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giovedì 30 luglio 2009

“Leggi fondamentali della stupidità umana” – 1988 (9 di 10)


La Quarta Legge Fondamentale
Non c'è da stupirsi se le persone sprovvedute, cioè quelle che nel nostro sistema cadono nell'area H, di norma non riconoscono la pericolosità delle persone stupide. Il fatto non rappresenta altro che un'altra manifestazione della loro sprovvedutezza. Ciò che è veramente sorprendente è che anche le persone intelligenti ed i banditi spesso non riescono a riconoscere il potere devastante e distruttore della stupidità. E estremamente difficile spiegare perché ciò accada. Si può solo ipotizzare che spesso gli intelligenti come i banditi, quando abbordati da individui stupidi, fanno l'errore di abbandonarsi a sentimenti di auto-compiacenza e disprezzo invece di secernere immediatamente superiori quantità di adrenalina e preparare le difese. Si è generalmente anche portati a credere che una persona stupida faccia male solo a se stessa, ma ciò vuol dire confondere la stupidità con la sprovvedutezza. Talvolta si è anche tentati di associarsi con un individuo stupido con l'obiettivo di usarlo per le proprie mire. Tale manovra non può che avere effetti disastrosi perché:
a) è basata sulla completa incomprensione della natura essenziale della stupidità;

e b) dà alla persona stupida spazio ulteriore per l'esercizio dei suoi talenti.

Uno può illudersi di manipolare una persona stupida e, sino ad un certo punto, può anche riuscirci. Ma a causa dell'erratico comportamento dello stupido, non si possono prevedere tutte le azioni e reazioni
dello stesso ed in breve si verrà stroncati e polverizzati dalle sue imprevedibili azioni.
Tutto ciò è chiaramente sintetizzato nella Quarta Legge Fondamentale che afferma che: le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, ed in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
Nei secoli dei secoli, nella vita pubblica e privata, innumerevoli persone non hanno tenuto conto del la Quarta Legge Fondamentale e ciò ha causato incalcolabili perdite all'umanità.












giovedì 16 luglio 2009

"Leggi fondamentali della stupidità umana" - 1988 (7 di 10) Carlo M. Cipolla

Stupidità e potere
Come tutte le creature umane, anche gli stupidi influiscono sulle altre persone con intensità molto varia. Alcuni stupidi causano normalmente solo perdite limitate, mentre altri riescono a causare danni spaventosi non solo ad uno o due individui, ma ad intere comunità o società. Il potenziale di una persona stupida di creare danni dipende da due fattori principali. Innanzitutto esso dipende dal fattore genetico. Alcuni individui ereditano notevoli dosi del gene della stupidità e grazie a tale eredità appartengono, sin dalla nascita, all'élite del loro gruppo. Il secondo fattore che determina il potenziale di una persona stupida deriva dalla posizione di potere e di autorità che occupa nella società. Tra burocrati, generali, politici e capi di stato, si ritrova l'aurea percentuale s di individui fondamentalmente stupidi la cui capacità di danneggiare il prossimo fu (o è) pericolosamente accresciuta dalla posizione di potere che occuparono (od occupano). Al proposito anche i prelati non vanno trascurati. La domanda che spesso si pongono le persone ragionevoli è in che modo e come mai persone stupide riescano a raggiungere posizioni di potere e di autorità.
Classe e casta (sia laica che ecclesiastica) furono gli istituti sociali che permisero un flusso costante di persone stupide in posizioni di potere nella maggior parte delle società preindustriali. Nel mondo industriale moderno, classe e casta vanno perdendo sempre più di rilievo. Ma, al posto di classe e casta, ci sono partiti politici, burocrazia e democrazia. All'interno di un sistema democratico, le elezioni generali sono uno strumento di grande efficacia per assicurare il mantenimento stabile della frazione a fra i potenti. Va ricordato che, in base alla Seconda Legge, la frazione a di persone che votano sono stupide e le elezioni offrono loro una magnifica occasione per danneggiare tutti gli altri, senza ottenere alcun guadagno dalla loro azione. Esse realizzano questo obiettivo, contribuendo al mantenimento del livello a di stupidi tra le persone al potere.


giovedì 18 giugno 2009

“Leggi fondamentali della stupidità umana” – 1988 (3 di 10) Carlo M. Cipolla


La Seconda Legge Fondamentale
Le tendenze culturali prevalenti oggi nei paesi occidentali favoriscono una visione egualitaria della Umanità. Si ama pensare all'Uomo come al prodotto di massa di una catena di montaggio perfettamente congegnata. La genetica e la sociologia, soprattutto, si sforzano di provare, con una mole impressionante di dati scientifici e formulazioni, che tutti gli uomini sono per natura uguali e che se alcuni sono più uguali degli altri, ciò è attribuibile all'educazione e all'ambiente sociale e non a Madre Natura. Si tratta di un'opinione diffusa che personalmente non condivido. E mia ferma convinzione, sostenuta da anni di osservazioni e sperimentazioni, che gli uomini non sono uguali, che alcuni sono stupidi ed altri non lo sono, e che la differenza è determinata non da forze o fattori culturali ma dalle mene biogenetiche di una imperscrutabile Madre Natura. Uno è stupido nello stesso modo in cui un altro ha i capelli rossi; uno appartiene al gruppo degli stupidi come un altro appartiene ad un gruppo sanguigno. Insomma uno nasce stupido per volere imperscrutabile e insindacabile della Divina Provvidenza.
Pur essendo convinto che una frazione s di esseri umani sia stupida e che lo sia per volere della Provvidenza, io non sono un reazionario che cerca di reintrodurre furtivamente discriminazioni di classe o di razza. Credo fermamente che la stupidità sia una prerogativa indiscriminata di ogni e qualsiasi gruppo umano e che tale prerogativa sia uniformemente distribuita secondo una proporzione costante. Questo fatto è scientificamente espresso dalla Seconda Legge Fondamentale che dice che: la probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.
A questo proposito, la Natura sembra veramente aver superato se stessa.
E risaputo che la Natura, piuttosto misteriosamente, fa in modo di mantenere costante la frequenza relativa di certi fenomeni naturali. Per esempio, che gli uomini proliferino al Polo Nord od all'Equatore, che le coppie che si uniscono siano progredite o sottosviluppate, che siano nere, rosse, bianche, o gialle, il rapporto maschio-femmina tra i nuovi nati è costante, con una leggera prevalenza dei maschi. Noi non sappiamo come la Natura ottenga questo straordinario risultato, ma sappiamo che per ottenerlo deve operare con grandi numeri. Il fatto straordinario circa la frequenza della stupidità è che la Natura riesca a fare in modo che tale frequenza sia sempre e dovunque uguale alla probabilità a indipendentemente dalla dimensione del gruppo, tanto che si ritrova la stessa percentuale di persone stupide sia che si prendano in considerazione gruppi molto ampi o gruppi molto ristretti. Nessun altro genere di fenomeni oggetto di osservazione offre una prova così singolare del potere della Natura.
La prova che l'educazione e l'ambiente sociale non hanno nulla a che fare con la probabilità s è stata fornita da una serie di esperimenti condotti in molte università del mondo. Possiamo suddividere la popolazione di un'università in quattro grandi categorie: i bidelli, gli impiegati, gli studenti, il corpo docente.
Ogni volta che si analizzarono i bidelli si trovò che una frazione a di loro erano stupidi. Dato che il valore di s era più alto di quanto ci si aspettasse (Prima Legge), si pensò dapprima, pagando il tributo alle mode correnti, che ciò fosse dovuto alla povertà delle famiglie da cui in genere i bidelli provengono e alla loro scarsa istruzione. Ma analizzando i gruppi più elevati si trovò che la stessa percentuale prevaleva anche fra gli impiegati e fra gli studenti. Ancora più impressionanti furono i risultati ottenuti fra il corpo docente. Sia che si considerasse una grande università od una piccola, un istituto famoso od uno oscuro, si trovò che la stessa frazione s di professori era composta da stupidi.
Fu tale la sorpresa dei risultati ottenuti che ci si prefisse di estendere le ricerche ad un gruppo particolarmente selezionato, ad una vera e propria «élite», cioè i vincitori dei Premi Nobel. Il risultato confermò i poteri supremi della Natura:
una frazione s dei Premi Nobel è costituita da stupidi. Questo risultato è difficile da accettare e digerire, ma troppe prove sperimentali ne provarono la fondamentale validità. La Seconda Legge Fondamentale è una legge di ferro, e non ammette eccezioni. Il Movimento di Liberazione della Donna apprezzerà la Seconda Legge, in quanto questa legge dimostra che gli individui stupidi sono proporzionalmente tanto numerosi fra gli uomini che fra le donne. Le popolazioni dei paesi del Terzo Mondo si consoleranno con la Seconda Legge, in quanto essa dimostra che dopotutto le popolazioni cosiddette "sviluppate" non sono poi così sviluppate. Che la Seconda Legge Fondamentale piaccia o non piaccia comunque le sue implicazioni sono diabolicamente ineluttabili: essa comporta infatti che sia che si frequentino circoli eleganti o che ci si rifugi tra i tagliatori di teste della Polinesia, che ci si chiuda in un monastero o che si decida di trascorrere il resto della propria vita in compagnia di donne belle e lussuriose, il fatto permane che si dovrà sempre affrontare la stessa percentuale di gente stupida - percentuale che (in accordo con la Prima Legge) supererà sempre le più nere previsioni.


giovedì 11 giugno 2009

“Leggi fondamentali della stupidità umana” – 1988 (2 di 10) Carlo M. Cipolla


La Prima Legge Fondamentale
La Prima Legge Fondamentale della stupidità umana asserisce senza ambiguità
di sorta che: sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione (1).
A prima vista l'affermazione può sembrare triviale oppure ovvia oppure ingenerosa oppure tutte queste tre cose insieme. Tuttavia un più attento esame rivela in pieno la sua realistica veridicità. Si consideri quanto segue.
Per quanto alta sia la stima quantitativa che uno faccia della stupidità umana, si resta ripetutamente e ricorrentemente stupiti dal fatto che:
a) persone che uno ha giudicato in passato razionali ed intelligenti si rivelano poi all'improvviso inequivocabilmente e irrimediabilmente stupide;
b) giorno dopo giorno, con un'incessante monotonia, si è intralciati e ostacolati nella propria attività da individui pervicacemente stupidi, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente nei luoghi e nei momenti meno opportuni.
La Prima Legge Fondamentale impedisce di attribuire un valore numerico alla frazione di persone stupide rispetto al totale della popolazione: qualsiasi stima numerica risulterebbe una sottostima. Perciò nelle pagine seguenti si denoterà la quota di persone stupide all'interno di una popolazione con il simbolo s.

(1) Gli autori del vecchio Testamento erano coscienti della esistenza della Prima Legge Fondamentale e la parafrasarono quando affermarono che «stultorum infinitus est numerus», ma caddero in un'esagerazione poetica. Il numero di persone stupide non può essere infinito perché il numero di persone viventi è finito.


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