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venerdì 2 novembre 2012

Keeping it S.I.M.P.L.E. (by ALISSA FINERMAN)

“Everything should be made as simple as possible, but not simpler.”―Albert Einstein
Sometimes life can be overwhelming with all the choices we have to make. A helpful recipe for success is to keep things simple.
I believe that deep down everyone wants to improve and lead his or her best life. Seems easy enough, but often challenging to implement because you need clarity and the courage to take action.
What do you want to focus on and make a priority in your life?
Here’s my recipe for success by keeping it SIMPLE. Feel free to add on to make these rituals work for you.

S: SPECIFY

We all want success. But are you clear on what success means to you? To do so, it’s much more effective to focus onYOUR top 1% rather than on THE top 1%. Living your best life is dependent on doing what brings you energy, makes you feel alive and connected, and leaves you feeling fulfilled. It’s not dependent on your status, role, finances, or education—as society likes to have us believe.
Success is doing what makes you feel alive! Take the time to continually redefine what success means to you.

I: IMAGINE your ideal outcome

I like to encourage people to think in terms of the ideal outcome. This starts with your imagination. If you want to start a business, become a yoga teacher, or buy a house, you must train your mind to see all the possibilities by creating an inspiring vision for what you want. Then you can work backwards to see how your vision translates into reality. However, if you start dreaming and immediately let obstacles throw you off course, you create a less-than-ideal outcome.
The work is to have the courage to think without obstacles, rather than let your mind be clouded by everything that can go wrong or the challenges that could show up. People who create focus on what can be rather than why something can’t be done. You can train yourself to do the same.

M: MASTER your MINDSET

We all have a story. Many of us believe our story defines us, but what really defines us is how we interpret the story or facts and choose to move forward.
According to the National Science Foundation, our brains produce as many as 50,000 thoughts per day. Ninety-five percent of these thoughts are repeated daily.
Your thoughts become your beliefs, which, in turn, become your mindset.  Your mindset governs your actions, which lead to your results. In short, if you have a mindset that limits your potential, then you will likely accept limited results in your life.
Start becoming aware of the words you use on a consistent basis and how often you tell yourself: can vs. can’t orpossible vs. impossible.

P: PRIORITIZE

Making something a priority is different than simply saying something is important.
I have lots of clients who think it’s important to make time for the gym, or make themselves a priority, but that doesn’t mean they do it. I start every coaching workshop by having people tell me their winsWins are anything that give you the feeling of, “I did it!”—that make you feel proud. The consistent theme supporting why wins are accomplished is simple—people make them a priority. So if you want time to read to your kids, have a better relationship with your parents, go to sleep earlier, take a vacation, or take a photography class, make it a priority and you will see different results.

L: LAUGH

And do it often. I learned this one from my favorite yoga teachers, Jen Pastiloff. One of the things that I love about her class is her ability to make us laugh, so we don’t take ourselves too seriously. We all know that tree pose or crow is serious stuff, but who really cares if you fall out of a pose? I do! But seriously, laughing opens up your heart and brings good energy into your life. Would you prefer to surround yourself with people who are laughing and fun to be around? Or Debbie downers? It’s your choice!

E: EMBRACE EXCITEMENT

Everyone can use a little excitement in his or her life, and the easiest way to do this is to pursue a goal that is truly exciting, rather than something you should do. How do you want to invest your time and energy? All the brilliant innovators get twenty-four hours in a day—the only difference is how you decide to use them.
You will naturally be more motivated and resilient when you fill your day with projects and goals that are exciting to YOU—with a purpose that drives you forward.

TOP 1% BOTTOM LINE: Although life can be complicated, we always have the choice to keep it SIMPLE. To achieve this you need to know what’s most important to you and then focus on your top priorities. The process starts by gaining clarity on how you define success and then practicing your rituals consistently.
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Alissa is a Professional Life Coach, motivational speaker, and author of Living in Your Top 1%: Nine Essential Rituals to Achieve Your Ultimate Life Goals. She works with individuals and organizations to help them think bigger, redefine what’s possible, and get results.  Alissa has an MBA from the Wharton School and a BA from the University of California, Berkeley. To learn more and to take the Living in Your Top 1% quiz, please visit Alissa’s website or her Facebook page.


venerdì 29 luglio 2011

BUONE VACANZE


 Frasi Estate by Follettarosa

                        Si torna il 12 settembre


Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

venerdì 4 giugno 2010

STORIA DI PRIMAVERA (di NICOLA GARGANTINI)

La STORIA DI  PRIMAVERA é un racconto molto noto e risale a tanti anni fa, quando la pubblicitá iniziava ad essere considerata come una risorsa fondamentale per il business. Ora, il mio amico e collega (che si aggira scherzosamente nella Schwizzera itagliana) Nicola Gargantini, entrando in uno stato di "perfetta archeologia" lo ha fatto girare, adesso, sul web ed é arrivato fino a me.
Ma gli voglio troppo bene e cosí ho deciso di dedicargli un post (a Nicola, in realtá, non al racconto...)!

Un giorno, un cieco era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi e un pezzo di cartone con scritto:"Sono cieco, aiutatemi per favore".

Un pubblicitario che passava di lì; si fermò e notò che vi erano solo alcuni centesimi nel cappello. Si chinò e versò della moneta, poi senza chiedere il
permesso al cieco, prese il cartone, lo girò e vi scrisse sopra un'altra frase.
Al pomeriggio, il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che il suo cappello era pieno di monete e di banconote. Il cieco riconobbe il passo dell'uomo e gli domandò se era stato lui che aveva scritto sul suo pezzo di cartone e soprattutto che cosa vi avesse annotato. Il pubblicitario rispose:
"Nulla che non sia vero, ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo".
  
Sorrise e se ne andò.
Il cieco non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto: "Oggi è primavera e io non posso vederla".

Morale: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno molto bene e vedrai che poi andrà meglio (Nicola Gargantini)

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

mercoledì 5 maggio 2010

Strategia…no grazie!

(fonte Gianluigi Zarantonello - InternetManagerBlog del 4 maggio 2010)
E’ una cosa che mi fa divertire un sacco. 
Aziende strutturate, che investono milioni in analisi e ragionamenti complessi sul target quando arrivano sul web diventato improvvisamente libere da qualsiasi problema strategico.

L’imperativo diventa: facciamo qualcosa, rivolto a qualcuno e vediamo che cosa succede, perché dobbiamo esserci anche noi! Fantastico.
Non tutte le aziende arrivano nella realtà a mettere in pratica questo approccio e molte poi mettono a fuoco la situazione precisando meglio obiettivi, target e costi, la tentazione iniziale però è quasi sempre quella descritta.

Perché accade questo?
Il primo fattore, secondo me, sono le barriere all’ingresso nel web, che sono quasi nulle e comunque di fatto irrilevanti, in termini di paragone, per chi già faccia investimenti pubblicitari in altri mezzi.
A questo si lega la convinzione che la presenza su Internet sia gratuita, cosa che come sappiamo non è propriamente vera.

In secondo luogo c’è poca conoscenza del mezzo all’interno delle aziende, che si affidano in tutto e per tutto a dei professionisti esterni senza avere gli strumenti per valutare realmente il loro operato e senza riuscire a spiegare realmente gli obiettivi da raggiungere.

Terzo, non è così frequente trovare una percezione realistica degli impatti che ha l’essere online, specie in un social web dialogico e incontrollabile: si pensa ancora ad una vetrina pubblicitaria da mettere in piedi una tantum, senza considerare l’aggiornamento nel tempo, monodirezionale.

Questo mio discorso poi può essere esteso al mobile, al digital signage, alle application per smartphone e via discorrendo, con l’unico freno dei costi d’entrata più alti di queste tecnologie.

Personalmente trovo che, per l’importanza che sempre più avranno le nuove tecnologie, sia ormai imprescindibile (e utile) la presenza di una figura di riferimento aziendale (con forme e modi commisurati alle dimensioni) che guidi l’utilizzo di questi strumenti.
Non può essere una funzione isolata ma deve lavorare insieme al resto dello staff per portare realmente dentro la rete l’impresa, che a sua volta deve essere disponibile a dialogare in modo paritetico con questa figura.
Insomma è l’ora della competenza e della fiducia.

Qual è la vostra esperienza in questo senso e che cosa ne pensate?

Gianluigi Zarantonello

giovedì 18 marzo 2010

ARTE DELLA NEGOZIAZIONE (di Nicola Riva - BlessYou!)

Articolo di Nicola Riva e tratto dal sito 4marketing.biz dell'1 marzo 2010

Negoziamo tutti i giorni per gran parte del tempo e non solo al lavoro ma in ogni situazione della nostra vita, negoziamo con il datore di lavoro o con i nostri clienti, con i nostri partner o con i nostri figli, con i tecnici che arrivano nelle nostre case e non riparano a dovere la tubatura o l’impianto elettrico.
Cosa significa negoziare?

Due o più parti che comunicano tra loro con l’obiettivo di risolvere una differenza di opinioni, una disputa o di definire i termini di un accordo o transazione. Più semplicemente negoziazione è ogni forma di comunicazione con la quale cerchiamo di ottenere l’approvazione, l’accordo o l’azione da parte di un’altra persona. La maggior parte delle persone pensano alla negoziazione solo in riferimento ad un contesto di business o in relazione ad acquisti importati come la casa o la macchina. In realtà spendiamo molta energia e molto più spesso in brevi negoziazioni quotidiane tipo “Papà mi presti la macchina?” o “E se invece del mare andassimo in montagna?”. I principi della negoziazione valgono tanto per un’acquisizione di ramo d’azienda milionaria come per decidere che film andare a vedere tra un gruppo di amici.

La buona notizia è che negoziatori non si nasce… si diventa. E non si tratta solo di esperienza per diventare abili negoziatori. “Quante più negoziazioni conduco tanto maggiore sarà la mia esperienza e quindi abilità” e questo è vero solo fino ad un certo punto poiché esiste una differenza qualitativa fondamentale tra esperienza ed expertise. L’esperienza da un lato non ci rende necessariamente immuni dal commettere spesso gli stessi errori e spesso ci porta ad agire istintivamente senza dare spazio a soluzioni ragionate che ad un analisi a posteriori risultano le più appropriate. Solo l’expertise ci dota di un approccio sistematico: uno studio ed una pratica approfondita della materia unita al modellamento dei negoziatori straordinari ed al ripensamento in chiave migliorativa delle nostre negoziazioni passate garantisce una costante crescita ed un sviluppo di tutte quelle capacità che rendono un negoziatore davvero eccellente.


Margaret Neale e Greg Northcraft, ricercatori di spicco nel campo del comportamento organizzativo, sostengono che accumuliamo esperienza quando conduciamo lo stesso tipo di negoziazione molte volte mentre sviluppiamo expertise quando adottiamo una concettualizzazione strategica di cosa significa negoziazione efficace.

Questo post ed i successivi vogliono essere un modo nuovo, al di là della semplice parola scritta, per permettere a chi inizia di imparare a muovere i primi passi nella negoziazione e per l’esperto un’occasione di riflessione per aumentare ancor più la proprio performance negoziale.


Oggi abbiamo brevemente trattato:

- la prima offerta: come, se e quando farla?
- il sottile equilibrio tra raggiungimento del proprio obiettivo e cura della relazione nella negoziazione.


Buona negoziazione,

Nicola Riva 

BlessYou!

giovedì 11 febbraio 2010

NEURO-SEMANTICA su Facebook si trasferisce.

This group is going to close with Joy!
It remains open until the end of February.
If you want to continue to follow the news of Neuro-Semantics join the group ISNS (Dr. Michael Hall's) at http://www.facebook.com/group.php?gid=278245406995&ref=ts
LET'S MOVE ALL!
I'm certain to meet you in the new group to offer your contri...butions and comments.
Have Joy!
Giannicola

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Questo gruppo chiude con Gioia!
Rimane aperto fino alla fine di febbraio.
Se vuoi continuare a seguire le novità della Neuro-Semantica iscriviti al gruppo ISNS (del Dr. Michael Hall) all'indirizzo http://www.facebook.com/group.php?gid=278245406995&ref=ts
SPOSTIAMOCI TUTTI!
Sono certo di incontrarti sul nuovo gruppo per offrire i tuoi contributi e commenti.
Abbi Gioia!
Giannicola

lunedì 8 febbraio 2010

lunedì 28 dicembre 2009

Scelte che plasmano la tua carriera e la tua vita

In qualunque punto tua sia, nella vita così come nella tua carriera, esso è comunque il risultato delle scelte che hai fatto. Nonostante ci siano forze esterne che possono creare ostacoli, è sempre la tua scelta a come reagire a questi intoppi che determina il tuo procedere nella salita o il tuo precipitare. Qui di seguito troverai 7 scelte che ti aiuteranno a plasmare la tua carriera e la tua vita per il tuo meglio o per il tuo peggio. Certamente ci sono molte altre scelte possibili, ma quelle che seguono avranno sicuramente un profondo impatto sulla tua capacità di dare forma alla tua vita, oppure di farti plasmare dalla vita stessa.

1. La scelta di crescere.
Crescere non è mai automatico. Per farlo devi scegliere di rimanere aperto agli insegnamenti e di lavorare duramente su te stesso. Quando scegli di non crescere, allora smetti di essere una persona interessante e diventi arrogante.

2. La scelta di donare.
Fai dono agli altri del tuo tempo, delle tue capacità e delle tue risorse senza mai aspettarti nulla in cambio: è una scelta altruista. Il mondo ha bisogno di più persone capaci di donare in maniera straordinaria. Quando ti concentri di più si ciò che gli altri vogliono o di cui hanno bisogno, allora vedrai realizzarsi molti dei tuoi desideri e bisogni. Quando scegli solo di accumulare ciò che hai invece di farne dono agli altri, allora diventi il centro del tuo universo solitario. Così facendo respingi sia le persone sia le loro potenziali benedizioni.
3. La scelta di ascoltare.
Uno dei modi migliori per entrare in contatto con gli altri è ascoltarli. Sposta il tuo focus dalla tua persona, all’altra persona. Questo farà in modo che gli altri si sentano attratti da te perché sei in grado di dar loro importanza. Quando scegli di parlare e basta, raramente riesci a costruire relazioni forti e sostenibili. Diventi un ostacolo e le persone finiscono per evitarti.
4. La scelta di fare la differenza.
Anche il saper fare la differenza aggiungendo valore agli altri è una scelta. Saper dare facendo la differenza ti porta ad un ulteriore livello perché ti permette di lasciare il mondo migliore di quando lo hai trovato. Questo va oltre la tua capacità di camminare lungo una linea sottile: ti porta ad essere tu quello in grado di condurre gli altri a percorrere quella stessa linea con te. Contrariamente invece, quando scegli di vivere in un mondo egoista, concentrato solo sui tuoi problemi, allora potrà capitarti che quando morirai ti renderai conto di non aver mai vissuto. Non aggiungerai nessun valore e te ne andrai senza aver lasciato alcun segno.
5. La scelta di fare ciò che è giusto.
Fare ciò che è giusto invece di ciò che è più semplice, più economico, più ben visto o conveniente, non è sempre piacevole. Tuttavia, quando lo facciamo, fortifichiamo il nostro carattere e manteniamo il rispetto per noi stessi. Fare ciò che è giusto ti aiuta a creare pace interiore e rende le tue decisioni più facili da prendere dal momento che tu hai già deciso ciò che rappresentano per te. Scegliere la cosa più semplice ti rende una persona inaffidabile che un giorno si troverà sola, senza amici.
6. La scelta di prenderti cura della tua salute.
Si dice che il tuo corpo sia un tempio, ma molte persone non lo trattano come tale. A forza di fare e fare, svendono una cosa che nemmeno i soldi poi potranno ricomprare: il loro benessere fisico. Non commettere errori in proposito: abbiamo sempre la possibilità di scegliere se mangiare una ciambella oppure no. Lo stesso vale per il fumo. Prima deciderai di sviluppare una disciplina che ti permetta di vivere uno stile di vita sano, e meglio sarà per te.
7. La scelta di connettersi con un potere più alto.
Vivere una vita all’insegna della spiritualità aggiunge ai nostri giorni una dimensione in più che le persone non spirituali, invece, non riescono a raggiungere. Ti da la fede dove gli latri vedono la sconfitta, l’energia quando gli altri sono esausti, la saggezza quando gli altri sono confusi, il coraggio quando gli altri sono spaventati. Vivere senza una propria connessione spirituale lascia un profondo vuoto interiore. Se ti senti svuotato, se la tua vita manca di una scopo più alto, allora potrebbe essere giunto il momento di scegliere un nuovo percorso, una strada migliore.
Ci sono altre scelte importanti che possono plasmare la tua vita, come quella di accettare le responsabilità, quella di scegliere di fare di ogni giorno un capolavoro, e molte altre ancora.
Tuttavia, queste 7 possono già darti molto su cui riflettere.

Ma, nel caso ciò non succeda, lasciami concludere con queste domande:
Che cosa sai che stai facendo bene?
Dov’è che invece ti senti fuori strada?
Che cosa cambierai da oggi?
Quali miglioramenti apporterai?
Che cosa stai aspettando?
(Articolo tradotto dalla Dr.ssa Erica Chilese).

giovedì 17 dicembre 2009

7 Modi per Interrompere un’abitudine (da BLESSYOU!)

Tratto da Dragos Roua, tradotto da Susanna Eduini adattato da Lucia Giovannini (a dx nella foto) e Nicola Riva (a sx - ma... non si vedono le scarpe, purtroppo!).

Le abitudini sono un bene prezioso. Ci permettono di guidare automobili o biciclette, di parlare nuove lingue o di comportarsi bene in società. Ma possono anche diventare un peso, o ancora peggio, una dipendenza. Pensa al fumare e capirai cosa intendo. Sapere come interrompere un’abitudine, ti porterà ad avere più tempo libero e più risorse.

Qui trovi una lista di 7 metodi provati per interrompere un’abitudine. Sentiti libero/a di aggiungerne altri.

1- Smetti di colpo.
Smettere di colpo un’abitudine richiede molta energia. Smettere un’abitudine così di colpo (per esempio smettere di fumare) è uno dei modi più potenti per gestire le abitudini. Dal momento che non ti servi di alcun supporto esterno, acquisti un potere incredibile sull’abitudine. Ne hai davvero il controllo e le ordini di fermarsi. Addirittura, se riesci a crearti una storia di abitudini interrotte con successo, sarà sempre più facile per te farlo di nuovo. Questo costruisce fiducia ed esperienza ma è anche uno dei modi meno sicuri per smettere un’abitudine. Potresti non avere abbastanza energia, o potrebbe venire meno il supporto esterno. Serviti di questo modo con cautela.
2- Trova qualcosa che ti interessi di più.
A volte fai qualcosa solo perchè ti accontenti di poco. E non sai nemmeno il perchè. Sostituire l’attuale interesse da cui dipendi per qualcosa di più grande funziona sempre. Siamo fatti per crescere ed evolverci. Il nostro sistema di gestione delle abitudini questo lo sa. Quindi ogni volta in cui sarai in grado di offrire al sistema di gestione delle abitudini un nuovo obiettivo, lui si adatterà molto rapidamente. Se fumi perchè ti annoi, prova con le parole crociate o impara una nuova lingua. Se arrivi sempre tardi al lavoro, prova a fare un corso di Paracadutismo. O se spendi sempre troppi soldi, studia per esempio per diventare un operatore di borsa.
3- Inizia contemporaneamente un’altra abitudine.
Questo metodo funziona poichè mette sotto pressione il tuo focus, con un numero sempre crescente di abitudini.È come far entrare troppe verdure nella stessa borsa della spesa: ad un certo punto la borsa si rompe. Per esempio, se hai l’abitudine di guardare la televisione di notte, prova a metterti il computer portatile sulle ginocchia ed inizia a controllare la posta. Può sembrare che, invece che smettere un’abitudine, tu ne stia creando un’altra. È un’illusione, perchè non stai creando un’abitudine, stai mettendo il tuo sistema del focus sotto pressione aggiungendo stimoli maggiori.
Ad un certo punto, il tuo focus si interromperà. Non sarai capace di divertirti guardando la televisione o di capirci qualcosa delle tue email. E, sorpresa delle sorprese, smetterai di fare tutte e due le cose e farai qualcos’altro. Forse andrai a fare una passeggiata nel parco o ti metterai a fare giardinaggio (anche se non ti consigliamo di farlo di notte!) Il fatto di affollare il tuo parco abitudini con attività nuove e che richiedono la tua attenzione, ti indebolirà e alla fine ti ritroverai a liberarti di tutte le abitudini implicate. Lo so, è parecchio strano, ma funziona.
4- Delega a qualcun altro.
Se non hai abbastanza potere per smettere la tua abitudine, forse è ora di chiamare qualcun altro ad aiutarti. Trova qualcuno che abbia voglia di darti una mano e dai a questa persona il potere sulla tua abitudine. Lo puoi fare in molti modi. Per esempio, puoi autorizzare questa persona a fare qualcosa ogni volta che ti coglie in flagrante nella tua abitudine. Puoi dirgli: “Ogni volta che vedi che sto fumando, dammi un pizzicotto, o un calcio nel sedere. Oppure prendimi in giro”.
Ci vuole un po’ più di lavoro e un’altra persona, ma è efficace. So di una persona che non riusciva proprio a smettere di fumare. Era una persona nota nella città dove viveva e, dopo avere tentato con diversi prodotti commerciali ed avere partecipato a diversi corsi per smettere di fumare, senza alcun risultato, prese la decisione di far affiggere dei cartelloni pubblicitari con la sua foto ed un messaggio scritto ben visibile “Se mi vedi fumare, ti darò 100.000 euro”. Da quella volta non ha più toccato una sigaretta. 100.000 euro sono una bella cifra.
5- Ricompensati.
Datti dei premi. Ogni volta che eviti quell’abitudine, rimarcalo con un’azione positiva. È una bustarella, ma situazioni disperate richiedono azioni disperate. E non ti devi riconoscere bustarelle sostanziose, ma quel tanto che basta per ricordartelo. Con il tempo creerai una nuova connessione neuronale, basata sul piacere, che rimpiazzerà la connessione vecchia. C’è il pericolo, come puoi immaginare, che la nuova cattiva abitudine andrà a rimpiazzare la vecchia cattiva abitudine.
Ma puoi evitare con eleganza questa situazione, scegliendo la ricompensa appropriata. Il trucco, all’inizio, è che sei tu che controlli la ricompensa. Non fissare qualcosa che sai che creerà una dipendenza, focalizzati su qualcosa di utile e costruttivo. Per esempio, invece di berti un goccetto ogni volta che fumi una sigaretta, leggiti due pagine di un buon libro. Questo potrà portarti alla dipendenza dalla lettura, ma diventare dipendente dai libri è molto più gratificante che dipendere dalle sigarette o dall’alcool.
6- Separati dalle persone con abitudini simili.
Non hai idea di quanto l’ambiente ti influenzi. A volte, cambiare l’ambiente è ciò che hai bisogno di fare per liberarti di una cattiva abitudine. Il bisogno di accettazione sociale - o, potrei dire, di compiacimento - è così forte che a volte facciamo cose che non immagineremmo nemmeno di fare in altre circostanze. Quindi, separarti dalle persone che hanno abitudini simili, non potrà che aiutarti. E non avrai nemmeno bisogno di doverlo dire, puoi partire ignorandoli.
Non uscire con lo stesso gruppo di persone “giusto per un paio di bicchieri”. Non uscire a fumare durante la pausa di lavoro con le stesse persone con cui lo fai di solito. Questo è uno dei modi più impegnativi per smettere un’abitudine, perchè coinvolge il tuo network sociale. Ma prima di fare qualsiasi considerazione, sappi che le tue abitudini stanno influenzando la tua vita sociale in maniera ancora più spiacevole. Perdere alcuni amici non ti ucciderà di sicuro, ma berti la vita in un bicchiere lo farà sicuramente. Quando hai il potere di renderti conto che quello che vi tiene uniti è soltanto il condividere la medesima dannosa abitudine e nulla di più, allora metà del lavoro è già fatto.
7- Tieni un diario.
Scrivi tutto quello che fai durante il giorno. Sarebbe fantastico se riuscissi a farlo scrivendo ciò che fai ogni ora. Accertati di avere tutto il necessario per scrivere, così da poterlo fare anche mentre sei per strada. Porta con te carta e penna, punta sul cellulare la sveglia ogni ora. E fallo per una settimana. Poi, dopo una settimana, fallo per un mese. Di per sè questa abitudine è difficile, me ne rendo conto, ma è in realtà davvero benefica. Per la maggior parte delle volte non avrai bisogno di un mese intero per identificare i tuoi momenti vuoti; sarà evidente già dopo una settimana.Se vuoi puoi scaricare gratuitamente dal sito www.tuttaunaltravita.it il diario di Tutta un’altra vita.

Ora, dopo aver tenuto questo diario, fai un po’ di conti. Per quanto tempo, in realtà, vivi davvero e per quanto invece viaggi con il pilota automatico? Se il tempo che passi con il pilota automatico è maggiore del tempo in cui vivi davvero, allora c’è un problema. Scrivi i risultati, con il numero totale di vuoti temporali che vivi ed attaccalo dove puoi vederlo; sul frigorifero, sulla porta di casa, sul soffitto della tua camera da letto. Ad un certo punto, vedendo ogni giorno la quantità di tempo che stai perdendo, la farai finita con quell’abitudine.

Tratto da Dragos Roua, tradotto da Susanna Eduini adattato da Lucia Giovannini e Nicola Riva.

lunedì 14 dicembre 2009

IL GIOCO INTERIORE DELLA FOLLIA?

Quando una sconfitta/vittoria nasce da dentro... genera una sana risata! Dipende dall´aver vinto, comunque, il proprio gioco interiore o sará frutto della Follia? Vuoi vedere che anche questo dipende dal significato che gli diamo? Dal punto di vista dell´osservatore? Dalle cornici che stabilisce chi la considera?

Elogio della Follia
di Erasmo da Rotterdam

Parla la Follia

1. Qualsiasi cosa dicano di me i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli Dèi e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità. D'improvviso le vostre fronti si sono spianate, e mi avete applaudito con una risata così lieta e amichevole che tutti voi qui presenti, da qualunque parte mi giri, mi sembrate ebbri del nettare misto a nepènte degli Dèi d'Omero, mentre prima sedevate cupi e ansiosi come se foste tornati allora dall'antro di Trofonio. Appena mi avete notata, avete cambiato subito faccia, come di solito avviene quando il primo sole mostra alla terra il suo aureo splendore, o quando, dopo un crudo inverno, all'inizio della primavera, spirano i dolci venti di Favonio, e tutte le cose mutando di colpo aspetto assumono nuovi colori e tornano a vivere visibilmente un'altra giovinezza. Così col mio solo presentarmi sono riuscita a ottenere subito quello che oratori, peraltro insigni, ottengono a stento con lunga e lungamente meditata orazione.

Per continuare la lettura dell'intera opera, clicca qui.

IL VIDEO DI OGGI


Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

giovedì 10 dicembre 2009

La MAPPA... DELLA 4a ELEMENTARE!

L'altro ieri aiutavo mio figlio a studiare geografia e sul libro (4a elementare), trovo la seguente definizione per MAPPA: rappresentazione del territorio.
Poi specifica che una mappa è:

1) APPROSSIMATA, perché riproducono su un foglio piano una superficie curva;


2) RIDOTTA,perché su un foglio viene raffigurato un territorio anche molto grande;


3) SIMBOLICA, perché usano segni e colori con un loro significato proprio.


Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

PS: sullo stesso argomento, ricerca MAPPA TERRITORIO sul flag cerca di Google (che trovi in alto a destra di questa pagina)

mercoledì 2 dicembre 2009

Una rete per il bene comune: Gordon Brown (TED TALKS)

PRESUPPOSTO
"Non chiedetevi cosa desideri il mondo. Chiedetevi cosa vi rende vivi, poi andate e fatelo, perchè ciò di cui ha bisogno il mondo sono persone vive" (Harold T. Whitman)


CORRETTEZZA e RESPONSABILITÁ

Si chiedeva sul post di ieri: “COSA POSSIAMO FARE - DI VERDE - NOI?” per il nostro territorio.
Ma cosa possiamo fare davanti a problemi di portata globale?
Nulla!

Nulla?
Non scherziamo...

''Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile...!" (dal film A beautiful mind)

Dal sito TED: Questo é un momento unico nella Storia, sostiene il Primo Ministro Inglese Gordon Brown: possiamo infatti mettere a frutto l' interconnessione tipica della nostra era per sviluppare un'etica globale condivisibile - e lavorare insieme per affrontare le sfide della povertà, della sicurezza, del cambiamento del clima e dell'economia.


Cos'hanno in comune tutte questi nomi ed eventi?

Kim, 9 anni – Viet-Nam
Birhan, di pochi anni – Etiopia

Piazza Tienanmen – China

Bimba, di pochi anni – Sudan

Neda, giovane ragazza – Iran

M'incuriosice forte!


Forse, il fatto che “... ora abbiamo la possibilitá di comunicare istantaneamente al di lá di ogni frontiera in tutto il mondo”. “Ora abbiamo la capacitá di trovare un terreno comune tra persone che non s'incontreranno mai se non su internet...” “Ora abbiamo la capacitá di organizzarci ed intraprendere insieme azioni collettive per affrontare un problema o un'ingiustizia...” (Gordon Brown). "Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà" (Winston Churchill)

E poi, cos'hanno in comune queste persone?

William Wilberforce – 24 anni per affermare la sua idea;

Eglantyne Jebb – casa/casa per informare su un incontro.


E ancora, cos'hanno in comune:

L'ex presidente Estrada – Filippine;

Robert Mugabe – Zimbabwe;

I Monaci – Birmania;
Aung San Suu Kyi;


E cos'hanno, infine, in comune:

Nelson Mandela e Amy Winehouse?

David, 10 anni - Ruwanda

Divento matto se non lo scopro...


ABBIAMO LA POSSIBILITÁ DI CAMBIARE IL MONDO?

Questo post contiene un video che contiene una speranza.
Ma la speranza é un processo, non un risultato...
"Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano" (G.B. Shaw)

“... il potere del nostro senso morale unito al potere della comunicazione...“ (Gordon Brown) e qualcos'altro... possono far sí che i “sogni” si trasformino in realtá.


GEN Y ---> COMUNICAZIONE ---> ETICA

TU --------> ALTRI ------------------> MONDO


Rimpossessiamoci di ció che é giá nostro!

E quindi delle nostre Idee, dei nostri Sentimenti, delle nostre Parole e delle
nostre Azioni (soprattutto)!
COGLIAMO L'INVITO DI
Gordon Brown E AFFERRIAMO QUESTA OCCASIONE UNICA!
“METTIAMOCI IN MARCIA!”

IL VIDEO
(puoi scegliere i sottotitoli in italiano se ne avessi bisogno)
PER SCOPRIRE, FINALMENTE, COME TUTTE QUELLE COMBINAZIONI (DI CUI SOPRA) SONO CONNESSE TRA LORO...


http://www.number10.gov.uk/

CONCLUSIONE

"Non chiedetevi cosa desideri il mondo. Chiedetevi cosa vi rende vivi, poi andate e fatelo, perchè ciò di cui ha bisogno il mondo sono persone vive" (Harold T. Whitman)

(CLICCA e leggi del progetto TUAV)

Ognuno come puó!
Abbi Gioia

Giannicola

giovedì 12 novembre 2009

La Riserva Borsacchio, la classe politica e la deriva petrolifera - di Franco Sbrolla

(ricevo da Franco Sbrolla e rendo noto)
La recente uscita allo scoperto del Sindaco di Roseto Franco Di Bonaventura, che pur in conflitto d’interessi ha ribadito che per la Riserva naturale Borsacchio “la riperimetrazione è un intervento necessario”, mi ha indotto ad effettuare gli opportuni accertamenti.
Ho così appreso che anche un esponente della controparte politica stava navigando velocemente nella stessa direzione, in quanto, già il 26 ottobre u.s., il consigliere regionale PdL Berardo Rabbuffo di Teramo, eletto nel listino collegato al presidente Giovanni Chiodi, aveva inoltrato un progetto di legge dal titolo inequivocabile per gli addetti ai lavori: “Modifiche all’art. 69 della L.R. 8.2.2005”.
La conseguente approvazione comporterebbe la riperimetrazione e conseguente riduzione della Riserva Borsacchio da 1187,67 a 314,81 ettari, lasciando tutto il resto nelle mani della speculazione edilizia.
Si sa comunque che, quando ci sono più patrocini, i beneficiati di turno concedano il giusto riconoscimento solo al primo arrivato al traguardo, mentre al secondo spettano solo le briciole.
Il continuo affannarsi per arrivare alla meta agognata, ha fatto però passare di mente che sulla Riserva Borsacchio, come su gran parte del territorio rosetano, pende una spada di Damocle in grado di far fallire anche i due piani strategici, così ben architettati con lodevole unità d’intenti.
Mi riferisco a quel progetto denominato “Villa Mazzarosa”, di cui la classe politica non ha mai parlato, nonostante gli allarmi ripetuti delle Associazioni ambientaliste e le documentate accuse lanciate sulla Stampa in data 17 febbraio 2009.
Colgo quindi l’occasione per riepilogare i punti essenziali.
In data 31 marzo 2006 la Società Medoilgas Italia ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico la sua istanza di ricerca di idrocarburi in un’area di 13,4 kmq., che si estende da Cologna Spiaggia fino alla riva del Vomano in territorio di Scerne e dalla battigia alla collina.
Successivamente, il 9 maggio 2006, c‘è stato l’avvio al procedimento “Villa Mazzarosa”, il 13 dicembre 2006 l’esame del CTIG, Comitato Tecnico per gli Idrocarburi e Geotermia, ha dato parere favorevole ed il 18 ottobre 2007, con lettera prot. 17314 firmata dall’ing. Fausto Ingravalle, il Ministero dello Sviluppo Economico ha comunicato alla Regione Abruzzo ed al Ministero dell’Ambiente “…il parere favorevole al conferimento del permesso ed al relativo programma di lavoro espresso dal CTIG…”.
Responsabile del procedimento è stato, fino al mese di giugno 2009, il dirigente ministeriale Raffaele Pasquali il quale, in un’intervista rilasciata il 12 giugno 2008 all’EAGE Daily News, ha affermato che per il nostro Paese c’è un crescente interesse da parte delle compagnie petrolifere straniere e che il Ministero prevede, nei prossimi 10 anni, un incremento della produzione di circa il 30%, passando così da 125.000 a 160.000 barili al giorno. Dal mese di luglio 2009, nuovo responsabile del procedimento è l’ing. Fausto Ingravalle (lo stesso dirigente che aveva firmato il 18 ottobre 2007 la lettera sopra riportata con la quale si comunicava il parere favorevole al conferimento del permesso al progetto “Villa Mazzarosa”).
Aggiungo inoltre che la Medoilgas Italia non è un’Associazione filantropica, ma fa parte del gruppo Mediterrean Oil & Gas quotato alla Borsa di Londra e che le istanze di ricerca in mare, ricevute dal Ministero dello Sviluppo Economico, coprono l’intero spazio antistante il territorio rosetano.
Tutto ciò premesso, e siccome la sospensione dei procedimenti in corso scade il 31 dicembre 2009, ne discende che, in tempi brevi, gli effetti negativi delle trivellazioni e delle coltivazioni di idrocarburi in terra e in mare potrebbero distruggere la nostra pesca, il nostro turismo, la nostra agricoltura d.o.c. ed il nostro benessere.
A questo punto una domanda si impone: su quale tasso di fiducia da parte dei cittadini può contare una classe politica che si è mossa solo per favorire interessi speculativi, e che ha nascosto alla comunità un progetto scellerato, la cui realizzazione comprometterebbe la qualità della vita di tutti i rosetani?

Franco Sbrolla, cittadino rosetano di nascita e residenza

lunedì 9 novembre 2009

IMMAGINA CHE...

(Grazie a Nicoletta Leggeri per questo brano)
Immagina che esista una Banca che ogni mattina accredita la somma di Euro 86.400 sul tuo conto.
Non conserva il tuo saldo giornaliero. Ogni notte cancella qualsiasi quantità del tuo saldo che non sia stata utilizzata durante il giorno.
Che faresti?
Ritireresti o spenderesti tutto fino all'ultimo centesimo ogni giorno, ovviamente!!!!
Ebbene, ognuno di noi possiede un conto in questa Banca.
Il suo nome?
TEMPO
Ogni mattina questa Banca ti accredita 86.400 secondi.
Ogni notte questa Banca cancella e dà come perduta qualsiasi quantità di questo credito che tu non abbia investito in un buon proposito.
Questa Banca non conserva saldi ne permette trasferimenti.
Ogni giorno ti apre un nuovo conto.
Ogni notte elimina il saldo del giorno.
Se non utilizzi il deposito giornaliero, la perdita è tua.
Non si può fare marcia indietro.
Non esistono accrediti sul deposito di domani.
Devi vivere nel presente con il deposito di oggi.
Investi in questo modo per ottenere il meglio nella salute, felicità e successo: l'orologio continua il suo cammino.
Ottieni il massimo da ogni giorno..

a.. Per capire il valore di un anno, chiedi ad uno studente che ha perduto un anno di studio.
b.. Per capire il valore di un mese, chiedi ad una madre che ha partorito prematuramente.
c.. Per capire il valore di una settimana, chiedi all'editore di un settimanale.
d.. Per capire il valore di un'ora, chiedi a due innamorati che attendono di incontrarsi.
e.. Per capire il valore di un minuto, chiedi a qualcuno che ha appena perso il treno.
f.. Per capire il valore di un secondo, chiedi a qualcuno che ha appena evitato un incidente.
g.. Per capire il valore di un centesimo di secondo, chiedi ad un atleta che ha vinto la medaglia d'argento alle Olimpiadi.

Dai valore ad ogni momento che vivi, e dagli ancor più valore se lo potrai condividere con una persona speciale, quel tanto speciale da dedicarle il tuo tempo e ricorda che il tempo non aspetta nessuno.

Ieri? Storia.
Domani? Mistero.

E' per questo che esiste il presente!!!
Ricorda ancora, il tempo non ti aspetterà.
Dai valore ad ogni momento a tua disposizione.
Lo apprezzerai ancor più se potrai condividerlo con qualcuno che sia speciale.

L'origine di questo pensiero?
Sconosciuta!

giovedì 5 novembre 2009

AL CENTRO DI TE... (il LABIRINTO)

Come si fá a dare una svolta alla propria vita?
A questa domanda, ti confesso, non so rispondere.
O meglio, si potrebbe fare in molti modi differenti... e, se hai voglia di farlo!!!
Bisogna essere molto motivati e avere la voglia di mettersi in gioco. La struttura del gioco?

PROVARE, RIPROVARE, RIPROVARE ANCORA E ANCORA...
Che tradotto, diventa: ALLENAMENTO - ALLENAMENTO - ALLENAMENTO - ALLENAMENTO - ALLENAMENTO - ALLENAMENTO - ALLENAMENTO...
Uno dei modi che può aiutarti in questo percorso è certamente CAMMINARE IL LABIRINTO. Questo potente rituale (la cui origine si perde nella notte dei tempi) ha il vantaggio di adattarsi a chiunque e per qualsiasi obiettivo: lo dimostra il fatto che CAMMINARE IL LABIRINTO abbia cambiato la vita di milioni di persone in tutto il mondo. Questo LABIRINTO é il percorso più completo che ci sia in Italia. Indispensabile a chiunque voglia crescere e trovare il proprio equilibrio sul lato personale, professionale, relazionale, emozionale, mentale, ecc...
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COSA?
Camminare il Labirinto per ritrovare Pace nel Cuore, Serenità nella Mente e Benessere nel Corpo
CON CHI?
con Lucia Giovannini
DOVE?
a Dozza (Bo)

QUANDO?
domenica 15 novembre 2009 dalle 14,30 alle 18,30
PERCHÉ?
In un‘epoca in cui la capacità di mantenere l’ attenzione cala sempre di più, uno dei grandi vantaggi di questa pratica è che insegna alla mente a calmarsi. Camminare il labirinto richiede un continuo riorientamento del corpo. E mentre il corpo è occupato in questo movimento, la mente, solitamente agitata, può finalmente quietarsi.
Allo stesso modo, mentre l’emisfero sinistro del cervello è occupato a seguire la progressione logica e ripetitiva del sentiero del labirinto, l’emisfero destro è libero di pensare in maniera creativa.
Camminare il labirinto porta ad integrare il corpo con la mente e la mente con lo spirito.
Man mano che procedono nel labirinto, spesso le persone intuiscono come procedere nella vita.

COME?
Con le tue gambe... con la tua mente... con le tue emozioni...

RUMORS...
Dicono di questa esperienza:
Trovo che camminare il labirinto sia una pratica estremamente
utile tanto che oramai non ne posso fare a meno. Sto seriamente considerando di farmene costruire uno in giardino(Daniel Pink, economista, scrittore ed ex speech editor di Al Gore)

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Ognuno come puó!
Abbi Gioia.
Giannicola


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mercoledì 4 novembre 2009

SUL GENIO!


STOP!

Arrivati a questo punto della nostra storia... con tutti i video, con tutti gli articoli, con tutte le riflessioni possibili, é giunto il momento di farmarsi un attimo e mettersi d'accordo!

Su cosa?

Sul Genio!

Cioé, su quali sono le caratteristiche che lo definiscono.

Noi abbiamo l'abitudine, come esseri umani, di porre l'attenzione sul risultato; e va bene!

Quindi, se c'é un genio in giro, ce ne accorgiamo solo quando ha dimostrato la sua abilitá.

Ma quel genio (chiunque esso sia - a cui stai pensando), non viene fuori da un giorno all'altro... e nemmeno per caso. O forse sí?

C'é un sentiero, un percorso, un struttura, una maestria, un processo che ha una sua forma precisa.

(2) Gesú disse: “Colui che cerca non desista dal cercare fino a quando non avrá trovato; quando avrá trovato si stupirá. Quando si sará stupito, si turberá e dominera su tutto (Vangelo di Tommaso)

ALCUNE COSE DA SAPERE...

La struttura del genio é formata da numerosi stati mentali-ed-emozionali che noi startifichiamo uno sopra l'altro” (Michael Hall)

Il genio utilizza un focus rivolto verso l'interno e un focus rivolto verso l'esterno: detto “a due vie”.

Grindere e DeLozier hanno identificato alcuni tra i prerequisiti del genio nel libro TURTLES ALL THE WAY DOWN, del 1987:

  • Focus intenso o concentrazione (uno stato di “flusso”);

  • Controllo singolo o focus di attenzione di primo-livello;

  • Prospettive multiple che danno un “giudizio saggio” del tutto;

  • Sviluppo di stati di impegno e dedizione;

  • Accedere a stati impeccabili e riuscire a rimuoversi all'interno e all'esterno di questi stati, ovvero saper operare “un mutamento di stato impeccabile”;

  • Chiarezza cristallina sullo scopo e sulla direzione.

Ulteriori requisiti li prenderemo in considerazione prossimamente.

É SOLO UNA SPERANZA?

Poco sopra ho scritto... “C'é un sentiero, un percorso, un struttura, una maestria, un processo che ha una sua forma precisa”.

(5) Gesú disse: “Conosci ció che ti sta davanti, e ti si manifesterá ció che ti é nascosto. Giacché non vi é nulla di nascosto che non sará manifestato (Vangelo di Tommaso)

Dal sito TED TALKS: “Elizabeth Gilbert riflette sulle cose impossibili che ci si aspetta dagli artisti e dai geni e condivide con noi l'idea radicale che il genio, piuttosto che raramente incarnarsi in una persona è una cosa che tutti noi possiamo possedere. E' un discorso divertente, personale e sorprendentemente commovente".

Ecco il video: “Elizabeth Gilbert sul genio


(NEL VIDEO TROVI I SOTTOTITOLI IN ITALIANO: VIEW SUBTITLES)

http://www.elizabethgilbert.com/

LEGGI ANCHE "MICHAEL HALL ON LIVING PERSONAL GENIUS"

Ognuno come puó!

Abbi Gioia

Giannicola

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