il continuo supporto degli esperti di consulenza, pagati profumatamente, fu deciso di modificare completamente la struttura della squadra:
ora ci sarebbero stati solo quattro comandanti, due supervisori al comando, un responsabile dei supervisori e un uomo ai remi.
Furono inoltre introdotti una serie di punti per aumentare le motivazioni del rematore, dicendogli:
“dobbiamo ampliare il tuo ambito lavorativo, riconoscendoti più responsabilità, in un’ottica di maggior coinvolgimento nelle scelte strategiche della squadra”.
I giapponesi vinsero la seconda sfida con due chilometri di vantaggio.
Le reazioni del Top management italiano non si fecero attendere:
il rematore fu subito licenziato per gli scarsi risultati ottenuti sul lavoro.
Venne comunque riconosciuto un ricco bonus ai gruppi di comando e di supervisione come premio per il grande impegno dimostrato dalla squadra.
Una nuova società di consulenza fu quindi chiamata per una serie di analisi, che dimostrarono che la tattica adottata era quella giusta e che anche la motivazione era buona.
Il materiale tecnico, però, si era dimostrato completamente inadeguato.
Al momento la società italiana è impegnata al progetto di una nuova canoa…

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

martedì 3 giugno 2014

Chris Emdin: Insegnare agli insegnanti come creare la magia @TED

RITORNELLO
Sento spesso questo ritornello:
"bravi imprenditori si nasce", "bravi sportivi si nasce", "bravi insegnanti si nasce", "bravi designer si nasce", "bravi medici si nasce", "bravi cuochi si nasce", ecc...
Mbè, questo ritornello non mi piace!

1a STROFA
La Magia ha un ruolo fondamentale nella nostra Esistenza.
2a STROFA
La Magia ha una sua Struttura.

NUOVO RITORNELLO
Dal sito TED:
Che cos'hanno in comune i concerti rap, i negozi di barbiere e le funzioni domenicali? 
Secondo Chris Emdin, tutti nascondono la magia segreta per intrattenere ed insegnare allo stesso tempo - una qualità che non viene spesso insegnata agli educatori. Il sostenitore della scienza (e cofondatore di Science Genius B.A.T.T.L.E.S. insieme a GZA [nome d'arte di Gary Grice, artista hip hop americano] del Wu-Tang Clan) ci dà un'idea di come sia possibile vivacizzare un'aula.

Vuoi avere un'idea di come creare Magie?
Ti lascio con questo breve ma Magico video...

3a STROFA
La Magia non si compra da nessuna parte! 
4a STROFA
Nessuno è nato Mago!
5a STROFA
I Maghi sono Disciplinati...


Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

giovedì 29 maggio 2014

Sviluppate tutti i leader (anche quelli che non sono manager) - HBR

QUELLO CHE CONTA!
La riflessione di oggi  (più sotto in viola) viene dall'autorevole Harvard Business Review.
Credo che sia necessario, sempre più determinante e assolutamente di buon senso investire sulla Leadership
A qualsiasi livello e in qualsiasi Organizzazione.
Lo slogan potrebbe suonare così: 
NON LEADERSHIP, NO PARTY!
Detto questo, possiamo cambiare il party se non ci piace...
Detto anche quest'altro, ritengo che gli unici soldi ben spesi (all'interno di un'Organizzazione - o individualmente) siano quelli per la Leadership e per l'Innovazione
Tutto il resto fa parte di spese accessorie...

IL PUNTO DELLA HBR
"Nella maggior parte delle organizzazioni sono presenti persone eccezionali - sviluppatori, venditori, tecnici - che godono di grande ascendente e apportano un contributo decisivo alla vita aziendale. Benché privi di qualifiche manageriali, la loro perdita rappresenterebbe un danno enorme. Sono persone che hanno tutti i requisiti del vero leader, ma che potrebbero non essere coinvolte nelle iniziative mirate allo sviluppo di queste caratteristiche in quanto non hanno dei subordinati. Anche se hanno scelto di non intraprendere un percorso manageriale, le opportunità di sviluppare le loro doti di leadership saranno comunque fruttuose tanto per loro come per l'azienda in quanto ne miglioreranno le capacità comunicative, di coaching e di interazione all'interno del team. Inoltre, la loro crescita dal punto di vista interpersonale potrebbe indurli a investire il proprio potenziale in un ruolo formalmente manageriale".

"PICCOLE COSE"
Mi capita molto spesso, nelle Organizzazioni che frequento, di osservare una svalutazione dell'influenza delle "piccole cose"!

HBRhome

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

martedì 29 aprile 2014

Le Dieci Lezioni sul Successo di Richard Branson (vivizen)

Stavo mettendo insieme delle informazioni su Richard Branson per scrivere delle riflessioni e quando mi sono imbattuto in questo articolo non ho pensato più di scriverlo perché era già stato fatto molto bene...
(Il post di oggi è uno ospite dal sito vivizen)

Richard Branson conosce un po' di cose riguardo al successo.
A 20 anni, ha avviato un negozio di vendita per corrispondenza e ha aperto uno studio di registrazione dopo poco. 
Ora, il marchio Virgin vanta decine di aziende e il patrimonio netto di Branson è stimato in oltre 3 miliardi di sterline. 
Oltre ad aver ottenuto un successo immenso nel settore del business, Branson ha conquistato una serie di record mondiali di alta velocità in barca e nei viaggi in mongolfiera. 
Spesso argute, sempre penetranti, di seguito trovate alcune citazioni di Richard Branson che offrono diversi spunti di riflessione.

La motivazione viene spesso da direzioni diverse per cui se una di queste frasi ti colpisce, allora fanne buon uso! 

1) "Ridicoli yacht, aerei privati e limousine sempre più grandi non renderanno le persone più soddisfatte della propria vita"
Credo che tutti noi in fondo sappiamo che i soldi da soli non sono in grado di renderci felici. Ovviamente, il denaro piace a tutti - è in grado di offrirci libertà e meravigliose opportunità - e può contribuire alla felicità.
Ma la felicità in sé è qualcosa di ben diverso ed è indipendente da qualsiasi altra cosa materiale. Come ha detto Buddha: "Non c'è alcuna via per la felicità. La felicità è la via".

2) "Apprezzo e vivo in pieno ogni singolo minuto della mia vita" 
Ritengo che questo sia uno dei punti principali da tenere sempre in considerazione. Quando sei in grado di gioire di ciò che fai, è molto più probabile che lo farai al meglio e che avrai successo. 
Apprezzare ogni situazione è un'arte, un'abilitità, e in quanto tale può essere sviluppata. Certamente per alcuni questo accade in modo naturale, ma per la maggior parte di noi richiede un pochino di pratica. Ma alla fine, in ogni caso, è in grado di fare una differenza enorme per la qualità della tua vita. 

3) "Ci stressiamo per una montagna di cose, ma per la gran parte di esse non vale affatto la pena di stressarsi"
Essere stressati e preoccupati è soltanto uno spreco di energia - non aiuta mai. Facile a dirsi ma ben più difficile da mettersi in pratica, vero? Allora, semplicemente, prova ad assumere consapevolezza dei tuoi pensieri, prova a osservarli in modo oggettivo e a non lasciarti prendere dal turbinio di preoccupazioni e ansie che ogni piccolo pensiero potenzialmente reca con sé.
Prendi la giusta distanza, dai il giusto peso alle cose e non dimenticarti mai di continuare a vivere.

4) "Non puoi essere un buon leader a meno che non ti piacciano le persone. Questo è il modo di tirar fuori il meglio dagli altri"
Il modo in cui interagiamo con gli altri è di vitale importanza per la nostra felicità e il nostro successo. Gli altri sono la nostra occasione di felicità, non lasciamocela sfuggire con l'assurda pretesa di poter bastare a noi stessi.
Andare d'accordo con gli altri - consentendogli di essere se stessi, aiutandoli a tirar fuori il meglio, incoraggiandoli - questi sono i tratti distintivi dei buoni leader e dei buoni amici. 

5) "Non c'è nessuno da seguire, non c'è nulla da copiare" 
La vita è sempre fresca, nuova e originale. Cerca delle fonti di ispirazione, ma ricorda che per raggiungere nuovi traguardi non potrai sempre utilizzare vecchi modi di fare.
Pensare fuori dagli schemi, abbracciare il cambiamento e assumere dei rischi - queste sono le caratteristiche del successo in tutte le sfaccettature della vita. 

6) "Posso onestamente dire che non ho mai avviato un'attività solamente per fare soldi. Se questo è l'unico motivo, credo, fareste meglio a non fare nulla"
Per Branson il denaro è un sottoprodotto, una conseguenza. non un obiettivo in sé. Coloro che si limitano a inseguire i soldi finiscono per non avere alcun autentico valore, perché il denaro in sé non aggiunge nulla alla vita. 
Il denaro non può comprare le cose che contano di più - la saggezza, la serenità, la leadership, la felicità. 

7) "Non ho mai avuto alcuna intenzione di essere un imprenditore"
A volte le cose vanno in modo molto imprevedibile! Abbiamo sicuramente bisogno di sapere dove stiamo andando nella vita, ma abbiamo anche bisogno di rimanere aperti a nuove possibilità. 
Le cose hanno la tendenza a cambiare e se siamo pronti a navigare con il vento, e non a lottare contro di esso, la vita ci può portare in avventure meravigliose e possiamo finire in luoghi ancora più magici.

8) "Ho fatto e imparato da un sacco di errori"
Pensa a quando hai imparato qualcosa di nuovo - guidare l'auto, cucinare,  imparare una lingua. Naturalmente all'inizio avrai sempre fatto dei casini! Assumere dei rischi, provare nuove cose, imparare - tutto ciò implica commettere degli errori. 
E' questa l'unica via per crescere. Quindi non aver paura di sbagliare - sii orgoglioso di loro! 

9) "Se puoi immergerti nella tua passione, anziché limitarti a lavorare, la vita sarà molto più interessante"
Qualcuno ha detto che se ti piace il tuo lavoro, allora non dovrai mai lavorare. Cerca allora di dedicarti sempre a ciò che ti emoziona e ti fa sentire vivo.
Impara a trovare sempre qualcosa di stimolante e di interessante in ogni cosa che fai. Continua a emozionarti, sogna e insegui le tue passioni.

10) "In questo momento io sono semplicemente felice di essere vivo e di aver appena  fatto un bel bagno" 
Molto spesso siamo così concentrati sui nostri problemi e sulle nostre preoccupazioni da perdere di vista i piccoli meravigliosi piaceri che la vita è in grado di offrirci.
Qualunque cosa la vita ti porti, cerca sempre di grato dei tanti piccoli piaceri che ogni giorno reca con sé.

Grazie ancora a vivizen.

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

mercoledì 16 aprile 2014

CHI SEMINA RACCOGLIE...

Il titolo è di una banalità imbarazzante...
Lo so ma non mi veniva nulla di meglio!
Potevi evitare di scrivere un post, allora, se non avevi l'ispirazione!
Vero. A volte però è utile ripetere le cose in cui si crede. 
E le cose in cui si crede sono Semplici, molto spesso.
Mi sembra che in molti cerchino (tanto tra i formatori che tra gli imprenditori/managers) la trovata più brillante, più smart, per ottenere il più velocemente possibile i frutti di un percorso formativo all'interno delle Organizzazioni (di qualunque genere).
Quindi cosa proponi tu di diverso?
Nulla, proprio nulla, che non coinvolga il buon senso...
Dico solo questo: "CHI SEMINA RACCOGLIE!"
Penso che il percorso più Utile sia:
1) Lavorare sui Singoli;
2) Lavorare sulla Squadra;
3) Lavorare sull'Organizzazione.

Quando sento parlare direttamente di Team/Organizzazioni, lasciando al caso l'Individuo... mbè, ho i miei dubbi che qualcosa di Innovativo possa realizzarsi!
Fondamentalmente, allora, quando si può definire vera una teoria?
Ci sarebbe da fare (prima di tutto) una distinzione tra Teoria e Modello ma non adesso; comunque non mi è mai capitato, per concludere, che i frutti siano stati raccolti prima che i semi siano stati piantati!!!
Ma... non escludo a priori il contrario!

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola




giovedì 10 aprile 2014

Crescita a lungo termine vs Crescita a breve termine (HBR)

Tema interessante e ricorrente, quello proposto oggi, per ogni tipo di Organizzazione.
Ti lascio subito con il consiglio della Harvard Business Review Italia...

Quando vi rendete conto che le previsioni che avete fissato per il trimestre o l'anno sono semplicemente non realizzabili, sorge la tentazione di adottare misure drastiche. Ma state bene attenti a come raggiungete i vostri obiettivi. Eccovi qua tre suggerimenti per avviare delle azioni senza trascurare i vostri target di lungo periodo:

- Conservate la vostra capacità di crescere. Il vostro primo istinto può essere di tagliare gli investimenti che non offrano un ritorno a breve. Questi tagli possono forzare i profitti, ma possono anche compromettere la capacità di un'azienda di realizzare gli obiettivi di crescita a lungo termine.

- Non affrettate le nuove idee. Accelerare idee innovative ma ancora in fasi immature per colmare un divario sul breve può condurre a dei buchi ancora più grossi se le idee collassano. Evitate di coprire problemi di carattere operativo con idee ancora nello stadio di sviluppo.

- Fate di più con meno. Le pressioni a breve termine equivalgono probabilmente a minori investimenti in innovazione. Ma ricordate che la scarsità può talvolta stimolare un'utile creatività.


HBRItaliaHomepage

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Giannicola

venerdì 4 aprile 2014

ABBRACCIAMOCI

Perché no?
L'idea me l'ha data Antonella, con la quale inizio, che mi ha inviato anche la foto del post.
Ho cercato un po' e ho trovato questa perla
 di Virginia Satir che dice: "Ci servono 4 abbracci al giorno per sopravvivere. Ci servono 8 abbracci al giorno per mantenerci in salute. Ci servono 12 abbracci al giorno per crescere".

A che serve Abbracciarsi?
A molte cose...

E cos'è un Abbraccio?
Ti riporto alcune formule dal sito abbracciliberi...:
é "stringere nelle proprie braccia premendo verso il proprio petto in una espressione di amore e di affetto"
é "non siamo soli"
é "io sono uguale a Te"
é "ritrovarsi Cuore a Cuore"
é "siamo i figli di uno stesso cielo"
é "io ci sono, sono qui con te adesso"
é "ricevere ciò che tu sei donando ciò che io sono"
"é stringere il corpo, accogliere l'Anima e.. Liberare Gioia"
é "ritrovarti nell'amore per chi ti ama dovunque tu possa essere"
é "sprigionare l'energia che dimora in ognuno di noi e regalarla/offrirla all'altro nella convinzione di ricevere lo stesso dono, perchè in ognuno è racchiusa un'energia che forse neanche noi siamo consapevoli di contenere..."
é "aprirsi agli altri senza paura di ciò che si dà e di ciò che si riceve"
é "esprimere l'Amore che tutti abbiamo e che non può fare altro che Bene"
é "sentirsi tutti uniti"
é ciò di cui ognuno ha bisogno per ritrovare se stesso
é sentire il cuore tuo che ha lo stesso suono d'amore che ha il cuore mio

Giochiamo...
Continuo io e poi, se hai voglia, prosegui tu...
Per me l'Abbraccio è un Semplice gesto di Inclusione.
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Ti saluto come mi ha insegnato Stefano, e così chiudo con lui: "Abbraccio Totale!"

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Giannicola

lunedì 17 marzo 2014

SERVONO SEMPRE E SOLO I SOLDI?

DOMANDE
I soldi sono importanti?
Cosa sono i soldi?
Quando entrano in scena i soldi?

RISPOSTE
I soldi sono importanti tanto quanto sono importanti altre Risorse.
I soldi sono giusto un metro per capire se quello che stai facendo funziona.
I soldi sono l'ultima parte (forse solo la più visibile) di un processo che ne ha al proprio interno altre.

OSSERVAZIONE
Parlo per esperienza personale (in campo professionale) e molto spesso i Collaboratori in azienda non cercano principalmente un rimborso o un bonus aggiuntivo casuale (o peggio, immeritato). Quello che cercano è essere ascoltati, essere apprezzati, essere messi in condizione di offrire il loro meglio. 

COSA SERVE?
Cosa accadrebbe, allora, se i proprietari di aziende, i managers di organizzazioni, ed ogni persona con funzioni di guida si comportasse/ro in questo modo?
Ci sono delle "cose" da cui iniziare che sono molto importanti per Creare, Diffondere, Consolidare una Cultura Aziendale di Livello Superiore (e non costano nulla, economicamente parlando, se non l'Impegno e la Disciplina ):

  • Trovare il Tempo per Ascoltare i Collaboratori
  • Trattare i Collaboratori avendone Cura e con Rispetto
  • Essere Coerenti tra quello che si Pensa, si Dice e le proprie Azioni 
  • Mantenere le Promesse
  • Garantire la Dignità di ognuno 
  • Dare Credito allo Spirito d'Iniziativa altrui
  • Assumersi le Responsabilità della Collaborazione
  • Quando si sbaglia, riconoscere l'Errore e offrire sentite scuse
  • Essere pronti a Gestire i Problemi 
  • Ecc...

Magari, alla fine (ma proprio alla fine), anche un aumento sullo stipendio diventa gradito!

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Abbi Gioia!
Giannicola


venerdì 14 marzo 2014

COLLOQUIO DI LAVORO

Sempre più persone, soprattutto neo laureati, sostengono colloqui di lavoro presso Organizzazioni che ancora lo offrono. Di posti ce ne sono sempre meno, si sa, e le Aziende pretendono sempre maggiore Competenza, Specializzazione, Responsabilità, Spirito d'Iniziativa, Creatività, Leadership, ecc... 

Certo, siamo abituati a leggere CV e dare pareri in base a quello: il voto di laurea, masters frequentati, aziende dove si è lavorato, ecc... ma c'è qualcosa in più (che fa la Differenza) ed è dato dal Valore che si può aggiungere.
Quindi, data l'opportunità di un colloquio che i candidati hanno a disposizione e data l'importanza che questa ha nella vita dei ragazzi, vediamo qualche suggerimento utile per fare una buona impressione:

Il Business Office of Career Management dell’Ohio State University Fisher College offre dei consigli su come rispondere ad una domanda quale “tell me about yourself” (“parlami di te”).

Questa è una domanda classica del colloquio di lavoro all’estero, soprattutto in ambito anglosassone.
In genere viene fatta come prima domanda subito dopo i convenevoli.
Nel video, professionisti delle risorse umane condividono consigli su come rispondere ad una domanda apparentemente facile ma non sempre.
Questo video è dedicato in particolare modo a laureandi e neolaureati che si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro statunitense ma penso che possa essere utilissimo a tutti coloro, indipendentemente dall’età e dall’esperienza lavorativa, che vogliono cimentarsi nella ricerca lavoro all’estero.
I concetti di base infatti sono utilizzabili da chiunque!
Mark Wilson, responsabile per i rapporti con le aziende che assumono i laureati del Fisher College of Business, dice che la domanda è così “aperta” che può diventare molto intimidatoria se non si sa bene come rispondere. Il primo consiglio è quello di usare un approccio cronologico partendo dalla scuola superiore e spiegando perché e come si è arrivati a studiare presso il Fisher College of Business. Dopo di che si consiglia di fornire risultati: la vostra decisione è stata una delle più importanti che avete preso fino adesso, come si è tradotta in risultati pratici? Siete contenti della vostra scelta? Avete raggiunto gli obiettivi che vi prefiggevate?
Abbe Partee, recruiting manager di laureati per conto di Exel, dice che vuole capire la persona intervistata nella sua completezza. Di nuovo viene suggerito di adottare un approccio cronologico spiegando le proprie origini, cosa si è fatto alle superiori e come si è arrivati alla scelta del corso universitario.
Linda Burstein, manager delle assunzioni universitarie per conto di Deloitte Services LP, vuole sentir parlare di aspetti molto pratici di quello che il candidato ha raggiunto fino ad ora. Ad esempio, se il candidato ha fatto parte della squadra di golf sia della scuola superiore che dell’Università e i risultati associati a questa attività. Inoltre il candidato dovrebbe anche illustrare le proprie intenzioni lavorative una volta finiti gli studi. Burstein non è interessata alle questioni personali, non vuole sapere se il candidato è sposato, se ha figli, con chi vivono. Vuole che il candidato parli di obiettivi raggiunti e di cose relative alla posizione di lavoro.
Eric Lenard, Finance Director per conto di Johnson & Johnson, dice che quando chiede “Tell me about yourself” sta dando l’opportunità al candidato di “inquadrare” il colloquio di lavoro. Non vuole che il candidato semplicemente rigurgiti il curriculum perché Lenard può tranquillamente leggerlo da solo. Vuole invece che il candidato selezioni gli aspetti più particolari della propria esperienza che lo colleghino alla posizione lavorativa per la quale si sta facendo il colloquio di lavoro.
A partire dal minuto 2:35 viene poi fornito un esempio di come rispondere alla domanda “Tell me about yourself”.
A partire dal minuto 5:25 potete vedere un giudizio sulla performance della candidata da parte del recruiter.
Quello che ha fatto bene:
-ha risposto alla domanda in ordine cronologico

-ha fornito informazioni sulle proprie origini

-ha collegato la propria esperienza all’interno di una banda musicale alle competenze di leadership e teamwork

-ha comunicato fiducia in se stessa attraverso la spiegazione del proprio lavoro accademico e delle proprie esperienze lavorative

Avrebbe potuto migliorare la propria prestazione attraverso:
-l’inclusione di un maggior numero di esperienze e obiettivi raggiunti durante il periodo universitario
-La risposta dovrebbe essere più corta, un massimo di due minuti, tralasciando le esperienze meno significative
(parte del post da Italiansinfuga

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Giannicola

giovedì 13 marzo 2014

Solo 7 Princìpi di guerra?

Da Wikipedia: Il Bushido (letteralmente «la via [o la morale] del guerriero») è un codice di condotta e un modo di vita adottato dai samurai, cioè la casta guerriera dell'antico Giappone. In esso, a differenza di altri addestramenti militari nel mondo, sono raccolte, oltre le norme di disciplina militari, anche quelle morali.

Come spesso mi capita, anche qui ripeto volentieri che oltre ad avere Abilità Tecniche è necessario possedere Abilità Morali.

Per ogni contesto, quindi da quello militare, passando per quello sportivo e fino a quello Aziendale-Organizzativo, la fusione magistrale di queste due Skills (Hard e Soft - come dicono quelli bravi!) porta all'Eccellenza. In Neuro-Semantica si potrebbe declinare il concetto in Significato/Performance.

Vediamo oggi quali sono i concetti fondamentali ai quali doveva attenersi il Samurai e ai quali puoi (anche in parte) ispirarti tu:


義, Gi: Onestà e Giustizia
Sii scrupolosamente onesto nei rapporti con gli altri, credi nella giustizia che proviene non dalle altre persone ma da te stesso. Il vero Samurai non ha incertezze sulla questione dell'onestà e della giustizia. Vi è solo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

勇, Yu: Eroico Coraggio
Elevati al di sopra delle masse che hanno paura di agire, nascondersi come una tartaruga nel guscio non è vivere. Un Samurai deve possedere un eroico coraggio, ciò è assolutamente rischioso e pericoloso, ciò significa vivere in modo completo, pieno, meraviglioso. L'eroico coraggio non è cieco ma intelligente e forte.

仁, Jin: Compassione
L'intenso addestramento rende il samurai svelto e forte. È diverso dagli altri, egli acquisisce un potere che deve essere utilizzato per il bene comune. Possiede compassione, coglie ogni opportunità di essere d'aiuto ai propri simili e se l'opportunità non si presenta egli fa di tutto per trovarne una. La compassione di un samurai va dimostrata soprattutto nei riguardi delle donne e dei fanciulli.

礼, Rei: Gentile Cortesia
I Samurai non hanno motivi per comportarsi in maniera crudele, non hanno bisogno di mostrare la propria forza. Un Samurai è gentile anche con i nemici. Senza tale dimostrazione di rispetto esteriore un uomo è poco più di un animale. Il Samurai è rispettato non solo per la sua forza in battaglia ma anche per come interagisce con gli altri uomini.

誠, Makoto o 信, Shin: Completa Sincerità
Quando un Samurai esprime l'intenzione di compiere un'azione, questa è praticamente già compiuta, nulla gli impedirà di portare a termine l'intenzione espressa. Egli non ha bisogno né di "dare la parola" né di promettere. Parlare e agire sono la medesima cosa.

名誉, Meiyo: Onore
Vi è un solo giudice dell'onore del Samurai: lui stesso. Le decisioni che prendi e le azioni che ne conseguono sono un riflesso di ciò che sei in realtà. Non puoi nasconderti da te stesso.

忠義, Chugi: Dovere e Lealtà
Per il Samurai compiere un'azione o esprimere qualcosa equivale a diventarne proprietario. Egli ne assume la piena responsabilità, anche per ciò che ne consegue. Il Samurai è immensamente leale verso coloro di cui si prende cura. Egli resta fieramente fedele a coloro di cui è responsabile.

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Abbi Gioia!

Giannicola

martedì 11 marzo 2014

PICCOLE COSE

BRICIOLE
Le piccole cose contano...
In virtù di quanto appena scritto, aggiungo: il Desiderio futuro di Realizzare un Obiettivo e l'Intenzione che Applichi sui tuoi Pensieri influenza, e molto spesso genera e determina, le Azioni presenti. Quando butti via le briciole, dopo aver mangiato, mica pensi mai allo spreco? Un gesto così è diventato normale che non te ne accorgi più. Vero?

CULTURA
Nella gestione di un'Azienda si dedica molto tempo agli orari, ai turni, alle ferie, ai regolamenti, agli inquadramenti, ai CV, ecc... (e ci sta tutto) ma si offre poco spazio al fiorire di una Cultura Organizzativa (da cui tutte quelle cose descritte prime dovrebbero far seguito) basata sui Significati più Alti e Robusti, sui Valori piuttosto che sui Principi.
Mica sono così importanti queste cose per i Collaboratori!
Mica penserai che fanno la Differenza in Azienda!
Mica possiamo perdere tempo con queste fesserie, qui si Lavora!
Mica sei scemo a credere a queste cose, proponimi qualcosa di più Concreto!

MOTIVAZIONE
Perché manca una forte motivazione in Azienda?
Perché si pensa più ai regolamenti che ai Significati.
Come pensare più alla casa che alla Famiglia!
Come pensare più al letto nuovo che alla Sonno!
Come pensare più al sesso che all'Amore!
Ecc...

CAMBIAMENTO
Fino a quando non si cambia il Clima Aziendale le Organizzazioni non potranno migliorare di un passo verso un futuro Piacevole, Creativo, Prospero.
Da chi dipende?
Dal Cervello-dell'Organizzazione che lavora per creare un'Ossatura-Forte-e-Stabile attraverso la quale si sviluppa la Neurologia-Aziendale.
Nulla può essere espresso nel Mondo là fuori se prima non ce l'abbiamo Dentro... e questo avviene con piccole cose, tutti i giorni.

Ma questo è solo il modo in cui la vedo io, mica sei costretto a crederci!

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

martedì 4 marzo 2014

10 CONSIGLI UTILI PER CHI ASPETTA RISPOSTE... (Forbes)

Interessante post, quello di oggi, che può aiutare tutte quelle persone che si trovano nella situazione di non ricevere risposte da chi le si aspetta. Certo, un atteggiamento di questo genere dice molto della Cultura Aziendale di quella Organizzazione. Ma leggiamo cosa propone di fare questo articolo:

Forbes ha pubblicato un articolo relativo a cosa fare quando, dopo quell’agognato colloquio di lavoro, non ricevete un responso e non siete quindi in grado di giudicare le prospettive future con quella particolare azienda.

Come comportarsi?
Innanzitutto l’esperto di risorse umane Steve Kane afferma: “purtroppo, spesso si tratta di semplice maleducazione quando un candidato non riceve una risposta dopo un colloquio di lavoro. Questo non dovrebbe mai succedere quando si tratta di un’azienda all’avanguardia. Ovviamente se qualcuno ha fatto lo sforzo di prepararsi per un colloquio di lavoro, merita di avere una minima idea sulla probabilità di ricevere un’offerta di lavoro.
Amy Hoover, presidente di TalentZoo, afferma che spesso i datori di lavoro vengono “sommersi” dalla comunicazione relativa al processo di assunzione “non è giusto, non è un comportamento da professionista ma è la realtà.
David Parnell, consulente legale, afferma che ci sono tre ingredienti principali legati al silenzio successivo al colloquio di lavoro: “innanzitutto è probabile che il candidato non abbia fatto una grandissima impressione. In secondo luogo l’azienda ha limitate risorse di tempo e personale che preferisce dedicare ai candidati più competitivi. In terzo luogo il rischio legato al fornire responso negativo e specifico è molto più alto per l’azienda rispetto ai vantaggi.
Lynn Taylor, esperta di questioni relative al mondo del lavoro statunitense, spiega “la disoccupazione è ancora relativamente alta e tante aziende vengono inondate di domande da parte di candidati. Le aziende con un orizzonte temporale limitato pensano di poter risparmiare rispondendo solo ai candidati migliori. Attualmente le aziende detengono più potere dei candidati e, purtroppo, dedicano poche risorse per rispondere ad ogni candidato.
Ecco come i candidati possono gestire questa delicata fase del processo di assunzione.
1. Prendete l’iniziativa
Lynn Taylor dice “non passate il tempo a girare i pollici, aspettando. Fate qualcosa. Nella situazione occupazionale attuale è compito del candidato prendere il toro per le corna e ‘inseguire’ le risorse umane dell’azienda. Continuate a oliare la ruota del processo di assunzione senza rendervi fastidiosi
2. Create un piano d’attacco
David Parnell dice che se chiamate e spedite e-mail troppo spesso diventerete sia fastidiosi che disperati; d’altro canto se non comunicate abbastanza, sembra che non abbiate rispetto e interesse per l’azienda; “è importante creare una routine per mantenere viva la comunicazione con la selezionatrice. Ponetevi come obiettivo un determinato numero di tentativi all’interno di un limitato lasso di tempo. Se ricevete un responso, fantastico; se non lo ricevete, lasciate perdere e dedicatevi ad un’altra azienda senza sprecare ulteriore prezioso tempo.
3. Siate gentili
Taylor suggerisce “siate sempre gentili nella vostra comunicazione sia tramite e-mail che al telefono, anche se siete indispettiti dall’azienda. È possibile che le risorse umane siano ancora nel bel mezzo della procedura di scrematura dei candidati e non abbia ancora preso una decisione. Oppure è possibile che vi ritengano più idonee ad una posizione diversa all’interno della loro organizzazione e pensino di contattarvi quando questa diventa disponibile. Il vostro livello di professionalità nella comunicazione farà impressione. Spesso ciò che vi distingue è come gestite gli ostacoli.
4. Controllate il vostro social network per connessioni
Hoover suggerisce di controllare Facebook, LinkedIn e Twitter per vedere se avete ex colleghi oppure amici che attualmente lavorano presso l’azienda con la quale stiate dialogando “se scoprite un collegamento, cercate di ottenere un riconoscimento pubblico oppure chiedete loro di cercare di scoprire a che punto del processo di selezione l’azienda si trova.
5. Valutate il responso che ricevete prima di fare la prossima mossa
Taylor consiglia: “se quando contattate le risorse umane il responso è caloroso allora avete l’opportunità per dialogare con più frequenza. Se invece il responso è freddo, non sprecate troppo tempo con ulteriori tentativi di dialogo. Spesso il non ricevere risposta è una risposta.
6. Scalate la “catena di comando”
Parnell afferma “con tutto il rispetto per il personale delle risorse umane, se non ricevete una risposta dopo un certo numero di tentativi, scalate la catena di comando e contattate un superiore. In base alla mia esperienza, più in alto si va, maggior rispetto il candidato riceverà. Contattare direttamente la persona per la quale lavorereste può invigorire la procedura o almeno chiuderla una volta per tutte.
7. Seguite il vostro istinto e siate realistici
Parnell dice: “non create delle inutili illusioni sul perché non vi rispondono. Se il vostro istinto vi dice di cercare altrove, statelo a sentire.
8. Aggiornate il datore di lavoro
Assicuratevi di tenere il potenziale datore di lavoro aggiornato su novità relative alla sfera professionale di entrambi durante la vostra conversazione evitando quindi che quest’ultima diventi solo una conversazione a senso unico per il vostro beneficio.
9. Non prendetela sul personale
Taylor tranquillizza: “per tutto quello che ne sapete è possibile che il posto di lavoro per il quale siete stati intervistati sia stato eliminato a causa dei tagli di budget. La maggior parte delle aziende non vuole che questa notizia venga pubblicata e quindi opta per il silenzio.
10. Utilizzate questa esperienza per imparare alcune cose sull’azienda
Nonostante il processo di gestione del dopo colloquio non rifletta sempre la cultura aziendale può spesso fari capire alcune cose al riguardo. È quindi possibile che decidiate che l’azienda non faccia per voi in futuro anche se offre possibilità di lavoro.
Ognuno come può...
Abbi Gioia!

Giannicola

venerdì 28 febbraio 2014

SICURI CHE SI PARLI DI URGENZA?

UN NODO DA SCIOGLIERE
Sono dell'avviso che ci passi una bella Differenza tra Velocità e Fretta
Quando si parla di Urgenza spesso ci si riferisce a qualcosa da fare in... Fretta!
Il nodo da sciogliere è tra queste due Cornici, appunto: Velocità e Fretta.
- Ma perché certe cose diventano Urgenti?
- Si poteva Evitare l'Urgenza?

Scrivevo nel post ieri - PRIMA LE COSE IMPORTANTI - che ci sono dei fattori che determinano una grande Differenza pratica tra Aziende e Aziende. 
I tre fattori sono:

RISORSE: INNER o OUTER?
Per Risorse intendo quelle Umane e per Umane intendo le Abilità Interioriquindi non tanto se sai usare il computer o se conosci una lingua straniera ma come interpreti e declini i Valori Aziendali, come vivi e rappresenti la Cultura Aziendale, come Aggiungi Valore alla tua Organizzazione attraverso le tue Abilità Interiori, ecc...
Puoi conoscere lingue straniere ma essere poco Dedicato alle relazioni...
Puoi conoscere l'uso del computer ma essere poco abile nel Condividerlo...
E così via.

IL PERCORSO
Per diventare Veloci nel saper contattare le proprie Abilità Interiori, e usarle con Eleganza nel momento in cui servono, c'è bisogno di molto Allenamento e quindi di molto Tempo. Solo così si raggiungono livelli Straordinari e si diventa Rapidi nel trovare le migliori Soluzioni. Da qui viene fuori che Persone-di-Valore creano Organizzazioni-di-Valore.

CERTE STORIE URGENTI (FRETTOLOSE?)...
Organizzazioni in declino, che perdono mercato per poca Flessibilità Comportamentale, per scarsa Cultura Aziendale, ecc... hanno in comune l'Urgenza (la Fretta?) di aggrapparsi al prestigio passato e ormai scolorito, i risultati importanti di esercizi andati, la tradizione che si è trasformata in mummificazione, le parole che non hanno più alcuna efficacia sui clienti, la mancanza di Soluzioni convincenti.

... E CERTE ALTRE VELOCI
Al contrario delle altre, le Organizzazioni in crescita, le Start-Up snelle, le Aziende Giovani e Organizzate, orientate alla Performance, con dentro Grandi Significati, giorno dopo giorno s'Impegnano ad Investire sulle proprie Risorse Umane e sono focalizzate per ottenere:

In estrema sintesi: si diventa Veloci lentamente!

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola




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