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mercoledì 5 luglio 2017

PER FAR CRESCERE IL BUSINESS, CAMBIA SEGRETARIA!

STORIE

In questo post ti accenno due storie che ti aiuteranno a capire meglio cosa ci vuole per fare Business.

Le due storie di oggi (di Alto e di Sully) apparentemente scollegate tra loro, sono invece strettamente legate da due Cornici in comune, fondamentali nel Business-di-successo

NB - fai molta attenzione quando arriverai a leggere quelle righe. 

TECH

Siamo nell'era della tecnologia e di strumenti per mettere in piedi un Business ce ne sono così tanti che hai l'imbarazzo della scelta. Leggi IL CRM, IL GRAN BALLO CON I CLIENTI E 7 CONSIGLI PRATICI

Non è così? 
Ma certo che è così!

In moltissimi abbiamo dei mini-super-computers tra le mani (lo smartphone) in grado di compiere miracoli tecnologici, di essere connessi e presenti h24, di accedere al Sapere universale, di aiutarci nel cercare strade sconosciute, negozi particolari, ristoranti esclusivi, luoghi misteriosi, etc... 

Insomma si trova tutto lì sopra e ci si trova anche la tua attività.
Come fai a farti conoscere?

E a farti apprezzare?

E a farti scegliere?

E a fidelizzare?

RISORSE 
(e non è passato remoto - 3a persona singolare - verbo risorgere)

Bbbene.
Tutto molto bbbbello.
Ma... quello che per ora non si trova online
nemmeno si compra offline sono 2-risorse-2:

1) la CREATIVITÀ

2) l'ESPERIENZA 

- La prima è la capacità di identificare un futuro differente (che oggi si riesce appena ad immaginare). Per fare questo è fondamentale definire un Valore ad un livello superiore
Solo così si crea l'INNOVAZIONE

E quale può essere questo Valore? 
Te l'ho già detto e te lo ripeto: la Creatività.
Robert Cringelygiornalista statunitense esperto di informatica e nuovi media, disse un giorno: "senza lo Xerox Alto oggi non ci sarebbe Macintosh né Windows, eppure nessun personal computer in commercio reca il marchio Xerox"

Ora devi sapere che alla Xerox, i dirigenti che assistettero alla presentazione del personal computer Alto, videro solo un aggeggio capace di snellire il pesante lavoro di signorine sedute dietro una scrivania. Quindi poco redditizio...

Mr. Jobs, invece, vide uno straordinario marchingegno con potenzialità sconfinate per sviluppare Business per aziende e per se stesso.

Jobs[alla Xerox] sono riusciti a trasformare la più gloriosa delle vittorie in una sconfitta […] oggi potrebbero essere dieci volte più grandi di quello che sono, potrebbero essere la IBM, potrebbero essere la Microsoft dell’industria.” 

- La seconda è la capacità di risolvere un problema immediato, sconosciuto e imprevisto attraverso il massimo della Padronanza
Solo così si crea la FIDUCIA

Qui entra in scena il volo US Airways 1549 e il suo pilota Chesley Sullenberger, meglio noto come Sully
"Nessuno ci ha avvisati. Nessuno ci ha detto della perdita dei motori all'altitudine più bassa della storia dell'aviazione. Un'avaria a entrambi i motori a 2800 piedi, seguita da un'ammaraggio d'emergenza, con 155 anime a bordo. Nessuno era mai stato addestrato per una simile situazione".

C'è anche un film sul caso - SULLY

AZIONE PRATICA

SEI UN LIBERO PROFESSIONISTA E NEL TUO STUDIO HAI UNA SIMPATICA E BELLA SEGRETARIA TUTTO FARE (o stai pensando di assumerla)? 

UN CONSIGLIO AL VOLO: ASSUMI UNA PERSONA CREATIVA DEDICATA AL MARKETING ONLINE e non più solo una bellona che sappia inserire degli appuntamenti su un'agenda dopo aver risposto al telefono (e spiegato quanto costa il servizio con fattura e quanto... quello senza!).

Il motivo è semplice: sempre più clienti ti cercheranno sul web e valuteranno le tue Performance online. Quindi tutto quello che di bello deve avere la signorina dietro alla tastiera è il CERVELLO!

Se poi hai la fortuna di trovare CERVELLO e BELLEZZA, allora hai fatto bingo!

Tra qualche anno saranno tutti costretti ad adottare questa soluzione.
Portati avanti con il lavoro e crea un vantaggio tra te e i tuoi concorrenti:

- fatti conoscere
- fatti apprezzare
- fatti scegliere
- fidelizza

e non sbagliare segretaria!

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

PS: ci si rilegge a settembre.
BUONE VACANZE

martedì 8 aprile 2014

PASSIONE INNANZI TUTTO (parte 3/5)

OSSERVAZIONE n.2: 
Fai del tuo meglio quando nessuno ti sta guardando.
Ahahahah..., 
Giannicola, l'hai sparata grossa!
Io sono appassionato e voglio la fama, voglio che tutti lo sappiano.
Aspetta un attimo.
C'è un paradosso nella ricerca della fama: chi s'impegna per guadagnare l'attenzione altrui, raramente ci riesce... Al contrario, coloro che disprezzano le luci della ribalta sono spesso quelli che si ritrovano a fare i conti con giornalisti, estimatori, convegni, ecc... (forse perfino i paparazzi!).
Non è sempre così ma ho trovato pochi casi contrari. 

Qualcosa di interessante accade quando si mette in campo la Passione: la gente inizia a notarlo.

PAURA
Persone che vivono Esistenze Intenzionali sono libere dalla Paura

Sono libere dalla Paura-di-Sbagliare
Soprattutto perché lavorano per il piacere di quello che fanno e non per dimostrare niente a nessuno!
Siamo tutti ispirati da quelli abbastanza Coraggiosi (pensa ad un'icona del nostro tempo: Nelson Mandela o a quel folle e affamato di Steve Jobs, ecc...) da seguire i loro Sogni e le loro Intuizioni, da sottrarsi alle trappole della fama e fare solo il lavoro che conta: quello in cui Credono!

INTRIGANTI. SONO INTRIGANTI...

Che cosa succede ogni volta che si vede un film o SI legge un libro su qualche personaggio che rischia il tutto per tutto per compiere una questione che conta? Pensa a Chris Gardner, per esempio.
Non ti senti ispirato/a, affascinato/a, anche tu?
Quando ho cominciato a fare il Coach per Passione, in un primo momento nessuno sembrava interessarsi a quello che proponevo o facevo. Ma ho continuato a farlo, continuavo a fare il lavoro migliore che potevo, non importava quante persone prestavano attenzione. 
E lentamente nel tempo, la gente ha preso nota...
E sai perché? 

Perché qualcosa di interessante accade quando si mette in campo la Passione: la gente inizia a notarlo!

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

martedì 19 febbraio 2013

C'è UN PO' DI CONFUSIONE, SECONDO ME...

CRISI
C'è la Crisi.
Vero! C'è la Crisi Economica.
Ma c'è solo una Crisi Economica o anche... l'attitudine personale?
Quello che osservo è un'attenzione accanita (e certo, c'è la Crisi!) per il "prezzo". 

DOVE NASCE LA CONFUSIONE
Che cosa voglio dire?
Che quando mi trovo a parlare con potenziali Partners ci si sposta immediatamente sul "prezzo" del Servizio da offrire piuttosto che sui Valori, sulla Qualità, sulle Cornici, sui Dettagli, sui Benefici per i Clienti, sugli Stati, sulla Strategia, ecc...

TROPPO FOCUS... STORPIA!
Quando c'è troppa attenzione sul "prezzo", si perde (necessariamente?) in altri contesti. Il "prezzo" è una componente importante di un Prodotto/Servizio, certo, ma è differente se si parte da lì o se si arriva lì.
Mi chiedo (intimamente) cosa sia più Importante, quale sia il punto di partenza e di arrivo, e giro la Domanda al mio interlocutore di turno.
Spesso la risposta non è molto chiara, altre volte è chiara ma non si sa come metterla in pratica, altre volte è chiara e si sa come fare per attuarla ma si ha Paura di farlo, ecc...

IL COMPIANTO STEVE JOBS
Mi tornano in mente, arrivato a questo punto, le parole di Steve Jobs: "siate affamati, siate folli". Affamati di Idee, di Emozioni, di Proposte, di Curiosità, ecc... e Folli a tal punto da Collaborare, da Sperimentare, da Rischiare, ecc... con Persone che ci Somigliano, che ci Attraggono, che ci Emozionano... 
Queste Persone la Crisi la prendono come un saltatore in alto prende in considerazione l'asticella: come una Sfida (con se stesso)! E insieme, si sa, si ha più forza!

Per chiudere, ti chiedo: 
1) "sul mercato ci stai alzando le Competenze o abbassando le Sfide?"
2) "se la risposta alla domanda precedente è stata COMPETENZEcosa puoi offrire di Valore che vada al di là della Crisi e per cui le Persone sono pronte a riconoscerti "quel prezzo" che chiedi?"

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola


giovedì 19 aprile 2012

THE POWER OF CREATIVITY (by Michael Hall -- Neuro-Semantics)

"Innovation distinguishes between a leader and a follower" (Steve Jobs)
And Innovation comes from Creativity, and Creativity comes from Intentionality...
Mmmmmm.... Frames! 
Interested?
If you find yourself in times of trouble, Mother Mary comes to you... (LET IT BE - The BeatlesUh...! That should be something else, shouldn't it? 
Anyway, I suggest you to read the following post.

If you are intentional (read the post here) then it is inevitable that you will be creative and access your powers of creativity.  Why?  Because you will be creating what you are intending to create, what you want to create, what you set as your desired outcomes.  The power of intentionality governs how you use your other powers as it sets your direction and focus and the result is the creation of outcome.

You have powers of creation and are creative because you do not have instincts.  And without instincts, you have to create!  You have to create your thoughts, your understandings, your meanings, your values, your intentions, in fact, you have to create just about everything!  And when you look at infants and small children—what creativity!  They are so playful, inventive, full of surprising ideas, and expressions.  In fact, to look at a small child, you are looking at creativity in action.

And why?  From the perspective of Maslow’s Self-Actualization Psychology it is because we are by nature and inherently creativity.  Creativity is part and parcel of human nature.  It is not something that we add on to our nature and skills, it is at the essence of what it is to be human.  That is, to be human is to be creative.

I’m writing this from Washington DC where we (myself and the people of the Institute of Neuro-Semantics— USA) are doing the Creativity and Innovation Workshop.  It is the third Self-Actualization workshop and has the title, Unleashing Creativity Solutions.  And in this workshop, one of the quotes that come from Maslow is the quote that the problem is not, Why are we creativity or how can we be creative?  But, Why are not everyone creative?  What causes so many people to lose their innate creativity?

If to be human is to be creative that explains why the very process of thinking is the essence of creativity.  After all, what do you do when you think?  You create a thought, a representation, an understanding, a belief.  In thinking, you are constructing a set of images, sounds, sensations, etc.  You are creating your model or map of the world.
                                                                     
This innate creativity is so pervasive, so extensive, and so descriptive of what human nature is and how it expresses itself—that we can say that almost everything that we do is creative.  And yet, surprisingly, most people — most of us— do not recognize the pervasiveness of our creativity.  And so, it is so common to think that we are not creative, that others are creative, that we have to learn to be creative, that creativity is what we had to add to ourselves.

Yet it is the power of creativity that enables us to creative both positive and wondrous expressions of the highest and brightest of human nature and the most negative and pathological of human nature.  After all, when you look at animals, given their instincts, they do what they are programmed to do.  There’s little room for creating something new and different.  In fact, with animals, it usually takes a clinical situation that a human being creates and imposes upon an animal in order to create “experimental neurosis” in a dog or sheep or some other animal!  In their natural habitants, neurosis is very unusual.

But not so with us.  We humans are so creative to creating all kinds of neurotic and sick and dysfunctional experiences!  That’s the dark side of creativity.  The bright side of creativity is human excellence and expertise.  And in terms of this power of creativity, once you recognize it, own it, and take charge of it, then all kinds of wondrous things open up.  Of course, this is the purpose and reason for the Unleashing Your Creativity Solutions workshop— to empower people to discover, activate, mobilize, and apply their creative powers.

To give you a peek inside that workshop, we focus on four things: outcome, problem, solution, and innovation.  Why?  Because these are the four stages of creativity.  Outcome because it is a desired and longed-for goal that provokes the best context for creativity.  When you say what you want or what you need, that creates a space where creativity can thrive.  Yes, necessity is the mother of invention, so is desire.  And the wonderful thing about goals or desired outcomes is that where you create a goal, you thereby create a problem.

Ah, a problem— the gap between where you are and where you want to be.  A problem is something between you and your goal, an obstacle.  And if you want to fully use your creative powers, then frame and define the problem so that it is clear, precise, and solvable.  Yes, that is possible. And Yes, you can learn to do that.  You have that kind of creative power.  Well, if you discover it, develop it, and use that power.

Solution is then what you answer your problem question.  That is, with a problem, you have a question and when you pose that question and use your creative power to solve it, you come up with a creative solution.  This is what is typically recognized as creative solutions and is what we need to resolve the obstacle between us and our goal.

The final stage of creativity is innovation.  We innovate the solution.  We implement and execute the creative solution that answers the problem question and the resolves whatever is interfering, sabotaging, or blocking us from stepping forward to experience our outcome.  So with these four stages: outcome, problem, solution, and innovation and the ability to create precise and clear statements of each, we experience our full power of creativity.

May you unleashing more and more of your innate creative powers!


Dr. Michael Hall


Neuro-Semantics homepage


Everyone as best as he can!
Have Joy
Giannicola



venerdì 6 aprile 2012

Non lasciatevi scoraggiare dagli incapaci (di Dante D'Alfonso)

Oggi volevo solo scrivere "Auguri di una buona Pasqua"!
Poi ho letto il post dell'amico Dante, sul suo blog "IL FARO", e così ho deciso di pubblicarlo anche su zF.


"Non lasciatevi scoraggiare dagli incapaci" è un monito che sta alla base dell'Autostima, dell'Innovazione, della Leadership, dell'Eccellenza, ecc...


Riporto solo uno stralcio del post di Dante:

Le grandi idee, aziende e movimenti del futuro nasceranno da quei pochi soggetti che avranno il coraggio di credere nei propri principi e difenderli anche di fronte alle più gravi difficoltà.
Nel 1977, quando Apple cominciò a vendere il suo personal computer Apple II, Ken Olsen, il fondatore di Digital Equipment, disse: " Non capisco proprio perchè qualcuno dovrebbe volere un computer a casa propria". Per fortuna Steve Jobs credette nella propria visione di portare l'informatica alla gente comune.
Quasi tutti gli imprenditori di successo hanno dovuto combattere contro la loro quota di scettici. Provate a pensare a quanto possa essere stato difficile , soprattutto per un giovane , sentirsi rispondere in questo modo: "Non ci servi. Non hai nemmeno finito il college". "vattene fuori dai piedi; non farti più vedere. Puzzi e non abbiamo intenzione di comprare il tuo prodotto". "I tuoi punti vendita non funzioneranno. Forse è tempo che tu la smetta di ragionare in modo così diverso". "Il tuo problema è che continui a credere che il modo per crescere sia servire caviale in un mondo che sembra accontentarsi tranquillamente di cracker e formaggio". (LEGGI TUTTO)

Ognuno come può!
Abbi Gioia
Giannicola




lunedì 28 febbraio 2011

"The Innovation Secrets of Steve Jobs" (by Carmine Gallo)

Last year (September 20, 2010) came to light the 1st edition of "The INNOVATION SECRETS of Steve Jobs".
The Insanely Different Principles for Breakthrough Success - Based on the 7 Guiding Principles of Apple CEO Steve Jobs that I strongly recommend to learn more about public speaking and about innovation.
Again on Steve Jobs (read "SIATE AFFAMATI; SIATE FOLLI" - "Steve Jobs' Keynote 2008. MacBook Air" - "Steve Jobs pensieri"), again on public speaking, again on innovation.
Those ones are what we love!

Then, in Mark Howell´s post about this subject you can find the following interesting lines: "Think Differently about How You Think points out “five skills that separate true innovators from the rest of us”:

- Associating: Innovators seek out diverse experiences
- Questioning: Innovators get a kick out of questioning the status quo
- Experimenting: Successful innovators engage in “active” experimentation
- Networking: Innovators surround themselves with interesting people who expand their domain of knowledge
- Observing: Innovators watch people carefully, especially the behavior of potential customers"

From the Editorial Reviews of Amazon.com:
In his acclaimed bestseller The Presentation Secrets of Steve Jobs author Carmine Gallo laid out a simple step-by-step program of powerful tools and proven techniques inspired by Steve Jobs's legendary presentations. Now, he shares the Apple CEO's most famous, most original, and most effective strategies for sparking true creativity--and real innovation--in any workplace.


THE INNOVATION SECRETS OF STEVE JOBS

"Steve Jobs has reinvented music distribution, the mobile telephone, and book publishing. You might want to take a look at how someone creates multi-billion dollar ideas, and turns them into multi-billion dollar products that everyone loves and admires. This book is not an option. Buy it now, bank it tomorrow." -- Jeffrey Gitomer, author of The Little Red Book of Selling

“In The Innovation Secrets of Steve Jobs, Carmine Gallo captures the true mindset of Jobs and Apple. This book is not just for the techie and marketing crowd, although they will gain valuable insight that can be applied to their worlds. It is also for anyone who loves technology and wants to understand how to createsimple devices that are easy to use and can impact our lives.” -- Tim Bajarin, president, Creative Strategies, Inc.


An inspiring roadmap for anyone who wants to live a life of passion and purpose." -- Tony Hsieh, author of Delivering Happiness and CEO of Zappos.com, Inc.

"Apple changed the world with the Mac and hasn't stopped innovating since. Carmine Gallo reveals the secrets and gives you the tools to unleash your inner Steve." -- Marc Benioff, chairman and CEO of salesforce.com and author of the national bestseller Behind the Cloud

Learn how to RETHINK your business, REINVENT your products, and REVITALIZE your vision of success--the Steve Jobs way.

When it comes to innovation, Apple CEO Steve Jobs is legendary. His company slogan "Think Different" is more than a marketing tool. It's a way of life--a powerful, positive, game-changing approach to innovation that anyone can apply to any field of endeavor.

These are the Seven Principles of Innovation, inspired by the master himself:

1) Do What You Love.
Think differently about your career.


2) Put a Dent in the Universe.
Think differently about your vision.


3) Kick Start Your Brain.
Think differently about how you think.


4) Sell Dreams, Not Products.
Think differently about your customers.


5) Say No to 1,000 Things.
Think differently about design.


6) Create Insanely Great Experiences.
Think differently about your brand experience.


7) Master the Message.
Think differently about your story.


By following Steve Jobs's visionary example, you'll discover exciting new ways to unlock your creative potential and to foster an environment that encourages innovation and allows it to flourish. You'll learn how to match—and beat—the most powerful competitors, develop the most revolutionary products, attract the most loyal customers, and thrive in the most challenging times. Bestselling business journalist Carmine Gallo has interviewed hundreds of successful professionals--from CEOs, managers, and entrepreneurs to teachers, consultants, and stay-at-home moms—to get to the core of Steve Jobs's innovative philosophies. These are the simple, meaningful, and attainable principles that drive us all to "Think Different." These are The Innovation Secrets of Steve Jobs.

About the Author
Carmine Gallo is a communications coach for the world’s most admired brands. He is an author and columnist for Bloomberg BusinessWweek and Monster.com and a keynote speaker and seminar leader who has appeared on CNBC, NBC, CBS, MSNBC.com, BNET, Forbes.com, and in the New York Times, the Wall Street Journal, and Investor's Business Daily. Gallo is a former television anchor and business correspondent and has also held a position as a vice president for a global, top-ten public relations firm. Gallo lives in the San Francisco Bay Area with his wife and two daughters. Learn more about him at http://www.carminegallo.com/



Everyone as best as he can!
Have Joy
Giannicola

venerdì 19 novembre 2010

Two essentials to help your team do more Great Work (by Michael Bungay Stanier)

It will be no surprise to you that teams are a blessing and a curse.

On the one hand, they're the most potent force within an organization.

Trying to make change happen just as an individual is difficult. No matter where you sit, you're always a small stone whose ripples on the pond quickly dissipate. And trying to change an organization in a single bound can feel like trying to boil the ocean. A study from the OD Network suggested that only 11% of large-scale change efforts had the impact desired.

Teams, like Goldilocks' baby bear, can be "just right". Small enough to be nimble, large enough to be a sustainable force for change.

On the other hand, teams are generally a mess.

Lack of clarity on where we're heading and why get further complicated by unspoken ripples of power. Most teams are anything but more than the sum of their parts.

Get the team right, and good things happen. (Google has people work entirely in project teams and they seem to be doing OK.)

So what does it take? No doubt you've got a rich toolkit of your own - that's how you come to be reading a blog post at the International Association of Teamwork Facilitators.

Let me offer you another process that may serve. It comes in two parts.

First, have your team talk about the Great Work you want to do. Great Work? The work that's meaningful, the work that inspires and challenges, the work that makes a difference.

Now, both as a team and as individuals you've got limited capacity to do more Great Work. You can't do it all, because you've got everything else you're responsible for. But you can do more than you're doing right now. As a team, define your Great Work Project for the next 90 days. Articulate what it is, what success would look like, what roles you might all play.

That's focus. But focus isn't enough.

You need courage as well. it's courage that will get you started, courage that will have you take the first step and then the next one, courage that will help you face the resistance that will arise.

So ask yourselves, as a team, how courageous will we be.
That can be a conversation around a table or in a pub after work. All good.

And here's a way to facilitate the conversation.
1. Lay out a strip of masking tape in a straight line on the floor. Make it about 10 foot long, longer if you've got a large team.

2. Tell the group that this strip represents a scale from 1 to 11, with 5 being about in the middle. It's your courage-o-meter.

3. Ask the team to stand at the midpoint - about a 5 on the scale. this represents a. Ask the team, if we were to do this project at a 5 on the courage scale, what would we do? (And what else? And what else?) What wouldn't we do? (And what else? And what else?)

4. Now take them down to the bottom end of the scale. At 'one' or 'two'. Ask them the same questions. (You'll most likely hear that there's not much you would do and a great deal you wouldn't.)

5. Now take them to 11. If you don't know that this is a homage to Spinal Tap, stop reading this immediately, rent that movie and watch it, then email me to say how grateful you are. This is the biggest boldest place. The "If you had no fear, what would you do?" place. The "I don't mind if it's a career-limiting move!" place. What would you do here?

6. Now ask them, chose as a team where we want to stand in terms of how courageous we'll be on this project. Give them time to settle. Get curious about what there and not somewhere else. Let this choice become firm.

7. Now you're primed for a discussion. What will we do? What won't we do? How will we slip, and how should we manage that? What support do we need? What else needs to change? Who's the point person for what?

Steve Jobs - who's doing alright with Apple - said this at a commencement speech in 2005:

"Your work is going to fill a large part of your life, and the only way to be truly satisfied is to do what you believe is great work. And the only way to do great work is to love what you do. If you haven't found it yet, keep looking. Don't settle".

Michael Bungay Stanier

He's right. Do more Great Work. Don't settle.  
Michael Bungay Stanier's new book is Do More Great Work: Stop the busywork and  start the work that matters. As well as providing 15 practical, facilitator and coach-based exercise to find, start and sustain Great Work, it has guest contributions from people such as Seth Godin, Dave Ulrich and Leo Babauta.  Michael is the Senior Partner of Box of Crayons, a company that helps organizations do less Good Work and more Great Work. Michael is a Visiting Faculty Member at the IATF.

Watch the video clip below to learn what it means to Do More Great Work.





DOMOREGREATWORK homepage

martedì 28 settembre 2010

(NO) MONKEY BUSINESS


PENSIERO PER RIUSCIRE

"Negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato" Steve Jobs


Ecco un video per riflettere


PENSIERO PER FALLIRE
Ma per fallire, di cosa abbiamo bisogno?
Di questo modo di pensare, di parlare, di agire (da scimmia?)...:

NOI CURIAMO PIÚ LA CRESCITA DELL'AZIENDA (CHE SIGNIFICA POI?) CHE LA CRESCITA DI OGNUNO; NOI CREDIAMO NEL TEAM
SE SIAMO TRA I PRIMI SUL MERCATO É PERCHÉ SAPPIAMO COME FARE LE COSE
NESSUNO PUÓ INSEGNARCI NULLA
NON É IL MOMENTO, ADESSO, DI INIZIARE COSE NUOVE
IL MONDO DEGLI AFFARI VA COSÍ VELOCEMENTE CHE NON SI PUÓ PROGRAMMARE UN CAMBIAMENTO IN ANTICIPO
ABBIAMO SEMPRE FATTO COSÍ
QUANDO ARRIVERÁ IL MOMENTO, CI PENSEREMO
NON ABBIAMO BISOGNO DI ALTRI (NUOVI) LEADERS, ABBIAMO UN UOMO CHIAVE IN OGNI POSIZIONE (COMMERCIALE – AMMINISTRATIVO – PRODUTTIVO)
NOI SIAMO ESPERTI, NON CI TROVEREMO IMPREPARATI

Se hai esperienza sul campo, puoi aggiungere come giocoso commento, qualche altra frase a questa lista...

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

venerdì 28 maggio 2010

Steve Jobs (pensieri)

-2 all'OPENDAY
Mi piace e lo ritengo anche molto utile. Cioè? Mi piace leggerle e ritengo utile condividerle. 
Dove siamo arrivati?
Siamo arrivati nuovamente nel mondo dei presupposti (come liberarsene?).

IMPARARE DAI MIGLIORI
Steve Jobs é un innovatore - leggi il post I TALENTI CHE DISTINGUONO I VERI INNOVATORI - un genio, una di quelle persone da cui prenderei qualche consiglio... e allora eccoti una serie di frasi (credenze, pensieri, significati, ecc...) da lui pronunciate, che sono rimaste nei cuori e nelle menti di chi le ha ascoltate e fermate.

JOBS PENSIERO
Essere l'uomo più ricco al cimitero non mi interessa... Andare a letto la notte sapendo che abbiamo fatto qualcosa di meraviglioso... quello mi interessa. (da Wall Street Journal, 1993) [Parlando di Bill Gates e della Microsoft]

Vuoi trascorre il resto della tua vita vendendo acqua zuccherata, o vuoi una possibilità di cambiare il mondo? (Frase pronunciata da Steve Jobs a John Sculley, allora presidente della Pepsi, per convincerlo a fare parte di Apple; citato in ACTS International, His Opportunity to Change the World)
Dal discorso per la consegna dei diplomi alla Stanford University di Palo Alto, 12 giugno 2005
  • E l'unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l'avrete davanti. E, come le grandi storie d'amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi. [...] Siate affamati. Siate folli. (dal discorso agli studenti dell'Università di Stanford)
And the only way to do great work is to love what you do. If you haven't found it yet, keep looking. Don't settle. As with all matters of the heart, you'll know when you find it. And, like any great relationship, it just gets better and better as the years roll on. So keep looking until you find it. Don't settle. [...] Stay hungry. Stay foolish.
  • Negli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: "Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?". E ogni qualvolta la risposta è no per troppi giorni di fila, capisco che c'è qualcosa che deve essere cambiato. (dal discorso per la consegna dei diplomi alla Stanford University di Palo Alto, 12 giugno 2005)
  • Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. (dal discorso per la consegna dei diplomi alla Stanford University di Palo Alto, 12 giugno 2005)
  • Sono onorato di essere qui con voi oggi alle vostre lauree in una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. Anzi, per dire la verità, questa è la cosa più vicina a una laurea che mi sia mai capitata. Oggi voglio raccontarvi tre storie della mia vita. Tutto qui, niente di eccezionale: solo tre storie. (dal discorso per la consegna dei diplomi alla Stanford University di Palo Alto, 12 giugno 2005) - leggi il post SIATE AFFAMATI, SIATE FOLLI

Citazioni su Steve Jobs

  • Come ingegnere, Jobs non era niente di speciale; la sua forza stava nell'essere un planner, uno che sapeva vedere come i computer potessero estendere le loro applicazioni molto oltre al punto sognato da hacker pure come Steve Wozniak. (Steven Levy)
  • Dava giudizi, che era poi il suo miglior talento: sulle tastiere, sul design della scatola, sul logo, su quali parti comprare, sulla progettazione delle schede, sulla connessione delle parti, i venditori da selezionare... sul metodo d'assemblaggio, quello di distribuzione, insomma su ogni cosa. (Chris Espinoza)

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

mercoledì 17 febbraio 2010

I talenti che distinguono i veri innovatorri

Dalla Harvard Business Review Italia.
Le abitudini di Steve Jobs, Jeff Bezos ed altri CEO innovativi dicono molto sulle basi del loro pensiero creativo. Le ricerche dimostrano che cinque doti da "innovator" distinguono gli imprenditori più innovativi dagli altri:

1. La capacità di fare associazioni consente di mettere efficacemente in relazione interrogativi, problemi o idee apparentemente scollegati ed è fondamentale per il DNA dell'innovatore;

2. Il saper porre le domande giuste consente agli innovatori di uscire mentalmente dallo "status quo";

3. Attraverso l'osservazione, gli innovatori identificano dei piccoli dettagli comportamentali nelle attività dei clienti che suggeriscono nuovi modi di fare le cose;

4. Nella sperimentazione essi provano continuamente nuove esperienze ed esplorano il mondo;

5. Attraverso il networking con persone di svariate estrazioni acquisiscono prospettive radicalmente diverse.

Perchè gli innovatori si pongono degli interrogativi, sperimentano, creano nuovi network più frequentemente dei normali executive? Esaminando le loro motivazioni, si scoprono due temi comuni: desiderano veramente modificare lo "status quo"; e si assumono regolarmente dei rischi per realizzare il cambiamento.


Il consiglio di management è stato tratto dall'articolo del numero attualmente in edicola di Harvard Business Review Italia, "I cinque talenti che distinguono i veri innovatori da tutti gli altri" di Jeffrey H. Dyer, Hal B. Gregersen e Clayton Christensen - Nº 1-2, 2010

mercoledì 30 settembre 2009

Steve Jobs' Keynote 2008. MacBook Air

Solita maglia nera... jeans grigio scuro, occhiali sopra occhi vispi e un Cervello!
La presentazione?
A dir poco, affascinante!!!
Lascio la parola a Steve Jobs, chiedendoti di focalizzare l'attenzione piú che sul prodotto (non siamo concessionari APPLE), sull'arte del PUBLIC SPEAKING....





Imparando dai migliori.

Ognuno come puó!
Abbi gioia
Giannicola

martedì 7 luglio 2009

Siate affamati, siate folli - STEVE JOBS (APPLE)

LA LEZIONE DI STEVE JOBS AI RAGAZZI CHE SI PREPARANO ALLA VITA PROFESSIONALE.
- Quali Risorse?
- Con quali Stati?
- Con quali alti e robusti Significati?
- Con quali precise e focalizzate intenzioni?



Per conseguire il risultato ricerca:
1) UN OBIETTIVO BEN FORMATO;
2) UNA MOTIVAZIONE APPASSIONATA 
(il consiglio di Mr. Steve? "Siate affamati, siate folli")

PRIMA PARTE


SECONDA PARTE


Vedi anche il post THINK DIFFERENT



Ognuno come puó!
Abbi gioia
Giannicola

martedì 15 maggio 2007

"SIATE AFFAMATI, SIATE FOLLI" (Steve Jobs)

Il testo integrale, tradotto in italiano, del discorso che Steve Jobs ha regalato ai laureati di Stanford - USA il 12 giugno del 2005.


Sono onorato di essere qui con voi oggi, nel giorno della vostra laurea presso una delle migliori università del mondo. Io non mi sono mai laureato. A dir la verità, questa è l’occasione in cui mi sono di più avvicinato ad un conferimento di titolo accademico. Oggi voglio raccontarvi tre episodi della mia vita. Tutto qui, nulla di speciale. Solo tre storie.

La prima storia parla di “unire i puntini”.
Ho abbandonato gli studi al Reed College dopo sei mesi, ma vi sono rimasto come imbucato per altri diciotto mesi, prima di lasciarlo definitivamente. Allora perchè ho smesso?
Tutto è cominciato prima che io nascessi. La mia madre biologica era laureanda ma ragazza-madre, decise perciò di darmi in adozione. Desiderava ardentemente che io fossi adottato da laureati, così tutto fu approntato affinché ciò avvenisse alla mia nascita da parte di un avvocato e di sua moglie. All’ultimo minuto, appena nato, questi ultimi decisero che avrebbero preferito una femminuccia. Così quelli che poi sarebbero diventati i miei “veri” genitori, che allora si trovavano in una lista d’attesa per l’adozione, furono chiamati nel bel mezzo della notte e venne chiesto loro: “Abbiamo un bimbo, un maschietto, ‘non previsto’; volete adottarlo?”. Risposero: “Certamente”. La mia madre biologica venne a sapere successivamente che mia mamma non aveva mai ottenuto la laurea e che mio padre non si era mai diplomato: per questo si rifiutò di firmare i documenti definitivi per l’adozione. Tornò sulla sua decisione solo qualche mese dopo, quando i miei genitori adottivi le promisero che un giorno sarei andato all’università.
Infine, diciassette anni dopo ci andai. Ingenuamente scelsi un’università che era costosa quanto Stanford, così tutti i risparmi dei miei genitori sarebbero stati spesi per la mia istruzione accademica. Dopo sei mesi, non riuscivo a comprenderne il valore: non avevo idea di cosa avrei fatto nella mia vita e non avevo idea di come l’università mi avrebbe aiutato a scoprirlo. Inoltre, come ho detto, stavo spendendo i soldi che i miei genitori avevano risparmiato per tutta la vita, così decisi di abbandonare, avendo fiducia che tutto sarebbe andato bene lo stesso. OK, ero piuttosto terrorizzato all’epoca, ma guardandomi indietro credo sia stata una delle migliori decisioni che abbia mai preso. Nell’istante in cui abbandonai potei smettere di assistere alle lezioni obbligatorie e cominciai a seguire quelle che mi sembravano interessanti.
Non era tutto così romantico al tempo. Non avevo una stanza nel dormitorio, perciò dormivo sul pavimento delle camere dei miei amici; portavo indietro i vuoti delle bottiglie di coca-cola per raccogliere quei cinque cent di deposito che mi avrebbero permesso di comprarmi da mangiare; ogni domenica camminavo per sette miglia attraverso la città per avere l’unico pasto decente nella settimana presso il tempio Hare Krishna. Ma mi piaceva. Gran parte delle cose che trovai sulla mia strada per caso o grazie all’intuizione in quel periodo si sono rivelate inestimabili più avanti. Lasciate che vi faccia un esempio:
il Reed College a quel tempo offriva probabilmente i migliori corsi di calligrafia del paese. Nel campus ogni poster, ogni etichetta su ogni cassetto, erano scritti in splendida calligrafia. Siccome avevo abbandonato i miei studi ‘ufficiali’e pertanto non dovevo seguire le classi da piano studi, decisi di seguire un corso di calligrafia per imparare come riprodurre quanto di bello visto là attorno. Ho imparato dei caratteri serif e sans serif, a come variare la spaziatura tra differenti combinazioni di lettere, e che cosa rende la migliore tipografia così grande. Era bellissimo, antico e così artisticamente delicato che la scienza non avrebbe potuto ‘catturarlo’, e trovavo ciò affascinante.
Nulla di tutto questo sembrava avere speranza di applicazione pratica nella mia vita, ma dieci anni dopo, quando stavamo progettando il primo computer Machintosh, mi tornò utile. Progettammo così il Mac: era il primo computer dalla bella tipografia. Se non avessi abbandonato gli studi, il Mac non avrebbe avuto multipli caratteri e font spazialmente proporzionate. E se Windows non avesse copiato il Mac, nessun personal computer ora le avrebbe. Se non avessi abbandonato, se non fossi incappato in quel corso di calligrafia, i computer oggi non avrebbero quella splendida tipografia che ora possiedono. Certamente non era possibile all’epoca ‘unire i puntini’e avere un quadro di cosa sarebbe successo, ma tutto diventò molto chiaro guardandosi alle spalle dieci anni dopo.
Vi ripeto, non potete sperare di unire i puntini guardando avanti, potete farlo solo guardandovi alle spalle: dovete quindi avere fiducia che, nel futuro, i puntini che ora vi paiono senza senso possano in qualche modo unirsi nel futuro. Dovete credere in qualcosa: il vostro ombelico, il vostro karma, la vostra vita, il vostro destino, chiamatelo come volete… questo approccio non mi ha mai lasciato a terra, e ha fatto la differenza nella mia vita.

La mia seconda storia parla di amore e di perdita.
Fui molto fortunato – ho trovato cosa mi piacesse fare nella vita piuttosto in fretta. Io e Woz fondammo la Apple nel garage dei miei genitori quando avevo appena vent’anni. Abbiamo lavorato duro, e in dieci anni Apple è cresciuta da noi due soli in un garage sino ad una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti. Avevamo appena rilasciato la nostra migliore creazione – il Macintosh – un anno prima, e avevo appena compiuto trent’anni… quando venni licenziato. Come può una persona essere licenziata da una Società che ha fondato? Beh, quando Apple si sviluppò assumemmo una persona – che pensavamo fosse di grande talento – per dirigere la compagnia con me, e per il primo anno le cose andarono bene. In seguito però le nostre visioni sul futuro cominciarono a divergere finché non ci scontrammo. Quando successe, il nostro Consiglio di Amministrazione si schierò con lui. Così a trent’anni ero a spasso. E in maniera plateale. Ciò che aveva focalizzato la mia intera vita adulta non c’era più, e tutto questo fu devastante.
Non avevo la benché minima idea di cosa avrei fatto, per qualche mese. Sentivo di aver tradito la precedente generazione di imprenditori, che avevo lasciato cadere il testimone che mi era stato passato. Mi incontrai con David Packard e Bob Noyce e provai a scusarmi per aver mandato all’aria tutto così malamente: era stato un vero fallimento pubblico, e arrivai addirittura a pensare di andarmene dalla Silicon Valley. Ma qualcosa cominciò a farsi strada dentro me: amavo ancora quello che avevo fatto, e ciò che era successo alla Apple non aveva cambiato questo di un nulla. Ero stato rifiutato, ma ero ancora innamorato. Così decisi di ricominciare.
Non potevo accorgermene allora, ma venne fuori che essere licenziato dalla Apple era la cosa migliore che mi sarebbe potuta capitare. La pesantezza del successo fu sostituita dalla soavità di essere di nuovo un iniziatore, mi rese libero di entrare in uno dei periodi più creativi della mia vita.
Nei cinque anni successivi fondai una Società chiamata NeXT, un’altra chiamata Pixar, e mi innamorai di una splendida ragazza che sarebbe diventata mia moglie. La Pixar produsse il primo film di animazione interamente creato al computer, Toy Story, ed è ora lo studio di animazione di maggior successo nel mondo. In una mirabile successione di accadimenti, Apple comprò NeXT, ritornai in Apple e la tecnologia che sviluppammo alla NeXT è nel cuore dell’attuale rinascimento di Apple. E io e Laurene abbiamo una splendida famiglia insieme.
Sono abbastanza sicuro che niente di tutto questo mi sarebbe accaduto se non fossi stato licenziato dalla Apple. Fu una medicina con un saporaccio, ma presumo che ‘il paziente’ne avesse bisogno. Ogni tanto la vita vi colpisce sulla testa con un mattone. Non perdete la fiducia, però. Sono convinto che l’unica cosa che mi ha aiutato ad andare avanti sia stato l’amore per ciò che facevo. Dovete trovare le vostre passioni, e questo è vero tanto per il/la vostro/a findanzato/a che per il vostro lavoro. Il vostro lavoro occuperà una parte rilevante delle vostre vite, e l’unico modo per esserne davvero soddisfatti sarà fare un gran bel lavoro. E l’unico modo di fare un gran bel lavoro è amare quello che fate. Se non avete ancora trovato ciò che fa per voi, continuate a cercare, non fermatevi, come capita per le faccende di cuore, saprete di averlo trovato non appena ce l’avrete davanti. E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continuate a cercare finché non lo trovate. Non accontentatevi.

La mia terza storia parla della morte.
Quando avevo diciassette anni, ho letto una citazione che recitava: “Se vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo, uno di questi c’avrai azzeccato”. Mi fece una gran impressione, e da quel momento, per i successivi trentatrè anni, mi sono guardato allo specchio ogni giorno e mi sono chiesto: “Se oggi fosse l’ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?”. E ogni volta che la risposta era “No” per troppi giorni consecutivi, sapevo di dover cambiare qualcosa.
Ricordare che sarei morto presto è stato lo strumento più utile che abbia mai trovato per aiutarmi nel fare le scelte importanti nella vita. Perché quasi tutto – tutte le aspettative esteriori, l’orgoglio, la paura e l’imbarazzo per il fallimento – sono cose che scivolano via di fronte alla morte, lasciando solamente ciò che è davvero importante. Ricordarvi che state per morire è il miglior modo per evitare la trappola rappresentata dalla convinzione che abbiate qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione perché non seguiate il vostro cuore.
Un anno fa mi è stato diagnosticato un cancro. Effettuai una scansione alle sette e trenta del mattino, e mostrava chiaramente un tumore nel mio pancreas. Fino ad allora non sapevo nemmeno cosa fosse un pancreas. I dottori mi dissero che con ogni probabilità era un tipo di cancro incurabile, e avevo un’aspettativa di vita non superiore ai tre-sei mesi. Il mio dottore mi consigliò di tornare a casa ‘a sistemare i miei affari’, che è un modo per i medici di dirti di prepararti a morire. Significa che devi cercare di dire ai tuoi figli tutto quello che avresti potuto nei successivi dieci anni in pochi mesi. Significa che devi fare in modo che tutto sia a posto, così da rendere la cosa più semplice per la tua famiglia. Significa che devi pronunciare i tuoi ‘addio’.
Ho vissuto con quella spada di Damocle per tutto il giorno. In seguito quella sera ho fatto una biopsia, dove mi infilarono una sonda nella gola, attraverso il mio stomaco fin dentro l’intestino, inserirono una sonda nel pancreas e prelevarono alcune cellule del tumore. Ero in anestesia totale, ma mia moglie, che era lì, mi disse che quando videro le cellule al microscopio, i dottori cominciarono a gridare perché venne fuori che si trattava una forma molto rara di cancro curabile attraverso la chirurgia. Così mi sono operato e ora sto bene.
Questa è stata la volta in cui mi sono trovato più vicino alla morte, e spero lo sia per molti decenni ancora. Essendoci passato, posso dirvi ora qualcosa con maggiore certezza rispetto a quando la morte per me era solo un puro concetto intellettuale:
Nessuno vuole morire. Anche le persone che desiderano andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E nonostante tutto la morte rappresenta l’unica destinazione che noi tutti condividiamo, nessuno è mai sfuggito ad essa. Questo perché è come dovrebbe essere: la Morte è la migliore invenzione della Vita. E’ l’agente di cambio della Vita: fa piazza pulita del vecchio per aprire la strada al nuovo. Ora come ora ‘il nuovo’ siete voi, ma un giorno non troppo lontano da oggi, gradualmente diventerete ‘il vecchio’e sarete messi da parte. Mi dispiace essere così drammatico, ma è pressappoco la verità.
Il vostro tempo è limitato, perciò non sprecatelo vivendo la vita di qualcun’altro. Non rimanete intrappolati nei dogmi, che vi porteranno a vivere secondo il pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui zittisca la vostra voce interiore. E, ancora più importante, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione: loro vi guideranno in qualche modo nel conoscere cosa veramente vorrete diventare. Tutto il resto è secondario.
Quando ero giovane, c’era una pubblicazione splendida che si chiamava The whole Earth catalog, che è stata una delle bibbie della mia generazione. Fu creata da Steward Brand, non molto distante da qui, a Menlo Park, e costui apportò ad essa il suo senso poetico della vita. Era la fine degli anni Sessanta, prima dei personal computer, ed era fatto tutto con le macchine da scrivere, le forbici e le fotocamere polaroid: era una specie di Google formato volume, trentacinque anni prima che Google venisse fuori. Era idealista, e pieno di concetti chiari e nozioni speciali.
Steward e il suo team pubblicarono diversi numeri di The whole Earth catalog, e quando concluse il suo tempo, fecero uscire il numero finale. Era la metà degli anni Settanta e io avevo pressappoco la vostra età. Nella quarta di copertina del numero finale c’era una fotografia di una strada di campagna nel primo mattino, del tipo che potete trovare facendo autostop se siete dei tipi così avventurosi. Sotto, le seguenti parole: “Siate affamati. Siate folli”. Era il loro addio, e ho sperato sempre questo per me. Ora, nel giorno della vostra laurea, pronti nel cominciare una nuova avventura, auguro questo a voi.

Siate affamati. Siate folli.

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