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lunedì 24 febbraio 2014

PODIFALECO (parte 5)

"La Prosperità, come la Felicità, non viene mai ottenuta se la si ricerca direttamente. Arriva sempre come conseguenza dell'offerta di un servizio utile" (Henry Ford)

Se nel primo post dedicato al PODIFALECO, cioè al Potere di Far Accadere delle "cose", scrivo così: "se la Prosperità si riferisce a ciò a cui diamo Valore (attraverso Idee, Emozioni, Esperienze, Parole, Azioni, ecc...), a cosa dai Valore tu?", in questo ti offro qualche semplice Domanda condita con altrettante Riflessioni:

1) Hai un Perché abbastanza Grande?
"Una visione senza un sistema di pensieri finisce col dipingere deliziose vedute del futuro senza alcuna profonda comprensione delle forze che devono venire padroneggiate per andare da qui a lì" (Peter Senge)
2) Conosci qual è la tua Magnifica e Magica Ossessione?
"La vita ti ripaga con ogni cosa che chiedi. Quindi, cosa chiedi alla vita? Quanto sono grandi i tuoi obiettivi?" (Tony Robbins)
3) Sai Come Crearla?
"Il segreto del successo è costanza di scopo" (Benjamin Disraeli

Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

giovedì 7 luglio 2011

"TUTTO-E-SUBITO", PLIS! Tutto quello che non é mai stato detto sulla politica (parte 2)

Nuova preparazione morale e sistemica della classe politica, questo é l'antidoto che necessita.
Dove si compra? ;-)


Da nessuna parte!
Ecco svelato il mistero...


Ci si confonde tra 4 concetti antitetici: la velocitá e la fretta da una parte, le cose-che-si-comprano e cose-che-non-sono-in-vendita dall'altra.
Ma ripartiamo da dove ci eravamo fermati nel primo post (leggi parte 1).


I Leaders riconoscono l'importanza dei Valori e li applicano a se stessi in primo luogo. I Leaders vivono la loro Visione e la rifiniscono continuamente.
Senza tutto questo le organizzazioni, di cui fanno parte (in politica, nel business, nello sport, ecc...) questi Leaders, opererebbero ad un livello troppo basso.

Peter Senge descrive bene il fenomeno che sta capitando nella mia tiny town (Roseto) e cioé:
1) i problemi di oggi derivano dalle "soluzioni" di ieri (e non mi riferisco solo a chi governava prima, com'é troppo semplicistico e banale fare);
2) piú spingete avanti, piú il sistema spinge indietro (promesse, promesse, promesse - ad esempio quella del cambiamento - che si ritorcono contro);
3) prima di peggiorare definitivamente, il comportamento migliora (finita la "luna di miele", si torna alla vita reale...);
4) la facile via d'uscita di solito riporta all'interno del problema (non si scappa, é come la morte!);
5) la cura puó essere peggiore della malattia (se non si comprende sistemicamente come agire sulla patologia - e non mi sembra che si stia facendo);
6) piú rapido é piú lento (perché promettere cambiamenti veloci spesso richiede ripartire da capo, aggiustare cose che nel frattempo si sono rotte, perdere occasioni, ecc...);
7) causa ed effetto non sono strettamente connessi nel tempo e nello spazio (non si capiscono le connessioni, sono troppo dilatate e non si é abituati a vedere l'insieme);
8) piccoli cambiamenti possono produrre grossi risultati... ma le aree in cui si possono verificare gli effetti migliori sono spesso quelle meno ovvie (invece ci si concentra su comportamenti circoscritti, su posizioni da "furfanti" secondo Cipolla - io vinco e tu perdi - su aree che poco producono al miglioramento del sistema globale, ecc...;
9) potete avere la torta e mangiarla... ma non subito (ci vuole pazienza, ci vuole un'idea, ci vuole un piano, ci vuole una strategia, ci vogliono persone preparate in tempo per realizzare tutto questo, ecc... - qualcuno ne sa qualcosa? ;-));
10) dividere un elefante in due non dá due elefantini (;-));

10-spunti-10 da cui partire per vedere il mondo (in questo esempio, della politica) nella sua complessitá dinamica e per non perdersi nella complessitá del dettaglio!

Ma siamo davvero abituati cosí?
Siamo abituati al "tutto-e-subito"?
Pare di sí.
Ci siamo illusi, parlo in generale, che il tempo si sia ristretto. 
Avere informazioni in tempo reale (in punta di dito con un click) fa pensare che tutto si possa accelerare, che ogni effetto sia collegato ad una causa vicina e visibile, che tutto si possa comprare con consegna (worldwide) in 24 ore. 
Il fattore etico va di pari passo col fattore tempo.
Nel mondo di oggi, chi propone piani strategici a lungo periodo (3 - 5 anni) viene preso per pazzo (ma un mandato da Sindaco non dura forse 5 anni? E la scuola, le elementari non sono 5 anni? E l´universitá?), ma questo modo di vedere le cose che ci capitano ha fatto perdere una capacitá fondamentale al genere umano e al suo destino: la capacitá di essere pro-attivi, la capacitá di progettare.
Il pensare sistemicamente, preparandosi nel lungo periodo, sta alla base dell'agire etico.

E, allora, chi si salverá da questa corsa all'estinzione dell'etica? ;-)
Nella politica rosetana non ci conto molto, a meno che...

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

venerdì 1 luglio 2011

"TUTTO-E-SUBITO", PLIS! Tutto quello che non é mai stato detto sulla politica (parte 1)

Siamo abituati cosí!
Siamo abituati al "tutto-e-subito".
Ma come possiamo innovare, e con quale etica, se si pensa al "buono-subito", tralasciando il "meglio-dopo"?
Per l´Eccellenza c´é bisogno di un processo e non di un frammento di momento, non di un pezzetto di gloria personale.
Se vogliamo precisare: é necessaria una serie di ordinari momenti (processo) che sono importanti per definire strategie, intuizioni, cambiamenti, prove, ecc... (piccoli cambiamenti per grandi risultati).

1) Ma, cos´é l´Innovazione?
2) E perché Innovare?

Cerchiamo delle risposte:
1) È la realizzazione, la creazione di prodotto/servizio utile alla collettivitá, nato da un´idea e condiviso con altre persone;
2) l´Innovazione non ha "perché" "logici" ma segue lo spirito pionieristico di chi crede in un sogno piú grande di lui/lei e si sente in grado (coinvolgendo e interconnettendosi ad altri) di trasformarlo in un fatto concreto (hai presente quello che disse: "I have a dream"? Quella é l'idea!);

La politica raramente offre storie del genere e Roseto non fa eccezione (purtroppo). Si reagisce alla minaccia percepita (facendo fuori la Ginoble Family) ma sul lungo termine si finisce per creare un risultato opposto..., cioé un aumento della minaccia!
Ma cosa si fa in politica?
Si entra nel bosco incantato del potere e molto spesso si rimane vittima del morso velenoso del serpente dell'onnipotenza che lí dentro si aggira silenzioso. Morsi da questo animale (che fa solo il suo mestiere, sia ben inteso) le conseguenze comuni ai piú sono le seguenti tre:

1) costruire la propria base di potere (insieme ai propri complici);
2) fare bella figura (fare piccoli "piaceri" al cittadino per assicurarsi un voto appena possibile);
3) far piacere al capo (c'é sempre un capo, per visibilitá e per protezione).

Nuova preparazione morale e sistemica della classe politica, questo é l'antidoto che necessita.
Dove si compra? ;-)

Alla prossima puntata...

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

giovedì 21 aprile 2011

Patrick Awuah sull'educazione dei leaders @ TED

Parto da un dato di fatto,  che riguarda la regione Abruzzo in cui sono nato e vivo, tratto dall'agenzia ANSA: Infrastrutture: Sole 24 ore; Abruzzo quartultimo in Italia. (ANSA) - PESCARA, 18 APR - L'Abruzzo, con un indice di 80,7, e' la quartultima delle Regioni a statuto ordinario nella graduatoria per le dotazioni infrastrutturali. Il dato emerge dall'elaborazione del Sole 24 ORE su dati dell'Istituto Tagliacarne. A livello provinciale, la prima e' Pescara, 28/ma nella classifica nazionale; seguono Chieti (46/ma), Teramo (55) e L'Aquila (67). Nella graduatoria l'Abruzzo e' seguito dalla Calabria, con un indice di 77,1, dal Molise (54,4) e dalla Basilicata (43,8). In prima posizione il Lazio (162). (ANSA).

Cosa c'entrano i dati sull'Abruzzo con la leadership?
È necessario comprendere il meccanismo del sistema e non focalizzarsi sugli eventi! Questo é un punto fondamentale, senza il quale gli unici risultati possibili sono: 
1) scaricare le colpe gli uni con gli altri
2) l'illusione di imparare dall'esperienza... 
Per quello che riguarda l'Abruzzo, cambiano i simboli, cambiano i partiti, cambiano i programmi ma il risultato é sempre lo stesso. È importante, fondamentale, cambiare le persone se vogliamo ottenere un cambiamento, anche a livello infrastrutturale (come nel caso specifico dell'articolo dell'ANSA).
C'é bisogno di una nuova specie di leaders, capaci di intervenire sulle cause e non soltanto sui sintomi.

Il grande inganno...
Nel suo "LA QUINTA DISCIPLINA", Peter Senge definisce cosí la "magia nera": "la spiegazione in base agli eventi, condannano quelli che le danno ad essere reattivi. Le spiegazioni in base agli eventi sono quelle piú comuni nella cultura contemporanea ed é esattamente questo il motivo per cui il manager dominante é quello reattivo".

Ma, fortunatamente, una grande lezione ci viene da Patrick Awuah, che oggi ci offre una lucidissima e toccante descrizione (al TED) di quello che significa offrire un'educazione etica per i leaders di domani.
"E le tre cose che continuavano a venire fuori per ogni problema: corruzione, istituzioni deboli e la gente che le organizza -- i capi". (Patrick Awuah)

L'imperdibile intervento di Patrick Awuah al TED

 
(Clicca su SUBTITLES  e seleziona italiano, se ne hai bisogno)

"Siamo arrivati ad un momento dal quale può emergere una grande società all'interno di una generazione. Dipenderà dal leadership ispirato. Ed io affermo che il metodo in cui istruiamo i nostri leaders farà tutta la differenza". (Patrick Awuah)


ASHESI homepage

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Abbi Gioia
Giannicola

martedì 21 dicembre 2010

LA TRAPPOLA

COS´É UNA TRAPPOLA?
Da Wikipedia: Una trappola è un dispositivo od una tattica atta a recare ferite, catturare, rivelare o disturbare un intruso. Le trappole possono essere oggetti fisici, come gabbie o tagliole, oppure concetti metaforici ed anche un antico gioco di carte.

Sempre da Wikipedia: "Trappole metaforiche":
- Trappola psicologica, con cui si cerca di raggiungere uno scopo mentendo, ingannando o tendendo un tranello;
- Trappola cognitiva, trappola in cui il cervello cade a causa di automatismi ed euristiche insufficienti a gestire le situazioni particolari;
- Trappola verbale, una dichiarazione o una domanda formulata in modo tale che ogni valida risposta implica qualcosa che l'interrogato non voleva intendere;
- Trappola del canarino, un metodo utilizzato per ottenere informazioni con l'inganno;
- Trappola di inattività, un fenomeno con il quale le politiche sociali rendono la gente dipendente dall'assistenza dello Stato;
- Honey trap, termine inglese con cui viene definita un'operazione di inganno al fine di attirare la vittima in una trappola.

Dopo questa hit-parade offerta dalla libera enciclopedia, ti faccio una domanda: "c'è una trappola nella quale cadi più spesso?"
Mmmmmm.....
Ci sono delle situazioni ricorrenti che puntualmente intralciano il percorso e/o lo rendono addirittura impraticabile.
Vediamo un po'...
Come abbiamo osservato nei post su "LA QUINTA DISCIPLINA" di Peter Senge, le principali trappole  sono le seguenti:

1) IO SONO LA MIA POSIZIONE
2) IL NEMICO É LÁ FUORI
3) L'ILLUSIONE DEL FARSI CARICO DI QUALCOSA
4) L'ECCESSO DI CONCENTRAZIONE SUGLI EVENTI
5) LA PARABOLA DELLA RANA BOLLITA
6) L'ILLUSIONE DI APPRENDERE DALL'ESPERIENZA
7) IL MITO DEL MANAGEMENT TEAM

possiamo aggiungere questi altri:
- no focus sull'obiettivo
- obiettivi di altri
- obiettivo maniacale
- sensazione di Permanenza 
- sensazione di Pevasività 
- sensazione di Personalizzazione
- ecc...

IL VIDEO

COME FUNZIONANO LE TRAPPOLE...
Il video ci suggerisce (involontariamente) che i più forti, spesso, non cadono nelle trappole... Insomma, sanno usare le stesse parole, ma ci legano differenti cornici...
Ma cos'è pensare?
E cos'è incorniciare?
E cos'è una cornice?

"Pensare è incorniciare. Dare un nome a qualcosa lo identifica e fare questo lo mette dentro una cornice"...
"Il pensare crea e definisce cornici. Questo è il perchè l'incorniciare è il nocciolo della funzione umana. Noi incorniciamo le cose. E noi incorniciamo le cose a differenti livelli"...
"Cos'è una cornice? Come prima cosa è un nome. Poi è un contesto mentale che mettiamo intorno a quel nome. Poi è un contesto di quel contesto, e così via"...
"Mentre pensiamo e meta-pensiamo su i livelli, noi creiamo un Matrix - un Matrix di cornici". Michael Hall
(Da un articolo di Michael Hall - "WE ARE THE FRAMERS")

Ognuno come può!
Abbi Gioia
Giannicola

giovedì 16 dicembre 2010

INCAPACITà DI APPRENDERE

Oggi c'è l'ultimo appuntamento dell'anno del MED, con il Dott. Angelo Cioci, che ci parlerà delle difficoltà di apprendimento dei ragazzi in età evolutiva. Nel corso dei post 2011, ho dato un importante spazio a "LA QUINTA DISCIPLINA" e proprio da qui voglio prendere spunto per quello di oggi e lo faccio con una frase di Peter Senge: "L'incapacità di apprendere è una tragedia dei bambini, ma è fatale nelle organizzazioni. A causa sua, sono poche le aziende che riescono a vivere anche solo la metà della vita di una persona - anzi, la maggior parte di essa muore prima di arrivare ai quarant'anni"

Ora ti propongo la serie completa di video sull'INCAPACITà DI APPRENDERE (sulla dislessia, più in particolare) che mi è stata consigliata da un fraterno amico e che voglio condividere con te sul blog zF. 
Ti consiglio vivamente di vederlo, e di passare parola, perchè questo intervento di Rick Lavoie è davvero istruttivo ed è imbarazzante come sia facile passare, per troppa superficialità da parte di chi giudica, per quel che non si è...

PARTE 1


PARTE 2


PARTE 3


PARTE 4


PARTE 5


PARTE 6

PARTE 7
 

PARTE 8



PARTE 9

PARTE 10



RICK LAVOIE homepage

Ognuno come può!
Abbi Gioia
Giannicola


giovedì 25 novembre 2010

2 pensieri di Peter Senge sulla Flessibilitá

Per chiudere il cerchio tra i post dedicati a Peter Senge e LA QUINTA DISCIPLINA - li trovi qui - e quello con l'intervento di Jared Diamond al TED di ieri - eccolo - oggi ti offro una riflessione in due parti da cui prendere spunto e decidere finalmente per l'azione.

Perché... È difficile acchiappare un gatto nero in una stanza buia soprattutto quando non c'è (Proverbio Cinese)

"La necessitá di creare organizzazioni in grado di adattarsi continuamente alla realtá che cambia richiede nuovi modi di pensare e agire creando una nuova capacitá di apprendimento, innovazione e adattamento continui". (Peter Senge - La quinta disciplina)

In una parola: Flessibilitá.

Si lascia davvero poco spazio, tempo ed energie per l'innovazione. Chi fa il contrario procede ad un'altra velocitá...

"La frenesia, il caos e la maniacale attenzione sui sintomi urgenti indeboliscono la creazione di culture manageriali basate sui valori e apre le porte ad azioni opportunistiche di ricerca del potere e benessere personale" (Peter Senge - La quinta disciplina).


Ognuno come puó!
Abbi Gioia
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venerdì 12 novembre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge) - le 7 incapacità di apprendere

Poche grandi aziende vivono anche solo la metá della vita di una persona. Nel 1983, una ricerca della Royal Dutch/Shell rilevó la scomparsa di un terzo delle aziende che nel 1970 erano nelle prime 500 di Fortune.

Nella maggior parte delle aziende che scompaiono, emergono in anticipo sintomi sufficienti dei guai in cui l'azienda si trova. Tuttavia a questi sintomi non si bada, anche quando i singoli dirigenti ne sono consapevoli.

Ma che cosa accadrá se l'elevato tasso di mortalitá aziendale é invece solo il sintomo di problemi piú profondi che riguardano tutte le aziende, non soltanto quelle che muoiono? Che cosa accadrá se perfino le aziende di maggiore successo apprendono in modo scadente - esse sopravvivono, ma non operano mai al loro pieno potenziale? Che cosa accadrá se, alla luce di quello che le organizzazioni potrebbero essere, "eccellenza" é soltanto un sinonimo di "mediocritá"?

Le incapacitá di apprendere sono tragiche nei bambini, specialmente quando non vengono individuate. Ma non sono meno tragiche nelle organizzazioni, dove esse restano in larga misura nascoste. (Peter Senge)

Un passo importante per curarle consiste nel cominciare a localizzare le 7 incapacitá di apprendere:

1) IO SONO LA MIA POSIZIONE
2) IL NEMICO É LÁ FUORI
3) L'ILLUSIONE DEL FARSI CARICO DI QUALCOSA
4) L'ECCESSO DI CONCENTRAZIONE SUGLI EVENTI
5) LA PARABOLA DELLA RANA BOLLITA
6) L'ILLUSIONE DI APPRENDERE DALL'ESPERIENZA
7) IL MITO DEL MANAGEMENT TEAM

Per ora accontentati dei titoli e magari acquista il libro...
Forse, in futuro, approfondiremo questi argomenti, che lo meritano sicuramente o magari richiedi alla zetetesFORMAZIONE un incontro con la tua organizzazione per iniziare a lavorare da subito per invertire la tendenza.

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

venerdì 5 novembre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge) - PENSIERO SISTEMICO (5 di 5)

Pensiero sistemico: è la disciplina che integra e rende coerenti le altre quattro, traducendole da teoria a pratica efficace.

Le nuvole si ammassano, il cielo si rabbuia, le foglie si alzano verso l'alto: sappiamo che pioverá. Sappiamo anche che dopo il temporale la pioggia anfrá ad immettersi nella falda freatica a chilometri di distanza e che domani il cielo sará chiaro. Tutti questi eventi sono sono lontani nel tempo e nello spazio, eppure sono tutti collegati nell'ambito dello stesso sistema. Ognuno di essi ha influenza sul resto, un'influenza che normalmente é nascosta alla vista. Si puó comprendere il sistema di un temporale soltanto contemplando l'intero, non una qualsiasi singola parte di esso (Peter Senge)

MA COSA PUOI ASPETTARTI DALLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DEL PENSIERO SISTEMICO?
1 - che anche le aziende e altre imprese umane sono dei sistemi;
2 - che noi siamo parte di questo sistema e da dentro, senza allenamento, diventa ancora piú importante lavorare su se stessi (per cogliere l'intero);
3 - che si puó rendere ancora piú comprensibile la completezza dei modelli per aiutarci a scoprire come cambiarli in modo efficace;
4 - che esperimenti con bambini dimostrano che essi apprendono il pensiero sistemico molto rapidamente (Peter Senge)


E COSA PUOI ASPETTARTI, INVECE, DALL'ABBANDONO DELLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DEL PENSIERO SISTEMICO?


Alla prossima settimana per una parte extra, non prevista...

SOL homepage

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Abbi Gioia
Giannicola

venerdì 29 ottobre 2010

CATTIVISSIMO... MED

Ieri pomeriggio il secondo incontro con MED = Momenti EDucativi.
Mauro De Marco ha illustrato un progetto di marketing, il suo progetto di marketing (sul Beach Golf - la prossima settimana sarà disponibile il video della conferenza) e l'assesore alla cultura del comune di Roseto degli Abruzzi, Sabatino Di Girolamo, ha gentilmente partecipato contribuendo all'introduzione.
In sintesi: (1) una semplice idea, (2) una piccola e volenterosa organizzazione, (3un pubblico sempre crescente.

Ma andiamo per ordine, anzi no: facciamo un passo indietro!
Oggi avevo in programma la quinta parte de "LA QUINTA DISCIPLINA" (clicca qui per leggere la parte 0 - 1 - 2 - 3 - 4) ma non ho resistito alla tentazione di pubblicare questo post per buttare giù qualche riflessione a caldo.

Ora possiamo ritornare all'ordine!
1) Una semplice idea: si scrive MED ma si legge incontri da 20 minuti (al massimo) che offrano almeno uno spunto pratico, una "perla", da incastonare nella propria vita affinchè diventi ancora più preziosa.
La padronanza personale ci aiuta nell'individuare le cose che veramente ci importano, per vivere la nostra vita al servizio delle nostre aspirazioni più elevate (Peter Senge)

2) Una piccola e volenterosa organizzazione: con alla base le 4 caratteristiche a cui facevo riferimento ieri. Chi si avvicina al MED ci si avvicina con uno spirito che è più della somma di queste caratteristiche, e cioè: Innovativo, Collaborativo, Rispettoso, Fidato (clicca qui per leggere il post "I SPREAD YOUR IDEAS BECAUSE..."). Riporto un solo esempio: Dante D'Alfonso. Dante è un giovane manager (nonchè blogger) capace di condividere genuinamente e con grande spirito d'iniziativa idee ed emozioni. Un ringraziamento speciale lo dedico a lui.
Si espande la capacitá di condurre conversazioni "ricche di apprendimento" (Peter Senge)
 
3) Un pubblico sempre crescente: molti giovani e molto interessati. Per far vivere il dibattito è fondamentale interscambiare pensieri, emozioni, progetti, visioni, ecc... con "nuove" energie sociali.
La giovane comunità rosetana sta dando prova di grande vivacità, nonostante un contesto locale ed internazionale che potrebbe spingere al pessimismo.
La volontarietá, la respons-abilitá e la pro-attivitá delle azioni individuali (Peter Senge)

Lo faccio ancora...
Pubblico, nuovamente, quello che è uno dei momenti che più mi piacciono del passaggio su questa terra di Albert Einstein: LA CRISI
Perchè possa offrire un momento in più di riflessione, un momento in più di consapevolezza, un momento in più di coraggio e di ottimismo a chi era presente, a chi legge questo post, a chi ci sarà nella prossima occasione (l'11 novembre con Luigi Ponziani).

"Non pretendiamo che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L'inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla".

Albert Einstein
(da "il mondo come lo vedo io" - 1931)
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Abbi Gioia
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venerdì 22 ottobre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge) - APPRENDIMENTO DI GRUPPO (4 di 5)

Apprendimento di gruppo: i membri della squadra partecipano al dialogo e alla discussione diminuendo i conflitti e incrementando la capacità del team.

MA COSA PUOI ASPETTARTI DALLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DELL'APPRENDIMENTO DI GRUPPO?
1 - la capacitá dei membri del gruppo di mettere in mora le ipotesi precedenti e passare ad un genuino "pensare il comune";
2 - la capacitá di apprendere come riconoscere nei gruppi i modelli di interazione che compromettono l'apprendimento;
3 - la scoperta di modelli difensivi che sono profondamente radicati nel modo in cui un gruppo funziona. Se non vengono riconosciuti e fatti emergere in modo creativo, possono accelerare veramente l'apprendimento;
4 - l'apprendimento di gruppo é vitale perché nelle organizzazioni moderene le unitá basilari di apprendimento sono i gruppi, non i singoli;
5 - il punto fondamentale é questo: a meno che non siano i gruppi ad apprendere, l'organizzazione non puó farlo. (Peter Senge)

E COSA PUOI ASPETTARTI, INVECE, DALL'ABBANDONO DELLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DELL'APPRENDIMENTO DI GRUPPO?


Alla prossima settimana per la quinta parte...

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venerdì 15 ottobre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge) - VISIONE CONDIVISA (3 di 5)

Visione condivisa: è la forza che ci spinge a eccellere e a imparare per puro desiderio del nuovo.

MA COSA PUOI ASPETTARTI DALLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DELLA VISIONE CONDIVISA?
1 - la capacitá di far venire fuori le "immagini condivise del futuro";
2 - la promozione di un impegno genuino;
3 - la volontarietá, la respons-abilitá e la pro-attivitá delle azioni individuali;
4 - un legame diretto tra la capacità di coltivare visioni e l’effettiva realizzazione degli obiettivi.*

Alla prossima settimana per la quarta parte...

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* J.L. Filion, “Visione and Relation: Elements for an a Entrepreneurial Metamodel”, in International Small Business Journal, 9, 2, 1991

venerdì 8 ottobre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge) - MODELLI MENTALI (2 di 5)

Eccoci alla seconda parte, quella dei MODELLI MENTALI.
Modelli mentali: "imparare a conoscere, per poterle cambiare, le credenze profondamente radicate in noi che influenzano la percezione e condizionano il nostro agire" (Peter Senge)

MA COSA PUOI ASPETTARTI DALLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DEI TUOI MODELLI MENTALI?
1 - si sviluppano molte intuizioni, procedure organizzative, nuovi scenari, impensabili risorse, ecc...
2 - si inizia a lavorare "voltando lo specchio" verso l'interno.
3 - si impara a scoprire le proprie rappresentazioni interne del mondo, a portarle in superficie e a tenerle sotto un rigoroso esame.
4 - si espande la capacitá di condurre conversazioni "ricche di apprendimento" (Peter Senge)

E COSA PUOI ASPETTARTI, INVECE, DALL'ABBANDONO DELLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DEI TUOI MODELLI MENTALI?


Alla prossima settimana per la terza parte...

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giovedì 30 settembre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge) - PADRONANZA PERSONALE (1 di 5)

Nel post LA QUINTA DISCIPLINA avevo dato appuntamento agli interessati, per continuare il discorso e per approfondirlo un po' di più.
Eccoci, quindi, alla prima parte, quella della PADRONANZA PERSONALE.

Padronanza personale: "ossia consapevolezza del lavoro svolto. Al pari di un artista, dobbiamo considerare la nostra opera come un prodotto dell'ingegno" (Peter Senge)

MA COSA PUOI ASPETTARTI DALLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DELLA TUA PADRONANZA PERSONALE?

1 - le persone che hanno un elevato livello di padronanza personale sono in grado di rendersi conto in modo coerente dei risultati che per loro hanno maggiore importanza;
2 - la padronanza personale è la disciplina che consiste nel chiarire ed approfondire continuamente la nostra visione personale, nel concentrare le nostre energie, nello sviluppare la pazienza, e nel vedere la realtà in modo obiettivo;
3 - la padronanza personale ci aiuta nell'individuare le cose che veramente ci importano, per vivere la nostra vita al servizio delle nostre aspirazioni più elevate (Peter Senge)

E COSA PUOI ASPETTARTI, INVECE, DALL'ABBANDONO DELLA RICERCA E DALLO SVILUPPO DELLA TUA PADRONANZA PERSONALE?

Alla prossima settimana per la seconda parte...

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giovedì 23 settembre 2010

LA QUINTA DISCIPLINA (Peter Senge)

L'incapacità di apprendere è una tragedia dei bambini, ma è fatale nelle organizzazioni. A causa sua, sono poche le aziende che riescono a vivere anche solo la metà della vita di una persona - anzi, la maggior parte di essa muore prima di arrivare ai quarant'anni  Peter Senge
Il valore di un'organizzazione é dato dal valore delle persone che in quella organizzazione operano.

Peter Senge, fondatore della Society for Organizational Learning (SoL), parte dal presupposto che le organizzazioni apprendono attraverso l’azione e l’esperienza dei suoi membri. Ma un'organizzazione che impara é anche un'organizzazione che incoraggia l’apprendimento dei suoi membri!

Il risultato delle loro esperienze e delle loro azioni é piú della somma numerica delle persone stesse che le producono.
 
Peter Senge è il teorico dell'organizzazione capace di apprendere.
Ma, se parliamo di apprendimento, come apprende un'organizzazione?
5 sono le strade (le discipline) maestre:

  • Padronanza personale
  • Modelli mentali
  • Visione condivisa
  • Apprendimento di gruppo
  • Pensiero sistemico

Meravigliosa questa musica, che per me é la colonna sonora perfetta di questo libro! Sará che Senge lo avrá scritto ascoltandola in sottofondo?
Mi piace pensarlo...


Applicare davvero il Problem solving risulta impossibile se c'è l'abitudine di dare la colpa agli altri Katsuya Hosotani (autore del libro "The QC Problem Solving Approach")

Nei prossimi post (uno a settimana) esamineremo ogni aspetto dell'elenco sopra accennato.

Una persona priva di informazioni non può assumersi responsabilità; una persona a cui sono state date informazioni non può che prendersi delle responsabilità  Jan Carlzon (presidente della Sas)


Possiamo annoverare La quinta disciplina fra i più importanti volumi di management degli ultimi 75 anni (Harvard Business Review)

Ognuno come puó!
Abbi Gioia 
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