QUELLO CHE CONTA!
La riflessione di oggi (più sotto in viola) viene dall'autorevole Harvard Business Review.
Credo che sia necessario, sempre più determinante e assolutamente di buon senso investire sulla Leadership.
A qualsiasi livello e in qualsiasi Organizzazione.
Lo slogan potrebbe suonare così:
NON LEADERSHIP, NO PARTY!
Detto questo, possiamo cambiare il party se non ci piace...
Detto anche quest'altro, ritengo che gli unici soldi ben spesi (all'interno di un'Organizzazione - o individualmente) siano quelli per la Leadership e per l'Innovazione.
Tutto il resto fa parte di spese accessorie...
IL PUNTO DELLA HBR
"Nella maggior parte delle organizzazioni sono presenti persone eccezionali - sviluppatori, venditori, tecnici - che godono di grande ascendente e apportano un contributo decisivo alla vita aziendale. Benché privi di qualifiche manageriali, la loro perdita rappresenterebbe un danno enorme. Sono persone che hanno tutti i requisiti del vero leader, ma che potrebbero non essere coinvolte nelle iniziative mirate allo sviluppo di queste caratteristiche in quanto non hanno dei subordinati. Anche se hanno scelto di non intraprendere un percorso manageriale, le opportunità di sviluppare le loro doti di leadership saranno comunque fruttuose tanto per loro come per l'azienda in quanto ne miglioreranno le capacità comunicative, di coaching e di interazione all'interno del team. Inoltre, la loro crescita dal punto di vista interpersonale potrebbe indurli a investire il proprio potenziale in un ruolo formalmente manageriale".
"PICCOLE COSE"
Mi capita molto spesso, nelle Organizzazioni che frequento, di osservare una svalutazione dell'influenza delle "piccole cose"!
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giovedì 29 maggio 2014
giovedì 10 aprile 2014
Crescita a lungo termine vs Crescita a breve termine (HBR)
Tema interessante e ricorrente, quello proposto oggi, per ogni tipo di Organizzazione.
Ti lascio subito con il consiglio della Harvard Business Review Italia...
Quando vi rendete conto che le previsioni che avete fissato per il trimestre o l'anno sono semplicemente non realizzabili, sorge la tentazione di adottare misure drastiche. Ma state bene attenti a come raggiungete i vostri obiettivi. Eccovi qua tre suggerimenti per avviare delle azioni senza trascurare i vostri target di lungo periodo:
- Conservate la vostra capacità di crescere. Il vostro primo istinto può essere di tagliare gli investimenti che non offrano un ritorno a breve. Questi tagli possono forzare i profitti, ma possono anche compromettere la capacità di un'azienda di realizzare gli obiettivi di crescita a lungo termine.
- Non affrettate le nuove idee. Accelerare idee innovative ma ancora in fasi immature per colmare un divario sul breve può condurre a dei buchi ancora più grossi se le idee collassano. Evitate di coprire problemi di carattere operativo con idee ancora nello stadio di sviluppo.
- Fate di più con meno. Le pressioni a breve termine equivalgono probabilmente a minori investimenti in innovazione. Ma ricordate che la scarsità può talvolta stimolare un'utile creatività.
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Ti lascio subito con il consiglio della Harvard Business Review Italia...
Quando vi rendete conto che le previsioni che avete fissato per il trimestre o l'anno sono semplicemente non realizzabili, sorge la tentazione di adottare misure drastiche. Ma state bene attenti a come raggiungete i vostri obiettivi. Eccovi qua tre suggerimenti per avviare delle azioni senza trascurare i vostri target di lungo periodo:
- Conservate la vostra capacità di crescere. Il vostro primo istinto può essere di tagliare gli investimenti che non offrano un ritorno a breve. Questi tagli possono forzare i profitti, ma possono anche compromettere la capacità di un'azienda di realizzare gli obiettivi di crescita a lungo termine.
- Non affrettate le nuove idee. Accelerare idee innovative ma ancora in fasi immature per colmare un divario sul breve può condurre a dei buchi ancora più grossi se le idee collassano. Evitate di coprire problemi di carattere operativo con idee ancora nello stadio di sviluppo.
- Fate di più con meno. Le pressioni a breve termine equivalgono probabilmente a minori investimenti in innovazione. Ma ricordate che la scarsità può talvolta stimolare un'utile creatività.
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mercoledì 26 febbraio 2014
Persuasione non significa manipolazione (HBR)
La Persuasione e la Manipolazione vengono spesso confuse. Quando qualcuno mi chiede la differenza, dico questo:
1) "alla base ci sono i Valori che fanno la differenza, i quali mi spingono a Persuaderti che facendo una certa cosa ne troveremo vantaggi reciproci" (e non manipolarti per interessi individuali);
2) "la Persuasione ha come conseguenza l'Agire in Collaborazione, il Fare-le-"cose"-Insieme, mostrando la strada nel Come-Farlo" (e non manipolarti per farti Agire allo sbaraglio).
Ecco alcuni punti/spunti tratti da un articolo della
Harvard Business Review Italia:
Se state cercando di convincere delle persone che non sono incluse tra i vostri riporti a collaborare con voi, dovete usare i vostri poteri di persuasione. Questo non significa, però, manipolare i vostri colleghi, piuttosto portarli verso una soluzione condivisa. Ecco come:
- Costruitevi una credibilità.
Se avete una storia di giudizi bene informati ed equilibrati, i vostri colleghi daranno fiducia alle vostre capacità. Se avete dimostrato di poter lavorare nel migliore interesse degli altri, i vostri colleghi avranno fiducia nelle vostre relazioni.
- Definite gli obiettivi in un quadro comune.
Descrivete in modo tangibile i vantaggi reciproci.
- Rafforzate in modo evidente la vostra posizione.
Le prove ordinarie non vanno bene. Rendete più stringenti i dati numerici che adducete utilizzando degli esempi, delle storie e delle metafore in modo da produrre un impatto emotivo.
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1) "alla base ci sono i Valori che fanno la differenza, i quali mi spingono a Persuaderti che facendo una certa cosa ne troveremo vantaggi reciproci" (e non manipolarti per interessi individuali);
2) "la Persuasione ha come conseguenza l'Agire in Collaborazione, il Fare-le-"cose"-Insieme, mostrando la strada nel Come-Farlo" (e non manipolarti per farti Agire allo sbaraglio).
Ecco alcuni punti/spunti tratti da un articolo della
Harvard Business Review Italia:
Se state cercando di convincere delle persone che non sono incluse tra i vostri riporti a collaborare con voi, dovete usare i vostri poteri di persuasione. Questo non significa, però, manipolare i vostri colleghi, piuttosto portarli verso una soluzione condivisa. Ecco come:
- Costruitevi una credibilità.
Se avete una storia di giudizi bene informati ed equilibrati, i vostri colleghi daranno fiducia alle vostre capacità. Se avete dimostrato di poter lavorare nel migliore interesse degli altri, i vostri colleghi avranno fiducia nelle vostre relazioni.
- Definite gli obiettivi in un quadro comune.
Descrivete in modo tangibile i vantaggi reciproci.
- Rafforzate in modo evidente la vostra posizione.
Le prove ordinarie non vanno bene. Rendete più stringenti i dati numerici che adducete utilizzando degli esempi, delle storie e delle metafore in modo da produrre un impatto emotivo.
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martedì 5 marzo 2013
Come dare una brutta notizia al vostro capo (HBR)
Modelli, Modelli, Modelli...
Li vedo ovunque e quando ne trovo di Interessanti li Condivido su questo blog.
La Harvard Business Review è sempre una buona occasione per Osservare e Imparare cose Nuove.
Integrare i Modelli che già conosci, con dei nuovi, ti Aiuta ad Arricchire, Irrobustire, Innovare la Tua Vita Personale e Professionale.
In molte situazioni, nelle quali mi trovo Professionalmente coinvolto, noto che c'è spesso timore della reazione del "capo" per qualcosa che è andato storto.
Certo, bisogna affrontare la situazione ma farlo nel modo suggerito di seguito può cambiare le sorti della Negoziazione e Gestire, di conseguenza, con maggior Efficacia la scottante questione. D'altro canto il saper Trattare questi momenti ti rende un Collaboratore di Livello Superiore. O no?
Credo fortemente che la Leadership non risieda nel Ruolo che si ricopre ma nella Qualità che si ha nel Gestire quel Ruolo, nell'Assumersi le Responsabilità, nel saper Trattare le Persone che Collaborano per ottenere un Risultato Condiviso, nell'Accettare gli Errori (propri e di altri), nel far Esprimere ognuno al massimo delle sue Possibilità, ecc...
E se chi sta "sopra" di te non è in grado di farlo, beh non scoraggiarti, c'è sempre Uno/a pronto/a a dare l'Esempio: fallo tu!
A nessuno piace avere una conversazione difficile col capo, ma può essere uno strumento di grande valore per costruire un rapporto di fiducia. Provate a compiere questi quattro passi la prossima volta che avrete bisogno di condividere delle cattive notizie:
1 - Descrivete il problema.
Fornite una panoramica generale e mostrate l'impatto specifico che avrà sul vostro lavoro e sugli obiettivi dell'azienda.
2 - Identificate la soluzione.
Spiegate come avete già tentato di risolvere il problema e cosa avete imparato da quei tentativi. Raccomandate uno specifico corso d'azione, assieme alle alternative che consentano al vostro capo di scegliere un'opzione.
3 - Discutete i benefici.
Concentratevi su esempi concreti di come la vostra idea potrà avere successo, se avete già testato il vostro approccio su una piccola scala ottenendo buoni risultati, condividete l'informazione al riguardo.
4 - Accettate la responsabilità.
Dimostrate il vostro impegno per ottenere il successo. Lavorate con il vostro dirigente per sviluppare un piano finale d'azione.
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Li vedo ovunque e quando ne trovo di Interessanti li Condivido su questo blog.
La Harvard Business Review è sempre una buona occasione per Osservare e Imparare cose Nuove.
Integrare i Modelli che già conosci, con dei nuovi, ti Aiuta ad Arricchire, Irrobustire, Innovare la Tua Vita Personale e Professionale.
In molte situazioni, nelle quali mi trovo Professionalmente coinvolto, noto che c'è spesso timore della reazione del "capo" per qualcosa che è andato storto.
Certo, bisogna affrontare la situazione ma farlo nel modo suggerito di seguito può cambiare le sorti della Negoziazione e Gestire, di conseguenza, con maggior Efficacia la scottante questione. D'altro canto il saper Trattare questi momenti ti rende un Collaboratore di Livello Superiore. O no?
Credo fortemente che la Leadership non risieda nel Ruolo che si ricopre ma nella Qualità che si ha nel Gestire quel Ruolo, nell'Assumersi le Responsabilità, nel saper Trattare le Persone che Collaborano per ottenere un Risultato Condiviso, nell'Accettare gli Errori (propri e di altri), nel far Esprimere ognuno al massimo delle sue Possibilità, ecc...
E se chi sta "sopra" di te non è in grado di farlo, beh non scoraggiarti, c'è sempre Uno/a pronto/a a dare l'Esempio: fallo tu!
A nessuno piace avere una conversazione difficile col capo, ma può essere uno strumento di grande valore per costruire un rapporto di fiducia. Provate a compiere questi quattro passi la prossima volta che avrete bisogno di condividere delle cattive notizie:
1 - Descrivete il problema.
Fornite una panoramica generale e mostrate l'impatto specifico che avrà sul vostro lavoro e sugli obiettivi dell'azienda.
2 - Identificate la soluzione.
Spiegate come avete già tentato di risolvere il problema e cosa avete imparato da quei tentativi. Raccomandate uno specifico corso d'azione, assieme alle alternative che consentano al vostro capo di scegliere un'opzione.
3 - Discutete i benefici.
Concentratevi su esempi concreti di come la vostra idea potrà avere successo, se avete già testato il vostro approccio su una piccola scala ottenendo buoni risultati, condividete l'informazione al riguardo.
4 - Accettate la responsabilità.
Dimostrate il vostro impegno per ottenere il successo. Lavorate con il vostro dirigente per sviluppare un piano finale d'azione.
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venerdì 22 febbraio 2013
Cosa rende speciale la vostra azienda? (HBR)
"Le cose sono unite da legami invisibili: non puoi cogliere un fiore senza turbare una stella" (Galileo Galilei)
RIFLESSIONE GENERALE
"Parlare oscuramente lo sa fare ognuno. Chiaro pochissimi" (Galileo Galilei)
L’eccessiva attenzione dei CEO, dei Managers, degli Imprenditori, ecc... per i risultati di breve termine [leggi il post Non sacrificate la crescita a lungo termine solo per centrare le vostre previsioni (HBR)], svuota di Significato le prospettive a lungo termine delle loro Organizzazioni.
Mi chiedo: "Cosa accadrebbe, invece, se si scoprisse che la Performance Economiche affondano le loro Radici nella Consapevolezza Personale, nell'Autenticità, nell'Integrità, nell'Arte dell'Ascolto, nella Padronanza del Domandare, nella Qualità Emozionale dei Rapporti Interpersonali, nell'uso Magistrale del Feedback, nel considerare gli Errori solo normali accadimenti sul Percorso, ecc...?"
QUELLO CHE NON PUOI MISURARE NON PUOI FAR CRESCERE!
"Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non è misurabile" (Galileo Galilei)
Sarebbe proprio un grande Aiuto, non è vero?
Lascio la parola agli esperti della HBR...
Le aziende che si focalizzano sulle loro specifiche capacità si posizionano nel modo migliore per crescere. Ma la maggior parte delle imprese, come la maggior parte delle persone, non sono particolarmente consapevoli delle loro straordinarie capacità, per non dire delle loro straordinarie deficienze. Per realizzare la crescita avete bisogno di sapere cosa rende speciale la vostra azienda. Vedere il mondo attraverso gli occhi dei vostri clienti e dei vostri concorrenti è il modo migliore per capire cosa vi fa diversi. Ponetevi le tre seguenti domande per mettere in luce i punti di forza che possono catalizzare una nuova spinta alla crescita:
Le risposte vi aiuteranno a determinare quali sono i vostri punti di forza più importanti e come concentrarvi su questi per realizzare la crescita.
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Sempre spunti interessanti da parte della Harvard Business Review.
RIFLESSIONE GENERALE
"Parlare oscuramente lo sa fare ognuno. Chiaro pochissimi" (Galileo Galilei)
L’eccessiva attenzione dei CEO, dei Managers, degli Imprenditori, ecc... per i risultati di breve termine [leggi il post Non sacrificate la crescita a lungo termine solo per centrare le vostre previsioni (HBR)], svuota di Significato le prospettive a lungo termine delle loro Organizzazioni.
Mi chiedo: "Cosa accadrebbe, invece, se si scoprisse che la Performance Economiche affondano le loro Radici nella Consapevolezza Personale, nell'Autenticità, nell'Integrità, nell'Arte dell'Ascolto, nella Padronanza del Domandare, nella Qualità Emozionale dei Rapporti Interpersonali, nell'uso Magistrale del Feedback, nel considerare gli Errori solo normali accadimenti sul Percorso, ecc...?"
QUELLO CHE NON PUOI MISURARE NON PUOI FAR CRESCERE!
"Misura ciò che è misurabile e rendi misurabile ciò che non è misurabile" (Galileo Galilei)
Il post di oggi ti porta per mano, attraverso 3 Domande (quanto mi piacciono le Domande!), alla scoperta dei punti di Forza della Tua Organizzazione. Mi permetto di aggiungere soltanto che tra il Potenziale a tua disposizione è necessario considerare anche i punti Deboli... Sembrerà strano ma se non li tieni in Considerazione potresti avere una visione miope del Sistema che stai Osservando. Se proprio vuoi completare l'opera, puoi aggiungere anche le Minacce e le Opportunità. E anche qui mi lascio andare ad una Riflessione ad alta voce: "cosa accadrebbe se tutte le Abilità elencate, alla fine del punto precedente, potessero essere Misurate?"
Sarebbe proprio un grande Aiuto, non è vero?
Lascio la parola agli esperti della HBR...
Le aziende che si focalizzano sulle loro specifiche capacità si posizionano nel modo migliore per crescere. Ma la maggior parte delle imprese, come la maggior parte delle persone, non sono particolarmente consapevoli delle loro straordinarie capacità, per non dire delle loro straordinarie deficienze. Per realizzare la crescita avete bisogno di sapere cosa rende speciale la vostra azienda. Vedere il mondo attraverso gli occhi dei vostri clienti e dei vostri concorrenti è il modo migliore per capire cosa vi fa diversi. Ponetevi le tre seguenti domande per mettere in luce i punti di forza che possono catalizzare una nuova spinta alla crescita:
- Perché, realmente, i clienti scelgono la nostra offerta?
- Quali delle nostre capacità sono veramente migliori di quelle dei concorrenti?
- Quanto sarebbe difficile per una start-up da sottoscala replicare ciò che abbiamo fatto?
Le risposte vi aiuteranno a determinare quali sono i vostri punti di forza più importanti e come concentrarvi su questi per realizzare la crescita.
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martedì 12 febbraio 2013
Non sacrificate la crescita a lungo termine solo per centrare le vostre previsioni (HBR)
Tutto-e-Subito!
Tutto-e-Subito!
Una tipica conseguenza di quella trappola è prendere il buono subito per lasciare il meglio!
Questo, di seguito, è un set di consigli che arriva direttamente dalla Harvard Business Review e che segue, in un certo senso, i consigli del post di ieri ["Approfondite gli studi, rischiate e accettate i cambiamenti" (P. Di Marco)].
Sono certo ti sarà utile...
Quando vi rendete conto che le previsioni che avete fissato per il trimestre o l'anno sono semplicemente non realizzabili, sorge la tentazione di adottare misure drastiche. Ma state bene attenti a come raggiungete i vostri obiettivi. Eccovi qua tre suggerimenti per avviare delle azioni senza trascurare i vostri target di lungo periodo:
- Conservate la vostra capacità di crescere. Il vostro primo istinto può essere di tagliare gli investimenti che non offrano un ritorno a breve. Questi tagli possono forzare i profitti, ma possono anche compromettere la capacità di un'azienda di realizzare gli obiettivi di crescita a lungo termine.
- Non affrettate le nuove idee. Accelerare idee innovative ma ancora in fasi immature per colmare un divario sul breve può condurre a dei buchi ancora più grossi se le idee collassano. Evitate di coprire problemi di carattere operativo con idee ancora nello stadio di sviluppo.
- Fate di più con meno. Le pressioni a breve termine equivalgono probabilmente a minori investimenti in innovazione. Ma ricordate che la scarsità può talvolta stimolare un'utile creatività.
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Tutto-e-Subito!
Tutto-e-Subito!
Faccio spesso riferimento a questa trappola nella quale si cade facilmente sia nella Vita Privata che in quella Professionale (ma se il nostro modello mentale è quello, che differenza può fare il contesto?).
Una tipica conseguenza di quella trappola è prendere il buono subito per lasciare il meglio!
Questo, di seguito, è un set di consigli che arriva direttamente dalla Harvard Business Review e che segue, in un certo senso, i consigli del post di ieri ["Approfondite gli studi, rischiate e accettate i cambiamenti" (P. Di Marco)].
Sono certo ti sarà utile...
Quando vi rendete conto che le previsioni che avete fissato per il trimestre o l'anno sono semplicemente non realizzabili, sorge la tentazione di adottare misure drastiche. Ma state bene attenti a come raggiungete i vostri obiettivi. Eccovi qua tre suggerimenti per avviare delle azioni senza trascurare i vostri target di lungo periodo:
- Conservate la vostra capacità di crescere. Il vostro primo istinto può essere di tagliare gli investimenti che non offrano un ritorno a breve. Questi tagli possono forzare i profitti, ma possono anche compromettere la capacità di un'azienda di realizzare gli obiettivi di crescita a lungo termine.
- Non affrettate le nuove idee. Accelerare idee innovative ma ancora in fasi immature per colmare un divario sul breve può condurre a dei buchi ancora più grossi se le idee collassano. Evitate di coprire problemi di carattere operativo con idee ancora nello stadio di sviluppo.
- Fate di più con meno. Le pressioni a breve termine equivalgono probabilmente a minori investimenti in innovazione. Ma ricordate che la scarsità può talvolta stimolare un'utile creatività.
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martedì 4 dicembre 2012
Cosa dovete aspettarvi se accettate il lavoro sbagliato (HBR)
Questo, proposto dalla HBR, è quello che normalmente accade quando si è "costretti" ad accettare un lavoro che non è il lavoro che si desidera fare (ne parlavo proprio ieri con una Collaboratrice). Certo, forse non è da tutti poter ottenere quello che si ama ma una domanda è d'obbligo: "lo si cerca veramente?" O quest'altra: "Si è disposti a fare tutto il necessario per trovarlo?" O ancora: "Ci si prepara a sufficienza per offrire il proprio Contributo, le proprie Esclusive Risorse, il proprio Unico Valore e farlo comprendere a chi ci sta scegliendo?"
Ho accennato ad alcune Cause, ed ecco invece alcune Conseguenze a cui fa riferimento la Harvard Business Review...
Con l'economia in queste condizioni, molti pensano che sarebbe folle rifiutare un lavoro. Certo, se siete disoccupati, potreste aver bisogno di accettare qualunque posizione vi venga offerta. Ma se state pensando a un lavoro che non è giusto per voi, questi sono i rischi:
Restare incastrati. Una volta che siete in un certo posto di lavoro, organizzazione o campo potrebbe essere difficile per il vostro capo immaginarvi in un ruolo diverso.
Scarsa performance. Se non vi impegnate in un lavoro, è difficile che lo prendiate sul serio. Questo alimenterà la vostra insoddisfazione e può rendere difficile avere buone referenze in futuro.
Costo/opportunità. Probabilmente continuerete a cercare un altro lavoro. Se accettate la proposta sbagliata, potreste perdere in futuro altre possibili offerte. Potreste invece decidere di restare nel mercato del lavoro e fare tutto ciò che potete per far sì che si materializzino offerte più promettenti.
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Ho accennato ad alcune Cause, ed ecco invece alcune Conseguenze a cui fa riferimento la Harvard Business Review...
Con l'economia in queste condizioni, molti pensano che sarebbe folle rifiutare un lavoro. Certo, se siete disoccupati, potreste aver bisogno di accettare qualunque posizione vi venga offerta. Ma se state pensando a un lavoro che non è giusto per voi, questi sono i rischi:
Restare incastrati. Una volta che siete in un certo posto di lavoro, organizzazione o campo potrebbe essere difficile per il vostro capo immaginarvi in un ruolo diverso.
Scarsa performance. Se non vi impegnate in un lavoro, è difficile che lo prendiate sul serio. Questo alimenterà la vostra insoddisfazione e può rendere difficile avere buone referenze in futuro.
Costo/opportunità. Probabilmente continuerete a cercare un altro lavoro. Se accettate la proposta sbagliata, potreste perdere in futuro altre possibili offerte. Potreste invece decidere di restare nel mercato del lavoro e fare tutto ciò che potete per far sì che si materializzino offerte più promettenti.
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martedì 23 ottobre 2012
Avere un'idea su come dare consigli...
Se la gente, normalmente, ama dare consigli pensa un po' se non può darli una ministra (anche se mi sembra sempre la stessa minestra...)!!!
Prima Monti, adesso Fornero.
Può essere utile ascoltare quello che pensano e dicono gli altri, ma può succedere che ci diano anche suggerimenti imprecisi, inappropriati, banali, fuori luogo, sciocchi, senza fondamenta, senza informazioni, ecc...
Questa mattina, mentre correvo sulla riva del mare con la musica delle onde in sottofondo, pensavo e mi chiedevo quale potesse essere il processo utile (per me) per evitare consigli "a caso" o per offrire un buon consiglio. Ecco, allora, alcune riflessioni su come abbassare le probabilità di dire "cazzate":
- Sapere. Mi rendo conto che in molti sanno! E lo sperimento fortemente il lunedì mattina quando i molti (col senno di poi) sapevano perfettamente come vincere la partita di calcio della squadra del cuore: tutti allenatori! Come diventano tutti velisti quando si è in periodo di Coppa America...
- Fare. Si abbassa vertiginosamente la percentuale quando chiedi, col fare un po' distratto del tenete Colombo, se qualcuno di loro ha mai giocato in Serie A o allenato una squadra di calcio...
- Saper Fare. Se nel punto precedente la percentuale si abbassava parecchio, qui arriva quasi sempre al di sotto del 5%! Infatti, per poter parlare con cognizione di causa, c'è bisogno di Conoscenza (prima) e di Comprensione (poi) che si acquisisce con gli anni di pratica quotidiana. Dice la saggezza orientale: "quando arrivi alla cintura nera (ndr. almeno 10 anni!!!) sei solo all'inizio"! Pensa un po'!
- Far Sapere. Dopo aver acquisito la Padronanza è utile condividerla ma (solo) con chi la cerca, con chi la vuole...
- Saper Far Fare. Questa è davvero un'abilità rarissima. Un mix tra l'Insegnare e l'Educare, tra il dare e il ricevere Feedback; tra il capire i Bisogni e l'offrire Soluzioni, tra le Cause e gli Effetti, ecc... Il Saper Far Fare, infine, è fortemente dipendente dal Contesto...
Dall'HARVARD BUSINESS REVIEW alcuni consigli pratici:
- Fate richieste mirate. Invece di chiedere chi è disponibile a parlarvi, create un elenco di persone che hanno accesso a un numero rilevante di risorse e informazioni e hanno esperienza sul vostro problema. Queste sono le persone che dovete contattare per prime.
- Inquadrate il problema. Capite di cosa avete bisogno prima di chiedere consigli. Ascoltate ed esplorate i limiti del vostro punto di vista.
- Focalizzate il discorso. Se la persona che vi sta consigliando giunge a temi o analogie poco correlate, riportate la discussione sul giusto binario. La maggior parte delle persone non si offende se riportate la discussione sull'argomento principe.
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Prima Monti, adesso Fornero.
Può essere utile ascoltare quello che pensano e dicono gli altri, ma può succedere che ci diano anche suggerimenti imprecisi, inappropriati, banali, fuori luogo, sciocchi, senza fondamenta, senza informazioni, ecc...
Questa mattina, mentre correvo sulla riva del mare con la musica delle onde in sottofondo, pensavo e mi chiedevo quale potesse essere il processo utile (per me) per evitare consigli "a caso" o per offrire un buon consiglio. Ecco, allora, alcune riflessioni su come abbassare le probabilità di dire "cazzate":
- Sapere. Mi rendo conto che in molti sanno! E lo sperimento fortemente il lunedì mattina quando i molti (col senno di poi) sapevano perfettamente come vincere la partita di calcio della squadra del cuore: tutti allenatori! Come diventano tutti velisti quando si è in periodo di Coppa America...
- Fare. Si abbassa vertiginosamente la percentuale quando chiedi, col fare un po' distratto del tenete Colombo, se qualcuno di loro ha mai giocato in Serie A o allenato una squadra di calcio...
- Saper Fare. Se nel punto precedente la percentuale si abbassava parecchio, qui arriva quasi sempre al di sotto del 5%! Infatti, per poter parlare con cognizione di causa, c'è bisogno di Conoscenza (prima) e di Comprensione (poi) che si acquisisce con gli anni di pratica quotidiana. Dice la saggezza orientale: "quando arrivi alla cintura nera (ndr. almeno 10 anni!!!) sei solo all'inizio"! Pensa un po'!
- Far Sapere. Dopo aver acquisito la Padronanza è utile condividerla ma (solo) con chi la cerca, con chi la vuole...
- Saper Far Fare. Questa è davvero un'abilità rarissima. Un mix tra l'Insegnare e l'Educare, tra il dare e il ricevere Feedback; tra il capire i Bisogni e l'offrire Soluzioni, tra le Cause e gli Effetti, ecc... Il Saper Far Fare, infine, è fortemente dipendente dal Contesto...
Dall'HARVARD BUSINESS REVIEW alcuni consigli pratici:
- Fate richieste mirate. Invece di chiedere chi è disponibile a parlarvi, create un elenco di persone che hanno accesso a un numero rilevante di risorse e informazioni e hanno esperienza sul vostro problema. Queste sono le persone che dovete contattare per prime.
- Inquadrate il problema. Capite di cosa avete bisogno prima di chiedere consigli. Ascoltate ed esplorate i limiti del vostro punto di vista.
- Focalizzate il discorso. Se la persona che vi sta consigliando giunge a temi o analogie poco correlate, riportate la discussione sul giusto binario. La maggior parte delle persone non si offende se riportate la discussione sull'argomento principe.
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martedì 8 maggio 2012
Trasformate i vostri dipendenti in tifosi dell'azienda (HBR Italia)
Cultura Aziendale.
Ce ne vuole per costruirla, ce ne vuole!
I dipendenti appassionati e leali fanno bene all'azienda tanto quanto i clienti devoti. Rimangono per più tempo, lavorano con più creatività e producono di più. Come fare allora a trasformare i dipendenti in sostenitori della vostra azienda? Ecco alcuni semplici suggerimenti.
- Eliminate i sondaggi annuali dei dipendenti. Sono inefficaci e inaffidabili. Fate spesso indagini sui dipendenti ma con poche, semplici domande. Provate a chiedere: Consiglieresti questa azienda ad un amico come posto in cui lavorare? Quanto consiglieresti i prodotti o servizi di questa azienda a un potenziale cliente? Perché si o perché no?
- Fornite ai dipendenti i feedback dei vostri clienti. Quando i dipendenti ascoltano in prima persona i clienti, comprendono meglio e sono più sensibili all'azione. Un feedback positivo li spinge a mantenere un buon livello di lavoro. Le critiche, invece, motivano a migliorare le loro performance.
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Ce ne vuole per costruirla, ce ne vuole!
Ma come ho detto in altre occasioni (leggi i post LA CULTURA STARBUCKS e LA CULTURA IKEA), la Cultura Aziendale parte dalla Leadership Personale e si sviluppa attraverso quella di Team e arriva (quando ci arriva) e pervade l'intera Organizzazione.
"Mostrate fiducia nei vostri uomini ed essi faranno in modo di meritarsela; trattateli da professionisti seri, ed essi faranno di tutto per non deludervi" dice Ralph Waldo Emerson (scrittore americano)
Per quanto mi riguarda ho le idee molto chiare su come crearla e gestirla attraverso strumenti adeguati di Management e di Leadership ma in questo post leggi i consigli della settimana di HBR Italia.
Ah! Quasi dimenticavo questa perla (dedicata ai tanti giovani manager che incontro) del saggio Oliver Wendell Holmes, fisico e professore americano: "L'uomo giovane sa tutte le regole ma l'uomo anziano conosce le eccezioni".
I dipendenti appassionati e leali fanno bene all'azienda tanto quanto i clienti devoti. Rimangono per più tempo, lavorano con più creatività e producono di più. Come fare allora a trasformare i dipendenti in sostenitori della vostra azienda? Ecco alcuni semplici suggerimenti.
- Eliminate i sondaggi annuali dei dipendenti. Sono inefficaci e inaffidabili. Fate spesso indagini sui dipendenti ma con poche, semplici domande. Provate a chiedere: Consiglieresti questa azienda ad un amico come posto in cui lavorare? Quanto consiglieresti i prodotti o servizi di questa azienda a un potenziale cliente? Perché si o perché no?
- Fornite ai dipendenti i feedback dei vostri clienti. Quando i dipendenti ascoltano in prima persona i clienti, comprendono meglio e sono più sensibili all'azione. Un feedback positivo li spinge a mantenere un buon livello di lavoro. Le critiche, invece, motivano a migliorare le loro performance.
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mercoledì 2 maggio 2012
Imparare a essere un leader (HBR Italia)
Cosa si scrive su HBR
Questo quanto riporta l'articolo della HBR Italia scelto per te.La leadership non è un tratto caratteriale che ci si porta dietro dalla nascita, ma può essere appresa. Il segreto risiede nel metterla in pratica prima che ve ne sia la necessità professionale.
Iniziate concentrandovi sulle piccole scelte che state compiendo adesso, come ad esempio chi mettere all'interno del vostro team o quali venditori utilizzare per una particolare area.
Una volta passati all'azione chiedetevi: era la decisione giusta? Avrei potuto comportarmi diversamente? Questo vi aiuterà nel prendere decisioni migliori in futuro, avendo anche la possibilità di imparare dai vostri inevitabili errori. Potrete allenare le vostre di leadership man mano che prenderete decisioni con più importanti e con più ampie conseguenze.
Cosa si scrive su zF
Questo, invece, uno spunto per definire come vivere al meglio lontani dai 2-fattori-2 che determinano il più grande numero di vittime tra gli aspiranti Leaders...DUE CREDENZE TOSSICHE
1) Il più comune è la convinzione della nostra impotenza di far accadere delle cose a cui teniamo davvero (davvero-davvero?);
2) Il secondo è quando siamo convinti che non meritiamo qualcosa che desideriamo davvero (davvero-davvero?)
Ah, le convinzioni!
DUE RISORSE NECESSARIE
Ma, allora, cosa ci vuole per cambiare e dirigersi verso il territorio della Leadership?
Mmmmmm, vediamo un po':
1) Bisogni (esterni);
2) Intenzione (interna).
TO BE CONTINUED...
Magari un giorno mi spiegherò meglio...
Ma intanto rifletti su questa frase: "La spada ha due lame: quella che uccide e quella guarisce. Quale userai oggi?" Proverbio samurai
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venerdì 20 aprile 2012
Il metodo migliore per sviluppare una strategia (HBR)
RASSEGNARSI - etimo - uniformarsi al volere altrui, all'altrui volontà.
Questo non mi piace e sono certo non piaccia neanche a te, vero?
E allora, dalla Harvard Business Review arriva un piccolo pattern operativo per gestire l'incertezza nella quale spesso ci si ritrova...
Quando la vostra azienda deve affrontare l'incertezza e ha bisogno di sviluppare una strategia efficace, cercate di farlo nel modo migliore. Ecco tre semplici suggerimenti:
- Definite la sfida. Il vostro team di leadership non può andare avanti senza che ogni suo membro sia d'accordo sul problema che state tentando di risolvere. Un volta che vi siete allineati, focalizzatevi sulle questioni più importanti ed evitate discussioni.
- Definite la destinazione. Definite il punto di arrivo e come arrivarci.
- Sviluppate varie opzioni. Nel mercato i cambiamenti sono inevitabili. Fate spazio ad approcci alternativi che consentono di rispondere in maniera adeguata a eventi incerti.
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Questo non mi piace e sono certo non piaccia neanche a te, vero?
E allora, dalla Harvard Business Review arriva un piccolo pattern operativo per gestire l'incertezza nella quale spesso ci si ritrova...
Quando la vostra azienda deve affrontare l'incertezza e ha bisogno di sviluppare una strategia efficace, cercate di farlo nel modo migliore. Ecco tre semplici suggerimenti:
- Definite la sfida. Il vostro team di leadership non può andare avanti senza che ogni suo membro sia d'accordo sul problema che state tentando di risolvere. Un volta che vi siete allineati, focalizzatevi sulle questioni più importanti ed evitate discussioni.
- Definite la destinazione. Definite il punto di arrivo e come arrivarci.
- Sviluppate varie opzioni. Nel mercato i cambiamenti sono inevitabili. Fate spazio ad approcci alternativi che consentono di rispondere in maniera adeguata a eventi incerti.
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mercoledì 4 aprile 2012
Fate in modo che il vostro team operi da imprenditore (HBR)
Il consiglio odierno della HBR Italia non è dei più praticabili, senza un'adeguata preparazione, ma vale la pena rifletterci sopra. Per renderlo applicabile sarebbe necessario aver già trasmesso all'intera organizzazione quella che viene definita Cultura Aziendale (e di cui si è parlato nel post LA CULTURA IKEA del 28 marzo scorso). Se non c'è un contesto adeguato nel quale far fiorire il Cambiamento, diventa difficile che gli sforzi avranno risultati produttivi (si creerà perció frustrazione). Necessita, prima di tutto, una chiara definizione dei Valori e degli Obiettivi del Leader, poi l'adeguata preparazione del team ed infine il coinvolgimento dell'intera Organizzazione...
E' comune che nella maggior parte delle aziende che i team di cambiamento restino vittima della macchina burocratica. Generalmente passa sempre molto tempo prima che un progetto venga realizzato a causa delle attese per l'approvazione delle risorse necessarie. Ma esiste un modo per aggirare il problema: aiutare i vostri membri del team a pensare ed agire da imprenditori. Per farlo, provate e seguire questi consigli:
- Sperimentate. Sfidate una o due persone del vostro team a portare avanti un progetto senza analizzarlo e proteggeteli da coloro che potrebbero mettere in discussione questo approccio.
- Trasmette i risultati. Condividete i risultati di questo esperimento con gli altri leader della vostra azienda e incoraggiateli a supportare il progetto.
- Gestite da vicino. Durante le fasi di sviluppo assicuratevi che i costi non eccedano mai la soglia massima di perdita accettabile per la vostra azienda.
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E' comune che nella maggior parte delle aziende che i team di cambiamento restino vittima della macchina burocratica. Generalmente passa sempre molto tempo prima che un progetto venga realizzato a causa delle attese per l'approvazione delle risorse necessarie. Ma esiste un modo per aggirare il problema: aiutare i vostri membri del team a pensare ed agire da imprenditori. Per farlo, provate e seguire questi consigli:
- Sperimentate. Sfidate una o due persone del vostro team a portare avanti un progetto senza analizzarlo e proteggeteli da coloro che potrebbero mettere in discussione questo approccio.
- Trasmette i risultati. Condividete i risultati di questo esperimento con gli altri leader della vostra azienda e incoraggiateli a supportare il progetto.
- Gestite da vicino. Durante le fasi di sviluppo assicuratevi che i costi non eccedano mai la soglia massima di perdita accettabile per la vostra azienda.
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giovedì 29 marzo 2012
Trasformate i vostri rivali in alleati (HBR Italia)
Rosabeth Moss Kanter (nominata tra le 50 donne più potenti del mondo - Times di Londra - e tra i 50 pensatori d´affari più influenti del mondo - Accenture e Thinkers 50) è una rinomata scienziata sociale il cui lavoro si concentra sulle dinamiche della Leadership Organizzativa e del Cambiamento.
La Kanter è Chair/Director della Advanced Leadership Initiative presso Harvard Business School), nel 1985, coniò un termine che mi piace molto: Change Master (Maestro del Cambiamento).
Quello di cui parla Rosabeth Moss Kanter è un misto di Risorse che fanno la differenza nel mondo interiore (dal quale è sempre opportuno partire) e, di conseguenza, nel mondo "là fuori".
Gli ingredienti che formano i Valori e la capacità del Change Master sono il Coraggio, la Creatività, l'Integrità, la Congruenza, la Giocosità, l'Autenticità, la Collaborazione, ecc... Un po' quello che accade con le tecniche di difesa personale orientali, dove si trasforma l'attacco e la forza dell'avversario in energia utile per se stessi...
Ecco il consiglio di oggi della HBR Italia su come creare questo contesto...
Quando gli obiettivi e le priorità di un collega risultano essere apparentemente l'opposto delle vostre, è facile che sopraggiunga la tentazione di demonizzarlo. Sviluppare una valutazione negativa di altre persone è la risposta comune ad una situazione conflittuale, ma è un comportamento che non risulta particolarmente produttivo ed intelligente.
In realtà, così facendo, si compromette la capacità di esercitare la vostra influenza. Provate a conoscerlo meglio. Sedetevi e provate a parlare di ciò che gli interessa e di cui si occupa.
In questo modo, potreste scoprire che l'origine del vostro conflitto è in realtà un'area di interesse comune. E così da nemici, potreste diventare naturali alleati.
La Kanter è Chair/Director della Advanced Leadership Initiative presso Harvard Business School), nel 1985, coniò un termine che mi piace molto: Change Master (Maestro del Cambiamento).
Quello di cui parla Rosabeth Moss Kanter è un misto di Risorse che fanno la differenza nel mondo interiore (dal quale è sempre opportuno partire) e, di conseguenza, nel mondo "là fuori".
Gli ingredienti che formano i Valori e la capacità del Change Master sono il Coraggio, la Creatività, l'Integrità, la Congruenza, la Giocosità, l'Autenticità, la Collaborazione, ecc... Un po' quello che accade con le tecniche di difesa personale orientali, dove si trasforma l'attacco e la forza dell'avversario in energia utile per se stessi...
Ecco il consiglio di oggi della HBR Italia su come creare questo contesto...
Quando gli obiettivi e le priorità di un collega risultano essere apparentemente l'opposto delle vostre, è facile che sopraggiunga la tentazione di demonizzarlo. Sviluppare una valutazione negativa di altre persone è la risposta comune ad una situazione conflittuale, ma è un comportamento che non risulta particolarmente produttivo ed intelligente.
In realtà, così facendo, si compromette la capacità di esercitare la vostra influenza. Provate a conoscerlo meglio. Sedetevi e provate a parlare di ciò che gli interessa e di cui si occupa.
In questo modo, potreste scoprire che l'origine del vostro conflitto è in realtà un'area di interesse comune. E così da nemici, potreste diventare naturali alleati.
giovedì 22 marzo 2012
Incoraggiate l'innovazione nel vostro team (HBR)
Altri tre consigli della HBR che ritengo utili da condividere con te.
Come scrivo e dico spesso (proprio ieri postavo l´articolo di Michael Hall - DISCIPLINED INNOVATION (The Secret for being Creative and Successful), c´é bisogno di flessibilitá, per approdare nel meraviglioso mondo della Creativitá.
C´é bisogno di comprendere globalmente i Processi per poi inserirli nel tuo contesto personale e offrire ai tuoi Contenuti specifici delle nuove e magiche opportunitá. Questa trilogia mi suona come una serie da tenere ben in vista e da usare come una fidata bussola...
Le aziende hanno bisogno di innovazione su tutti i fronti. Ma molti manager non innovano perché credono che non rientri nelle loro mansioni. Ecco alcuni suggerimenti su come costruire una cultura "amica" dell'innovazione nel vostro team:
- Implementate velocemente alcune idee.
Individuate all'interno del team poche idee semplici che vi faranno risparmiare tempo o miglioreranno il servizio ai clienti. Scegliete una o due e implementatele subito per dimostrare la bontà dell'approccio.
- Identificate un obiettivo ambizioso.
Una volta che il vostro team ha guadagnato fiducia nella propria capacità di innovare, scegliete un obiettivo più ambizioso. Potete ridurre i costi del 50%? Potete creare servizi che migliorano in modo radicale il valore per i vostri clienti?
- Favorite continuamente l'innovazione.
Inserite l'innovazione come voce nel ciclo di performance. Incoraggiate i colleghi che stanno tentando nuovi approcci, anche se i risultati non sono ancora perfetti. E date al vostro team tempo per pensare e esprimere la propria innovatività, senza essere schiacciate dal fardello delle attività di routine.
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Come scrivo e dico spesso (proprio ieri postavo l´articolo di Michael Hall - DISCIPLINED INNOVATION (The Secret for being Creative and Successful), c´é bisogno di flessibilitá, per approdare nel meraviglioso mondo della Creativitá.
C´é bisogno di comprendere globalmente i Processi per poi inserirli nel tuo contesto personale e offrire ai tuoi Contenuti specifici delle nuove e magiche opportunitá. Questa trilogia mi suona come una serie da tenere ben in vista e da usare come una fidata bussola...
- Implementate velocemente alcune idee.
Individuate all'interno del team poche idee semplici che vi faranno risparmiare tempo o miglioreranno il servizio ai clienti. Scegliete una o due e implementatele subito per dimostrare la bontà dell'approccio.
- Identificate un obiettivo ambizioso.
Una volta che il vostro team ha guadagnato fiducia nella propria capacità di innovare, scegliete un obiettivo più ambizioso. Potete ridurre i costi del 50%? Potete creare servizi che migliorano in modo radicale il valore per i vostri clienti?
- Favorite continuamente l'innovazione.
Inserite l'innovazione come voce nel ciclo di performance. Incoraggiate i colleghi che stanno tentando nuovi approcci, anche se i risultati non sono ancora perfetti. E date al vostro team tempo per pensare e esprimere la propria innovatività, senza essere schiacciate dal fardello delle attività di routine.
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giovedì 15 marzo 2012
L'uso frequente di parole senza senso (HBR)
Tre utilissimi consigli dalla HBR Italia. "A essere onesti", "io credo" una delle migliori riviste che conosca... "Come ho detto" - ma non me ne sono accorto! - "noi non siamo" quelli che leggono magazine di serie B!!!
;-)
Frasi senza senso come "A essere onesti" o "Come ho detto" spopolano spesso durante riunioni e presentazioni. Ricorrere all'utilizzo di queste espressioni può minare la vostra credibilità. Provate a sostituire questo linguaggio generico con uno più ricco di significato, seguendo questi brevi consigli:
- Passate dal condizionale all'indicativo.
Esprimersi ricorrendo a frasi come "Io credo" o "Noi pensiamo" indebolisce le vostre tesi. Provate a ricorrere ad espressioni più forti come "Siamo fiduciosi" o "Ci aspettiamo".
- Siate positivi.
Le affermazioni negative suonano come una modalità di difesa e non forniscono informazioni utili. Invece di dire "Noi non siamo", raccontate esattamente ciò che siete.
- Evitate i luoghi comuni.
Frasi fatte e preconcetti come ad esempio "E' colpa del Marketing che non ci ha fornito gli strumenti promozionali" (detta dalle Vendite) non fanno altro che aumentare delle dicotomie senza aggiungere molto all'analisi.
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;-)
Frasi senza senso come "A essere onesti" o "Come ho detto" spopolano spesso durante riunioni e presentazioni. Ricorrere all'utilizzo di queste espressioni può minare la vostra credibilità. Provate a sostituire questo linguaggio generico con uno più ricco di significato, seguendo questi brevi consigli:
- Passate dal condizionale all'indicativo.
Esprimersi ricorrendo a frasi come "Io credo" o "Noi pensiamo" indebolisce le vostre tesi. Provate a ricorrere ad espressioni più forti come "Siamo fiduciosi" o "Ci aspettiamo".
- Siate positivi.
Le affermazioni negative suonano come una modalità di difesa e non forniscono informazioni utili. Invece di dire "Noi non siamo", raccontate esattamente ciò che siete.
- Evitate i luoghi comuni.
Frasi fatte e preconcetti come ad esempio "E' colpa del Marketing che non ci ha fornito gli strumenti promozionali" (detta dalle Vendite) non fanno altro che aumentare delle dicotomie senza aggiungere molto all'analisi.
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mercoledì 29 febbraio 2012
Utilizzate bene il vostro network digitale (HBR)
Molti detestano, demonizzano, disprezzano i social networks. Ci sta, ci può stare, hanno le loro ragioni ed ogni idea è comunque rispettabile. Oggi, sul post preso sulla HBR Italia, viene proposto un uso pratico e utile del social network. In più mi piace ricordare che di per sé, il social network, non ha nulla di buono o di cattivo, l'unica discriminante la opera chi lo usa...
La grande maggioranza dei manager sa come usare gli strumenti di comunicazione online, come Linkedin e Facebook, per costruire il proprio network. In realtà, però, sono pochi quelli che usano questo tipo di reti per raccogliere informazioni ed esercitare la propria influenza.
Ecco tre consigli su cosa potete fare grazie ad un network digitale molto forte:
- Testare le idee. Fate un test per i vostri nuovi progetti e le vostre strategie dentro e fuori la vostra organizzazione. Proponete un'idea per vedere quanti "Mi piace" genera o per indirizzare le persone ad aderire a un sondaggio.
- Creare collegamenti. Aumentate la vostra influenza diventando un ponte tra gruppi non collegati tra loro. Identificate le potenziali collaborazioni e quindi presentatevi.
- Dare feedback. Le persone con una buona rete di relazioni fanno affidamento sui loro contatti per ricevere un feedback: postate un messaggio su una attività o progetto che vi sta impegnando e chiedete opinioni e consigli.
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La grande maggioranza dei manager sa come usare gli strumenti di comunicazione online, come Linkedin e Facebook, per costruire il proprio network. In realtà, però, sono pochi quelli che usano questo tipo di reti per raccogliere informazioni ed esercitare la propria influenza.
Ecco tre consigli su cosa potete fare grazie ad un network digitale molto forte:
- Testare le idee. Fate un test per i vostri nuovi progetti e le vostre strategie dentro e fuori la vostra organizzazione. Proponete un'idea per vedere quanti "Mi piace" genera o per indirizzare le persone ad aderire a un sondaggio.
- Creare collegamenti. Aumentate la vostra influenza diventando un ponte tra gruppi non collegati tra loro. Identificate le potenziali collaborazioni e quindi presentatevi.
- Dare feedback. Le persone con una buona rete di relazioni fanno affidamento sui loro contatti per ricevere un feedback: postate un messaggio su una attività o progetto che vi sta impegnando e chiedete opinioni e consigli.
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