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venerdì 25 gennaio 2013

I 12 modi per dire Sì


Oggi prendo in prestito un post (del 16 gennaio 2013) dal sito BLESSYOU!
Interessante la varietà di (inimmaginabile, vero?) di cui possiamo disporre... E chissà quante altre Risorse abbiamo e non ne siamo consapevoli!
Buon Fine settimana...

A volte abbiamo bisogno di imparare a dire “No”. Abbiamo bisogno di farlo evitando di offendere l’altra persona e raggiungendo comunque il nostro obiettivo.
Come spiego in Libera la tua vita, dire di “No” ci può tirare fuori dalle situazioni più intricate ed ecco perché è così importante imparare a farlo.
Ma è altrettanto importante imparare a dire “Sì”. Se essere bravi nel dire “No”, può attivare una cintura di sicurezza invisibile, un bel “Sì”, semplice e puntuale, può farci accelerare più di quanto pensiamo. Se il “No” è ciò che ci salva, il “Sì” è ciò che crea. “No” è un difensore, “Sì” è un potenziatore.
E per ogni “No” della nostra vita, dovremmo essere capaci di trovare almeno due “Sì”.
Ecco perchè il nuovo post, ispirato al lavoro di Dragos Rua, è dedicato a 12 modi per dire Sì.
Giochiamo un po’ con l’arte di dire di “Sì”.
1- Lo Voglio!!
Se hai mai chiesto a qualcuno di sposarti (o se ti hanno mai rivolto questa domanda), allora sai cosa intendo: “Lo voglio” è una forma molto interessante di impegno e accettazione totale. Affermi “Lo voglio” con tutta l’aria che hai nei polmoni. Stai quasi urlando, alzi la voce nel tentativo di essere ascoltato. Mi senti? Sono qui! Lo voglio!
2- Facciamolo!
L’approccio pratico per incominciare delle cose insieme. Usi il “facciamolo” quando non vedi l’ora di incominciare, quando hai quasi tutto quello che ti serve, l’unica cosa che manca è appunto il dirlo a voce così alta in modo che l’altra persona ti senta. “Facciamolo” è la risposta definitiva per l’impegno,
É la parte della decisone negli Assi del cambiamento che da vita alla creazione.
3- Sì, perbacco! (con le varianti di Sì cavolo, Si accipicchia ecc)
Piena di entusiasmo e di passione, questa risposta è l’espressione definitiva di libertà, del lasciarsi alle spalle quella vecchia versione di te, e ricominciare da capo. Ogni volta che sentiamo questa risposta sappiamo che sta per succedere qualcosa di nuovo.
4- Io ci sono
Questo è il sì dell’impegno. Se la tua domanda riguarda un qualche piano a lungo termine, ricevere un “Sì” del genere potrebbe essere un buon segno. Dimostra impegno e rigore. Il tranello è che anche l’altra persona sta probabilmente cercando lo stesso rigore ed impegno anche in te, quindi fai attenzione. Sei disposto a darlo?
5- Sono nato per questo
“Aspettavo questa domanda da un pezzo, amico. Ovvio che la mia risposta è sì. Come potrebbe essere diverso da così?” Questo “Sì” ci fa vedere tutto il processo che c’è dietro, la nostra missione, la nostra intenzione più alta.
6- Cosa stiamo aspettando?
La versione del “Sì” della persona impaziente.Se hai fatto il corso “Il potere della comunicazione”, ti sarà facile riconoscerla come una risposta tipica dell’energia di colore rosso.
Questa risposta annulla la domanda in modo definitivo e sposta il focus sull’azione fisica. Se ottieni questo tipo di “Sì” come risposta, vuol dire che la domanda era superflua; dovresti invece darti una mossa ed incominciare a fare le cose.
7- Naturalmente
Educato e freddino. Questo “Sì” va d’accordo con un tè e dei biscottini.  Quando sentiamo questo tipo di “Sì”, aspettiamoci pure di sentire anche un “…ma…”. E in quel caso potrebbe servire una negoziazione
8- Tu guidi, io ti seguo
Qualsiasi “Sì” espresso in questo modo, dimostrerà la più totale fiducia dell’altra parte. È  anche il “Sì” più incerto di tutti perchè lascia a chi guida tutta la responsabilità.
9- Signorsì!
Accettazione di tipo militaresco. Potete rispondere a questo “Sì” con un “Riposo!”. Questo “Sì” ci da l’impulso a continuare la conversazione con frasi brevi, sicure e forti, conosciute anche con il nome di “ordini”. La cosa buffa degli ordini è che tu ti aspetti per lo più che vengano seguiti. Ma non sempre questo accade…
10- Lo stesso mio pensiero
Questo “Sì” è una conferma e una convalida, ed è anche una specie di confessione. Quando lo usiamo è perchè ci fidiamo sul serio dell’altra persona o stiamo cercando di connetterci a livelli più profondi. Che è esattamente quello che succede con questo tipo di “Sì”.
11- Sempre!
Questo oltre ad un sì è una specie di impegno passato, presente e futuro. Se lo ascolti, potrebbe anche non rendersi necessaria la tua domanda successiva. Questo “Sì” è molto spesso l’inizio di una splendida amicizia.
12- Completamente!
È una immersione ed un’accettazione totale, senza riserve. É un sì che ignora il significato del “fare le cose a metà”,  un sì  che ci spinge a fare fino in fondo, fino alla fine.
Qual è il tuo modo preferito di dire di “Sì”? Non è necessario che sia per forza tra questi qui sopra.
Quando dici quel  tipo “Sì”? A chi lo dici? Facci sapere…
Ispirato a Dragos Rua, tradotto da Susanna Eduini, adattato da Lucia Giovannini e Nicola Riva

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Ognuno come può...
Abbi Gioia!
Giannicola

giovedì 8 novembre 2012

“DESERVING” AND WEALTH CREATION (Michael Hall - Neuro-Semantics)


Yesterday I wrote down on my facebook group: “Don’t wish for less problems; wish for more skills.” (Jim Rohn) Today I let you read this following post about the Inside-Out Wealth training in Italy...

“I don't deserve this award, but I have arthritis and I don't deserve that either.” (Jack Benny)
                                                
During the Inside-Out Wealth training in Italy last week, someone asked me a question about the idea of ‘deserving’ wealth.
“How did you get to the place where you felt you deserved to charge what you are now charging?  What did you do to feel that you deserved the wealth that you have created?”

Now I have to admit that at that moment, I was taken aback.  I really did not know what to say or how to answer that question.  So in attempting to answer it, I focused on the relativity of ‘deserving.’
“I find it an interesting question given that you’ve asked about ‘deserving’ wealth.  That’s because, after all, deserving is relative.  A few years ago I read that Donald Trump charges $250,000 for a speech.  And after listening to a couple of his speeches, which were good, but not fantastic or exceptionally inspiring, I knew that I could deliver one as good, if not better (e.g., more practical information, more inspiration, more next steps for self-actualizing one’s wealth potentials).  So do I deserve $250,000 per hour in presentations or trainings?”

Then, as a joke and to inject some humor, I turned to Nicola Riva, who was translating my words into Italian, and who had organized the training as part of his and Lucia’s Neuro-Semantic Trainings there.  I turned to him and suggested that he think in terms of $250,000 per hour regarding my fees!

Yet in that response I knew that my answer was still not sufficient.  I knew that there were aspects, implications, and frames about the question and about the word ‘deserve’ that still needed to be addressed.  So later I spent some “jet lagging” time just thinking about that question.  Then after landing in Chicago at O’Hare airport and waiting for my next flight, I began putting together an answer— one that I’ll use from now on.  So here is what I’ll say next time I’m asked about that:
“Actually, I don’t deserve it.  There’s nothing in my life, skills, or knowledge that demands that I can now require a certain amount of money from anyone.  Whatever I get— whatever the market bears is a fortunate opportunity for which I’m very grateful.  That’s because it’s not about deserving, it’s about the exchange of goals and values—and experiencing that exchange with gratitude from a non-demanding perspective.  So while I don’t deserve it, I do appreciate several facts:
1) I live in a cultural context where there’s a market for my knowledge and skills— in psychology, leadership, coaching, real estate, etc.
2) I’m grateful that what I’ve learned, the competencies that I have developed, the products and services that I have created, the experiences that I can now facilitate for people that can call forth the financial value in the cultures in which I live.  If I lived in some other contexts and cultures, there wouldn’t be the demand, need, or the desire.
3) So I am fortune to live at this time, to have found the markets that I have, and over the years to have created the credibility to win the trust of so many.”

The Neuro-Semantics about “Deserve”
All of this raises questions about “deserve.”  “Deserve” is defined as “to be worthy, suitable for some reward.”  And if I am worthy of some reward, if I “merit” it, then I can require it.  I can demand it.  I can expect it and assume it.  And all of this creates a very unuseful spirit in anyone who takes it on— a sense of entitlement.

Yet when it comes to social rewards (e.g., money, recognition, success, etc.), these occur within a systemic context involving numerous factors.  So what determines whether I get rewarded in a certain way is more than the mere fact of my knowledge and skill.  There are many other variables.  Is there a need for my knowledge and skills?  Is there a desire?  Are there many others who are also supplying the same?  How much supply is there?  Have I effectively packaged my products and services so that people can easily see and recognize the benefits?

The problem with “deserve” is that it implies demand and entitlement, yet there is no basis for being able to demand, expect, or require that others value the value that I offer at a certain amount or rate.  In fact, if I operate from a sense of entitlement and demand what I think I’m worth, I’ll probably undermine what I am offering and making it less attractive.  Money, after all, is also a shared social reality that depends on a great many variables— variables influenced by governments, banks, stock markets, supply and demand, information, etc.

“Deserve” also implies that I have it within my power to force or impose my offering on others.  But in fact I don’t have that power.  No one does.  Whatever monies I can call forth is a matter of negotiation with clients and customers within the context of exchange.

“Deserve” also implies that the amount of money, success, recognition, etc. (social rewards) I receive for my services is connected with my sense of self, maybe even with my personal value.  If I received less than I think that “I deserve” and am entitled to, I should feel bad, feel dis-valued.  Talk about a belief/understanding frame that sets a person up and semantically loads these things!

So “deserve” carries lots of implies frames that, as I think about it, strikes me as increasingly unuseful, even toxic.  So the next time I’m asking about “deserving” wealth or success or anything else, I have my answer prepared—
I don’t deserve it.  What I receive is a gift— a gift within a system of exchange that I appreciate and am grateful for.  I don’t deserve it just as no one deserves it. If I receive success in recognition or in finances— it is a privilege, an honor, and a responsibility in a market that I happen to have entered.”

L. Michael Hall, Ph.D.

Neuro-Semantics homepage
Everyone as best as he can...
Have Joy!
Giannicola

lunedì 13 giugno 2011

IL CAMBIAMENTO SEI TU

Mappa di Astrid Morganne
DO YOU LIKE CHANGE?
Il cambiamento é poco simpatico a molti.
Si preferisce rimanere entro i soliti "sicuri" schemi mentali piuttosto che provare a fare qualcosa di diverso.
Si percepisce spesso il cambiamento come qualcosa di spiacevole e forse lo é davvero. 


QUESTIONE DI FEELING...
Ogni volta, infatti, che ci troviamo in una situazione nuova e sconosciuta percepiamo una sensazione di disagio. Vero?
Ma se riusciamo a vivere in maniera nutriente quel momento, il gioco é fatto!
Sembra facile ma cosí non é...


IL DIFETTO!
In buona sostanza quello che accade di frequente nel mondo é un cambiamento di soli simboli (ad es. partiti politici), di soli mezzi (ad es. tecnologici), di soli contenuti (ad es. discorsi), ecc... e si riscontra un difetto per quel che riguarda l´essere umano: quello cambia piú difficilmente. 


IL SEGRETO
Ogni cambiamento inizia con l´essere umano, non puó prescindere da esso.
Il cambiamento inizia con un´idea che si trasforma in azione.
Ogni giorno abbiamo l´occasione per cogliere un´opportunitá e provare a trasformare le nostre idee.
Ogni volta che incontriamo una nuova persona abbiamo una chance per acquisire nuove idee e per rifinire il nostro sogno.
Ogni momento é l´occasione buona per celebrare quello che stiamo diventando.


Dal libro TUTTA UN´ALTRA VITA (Lucia Giovannini)

Il primo livello, non è un livello in sé, perché si chiama “Resistenza”, ed è il livello del rifiuto di volere cambiare. Stare nella propria zona confort della propria vita, e non volere minimamente spostarsi di un metro per paura di perdere tutto o semplicemente per incapacità di farlo.


Il secondo livello, invece, si chiama “incrementale”. E’ l’inizio del volere cambiare, la presa di coscienza che c’è qualcosa che possiamo migliorare. E’ la curiosità di scoprire che esistono cose diverse, il volere d’imparare nuovi concetti. E’ il volere avere dei risultati migliori, anche se si rimane nella zona confort. E’ il diventa un minimo flessibile con se stessi e gli altri.

Il terzo livello si chiama “sviluppativo” in quanto si inizia a volere cambiare il cambiamento. Dare un senso ben direttivo verso quello che desideriamo essere e quello che vogliamo diventare. E’ accedere ad un livello superiore di noi stessi, e volerlo esplorare. Io penso che sia l’inizio del cambiamento stesso, un po come si cammina, questo livello è l’alzare il piede e averlo sospeso nell’aria. Stiamo transitando fuori della zona confort.

Il quatro Livello si chiama “risveglio” ed è li che il piede appena alzato viene ad appoggiarsi. Il livello del risveglio da grande gioia perché il cambiamento, ormai, è gia attivo. Si sviluppano nuove capacità, lo sguardo non solo vede altro, ma è già altro. Nel livello del risveglio si sfutta una nuova energia, si ha altre sensazioni. Siamo definitivamente uscita della zona confort.

Il quinto Livello si chiama “evolutivo” ed è veramente l’apice del cambiamento. Si scopre una nuova identità perché abbiamo definitivamento tolto la vecchia pelle, e dal bruco che eravamo, siamo diventate farfalle. E’ il livello dell’intelligenza emotiva, del riscoprirsi dentro.
Buon viaggio…e non dimenticare: Non si può non cambiare.

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

lunedì 18 aprile 2011

Robert Thurman @ TED: Allarga il tuo cerchio della compassione

Conosco la figlia, non conoscevo il papá!
Grazie ai Maestri Lucia Giovannini e Nicola Riva (che ringrazio), ho avuto la possibilitá di cercare e di ascoltare, in questo video, Robert Thurman (papá dell'attrice Uma).

Dal sito TED: È difficile essere sempre compassionevoli, anche con le persone che amiamo, ma Robert Thurman ci chiede di sviluppare compassione per i nostri nemici. Per far questo ci prescrive un esercizio di meditazione composto da sette step al fine di estendere la compassione ben oltre la nostra cerchia più ristretta.


(clicca su SUBTITLES per scegliere italiano se ne hai bisogno)

ROBERT THURMAN homepage

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

lunedì 21 febbraio 2011

LUCIA GIOVANNINI - DONNE PER LE DONNE

Donne
Tempo
Rituali
Fate
Momenti
Emozioni
Risorse
Magia
Speranza
Consapevolezza
Contesti
Matrici
Spiegazioni
Video
Ecc...

Lucia Giovannini


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Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

martedì 7 dicembre 2010

MMM - MI MERITO IL MEGLIO (con Lucia Giovannini)

Nasce prima la Felicità o l'essere vivente?
A che livello un essere vivente può essere felice?
Felici, si nasce o si diventa?
La Felicità è per tutti?
Siamo tutti d'accordo sul concetto di Felicità?
La Felicità è ricercata in ogni parte del mondo?
Come soddisfiamo questo bisogno innato?

"Ragazzi scimmia del jazz... così eravamo noi, così eravamo noi" - così canta Paolo Conte nella sua splendida sotto le stelle del jazz che potremmo adattare ad un mondo - forse musicale? - interiore che spesso ci scandisce tempi e ritmi non proprio veramente nostri...
E allora...


2 falsi miti
2 caratteristiche
5 passi

Questo l'intrigante percorso del minicorso del 2 dicembre presso la libreria Feltrinelli di Pescara.
Lucia Giovannini ha incantato i presenti, stipati nella sala "presentazioni" al primo piano, con idee innovative, ricerche interessanti, parole di saggezza, fiducia e incoraggiamento, suggerimenti tratti dalla propria esperienza personale, ecc... per piú di un'ora.

Non solo una semplice presentazione del suo ultimo libro, ma un'avventura interessante, leggera e di livello superiore, spaziando tra Neuro-Semantica, PN-L, Self-Actualizations, Filosofie Orientali, ecc... per arrivare ad...

- ESSERE FELICI... (MMMmmmmm.......!!!)
- E CHI É FELICE RIESCE AD ENTRARE PIÚ IN SINTONIA CON NUOVE PERSONE...
- E CHI É FELICE É ANCHE PIÚ ALTRUISTA...
- E HA PIÚ FACILITÁ NEL RISOLVERE I CONFLITTI...
- ED É UNA PERSONA PIÚ SANA...
- E POI...

Ti lascio con la presentazione del 
minicorso tenuto da Lucia Giovannini


E con la prima parte dell'incontro


Ora che ti sei incuriosito e vuoi proprio sapere come finisce, vai sul sito MMM e trova le date dei prossimi incontri, piú vicini a te, con Lucia Giovannini.


Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

giovedì 11 novembre 2010

8 DOMANDE 8 per LUCIA GIOVANNINI su MMM... (parte seconda)

"Così come non dobbiamo guadagnarci il diritto di respirare, ma respiriamo perché esistiamo, noi meritiamo di essere felici per diritto di nascita. E non un po’, ma completamente. Non per ciò che abbiamo, ma semplicemente perché esistiamo. Ma quanto spesso ce ne scordiamo? Quanto spesso svendiamo la felicità, la ignoriamo o pensiamo di non meritarla?
Quando siamo infelici siamo più irritabili, meno flessibili, e tendiamo a creare più problemi a noi stessi e agli altri. La ricerca della felicità non è quindi, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare, un gesto egoistico. Tutt’altro. E’ un dono per noi stessi e per il mondo. Un dono che tutti meritiamo.

Forse, come molti, pensate che il vostro livello di felicità sia qualcosa su cui non avete controllo, che dipenda da un colpo di fortuna che non arriverà mai o dal dono di una buona stella che può sparire in un attimo. Ma non funziona così. La felicità è un’abilità, e in quanto tale è possibile apprenderla.
Mi merito il meglio vi spiega come fare, mostrandovi quali sono i passi per realizzarla e i segreti per non allontanarla, in che modo trasformare il significato di ciò che vi accade, come superare le paure e i limiti che compromettono il rapporto con gli altri… E soprattutto qual è la strada per liberarvi da queste «catene» e cominciare una nuova vita. Felice.

Mi Merito il Meglio è un  libro prezioso per imparare a lasciar andare ciò che siamo per diventare ciò che possiamo essere. E’ capace di toccare molte corde ’sensibili’. La cosa stupefacente è che all’improvviso leggi una frase e pensi che stia parlando proprio di te, di come ti senti, di ciò che desideri. E continuando a leggere capisci come puoi migliorare le cose e realizzare di più. Un libro che ti fa trovare la tua strada…" Lucia Giovannini
  
Parte seconda 

1) zF - Qual è il suggerimento (stato) che ritieni più importante per appropriarsi dei tanti suggerimenti di MMM? 
LG - di ricordarsi che la felcità è una abilità e la possiamo imparare. così come impariamo a giocare a tennis o a sciare. Lo stato migliore quindi è quello dell’apprendimento giocoso, o curioso, o eccitato.. 

2) zF - Basta leggerlo, o...? 
LG - lo scopo principale di questo libro è aiutare le persone ad aumentare la consapevolezza, in modo che possano disinserire il pilota automatico laddove occorre un cambiamento di rotta.
Ci sono vari modi per utilizzare questo libro.
Ognuno puó usarlo secondo il proprio bisogno: si può semplicemente leggere
(Il mio consiglio è di leggerlo una volta fino alla fine, così si riportano dei grandi benefici: nuovi spunti, nuove conoscenze o magari si possono incontrare dei concetti già familiari e che qui si ha modo di approfondire).
Poi, si può rileggere il testo e applicare alla propria vita le domande chiave di ogni argomento. Questo è un passo importante x imparare ad allenarsi
3) zF - Ci sono molti libri sull'argomento; perchè un altro?
LG - è vero me lo sono chiesta anche io... ma questo è un libro tutto italiano- ben diverso dai tanti americano che si trovano in giro
Ho voluto scrivere un libro che non si fermasse alla superficie ma andasse in profondità, nelle pieghe dell’animo umano e nelle diverse sfumature che sono presenti in ognuno di noi
credo che il mi lavoro (non solo il libro ma anche i corsi) si differenzi per la sua mistura unica di psicologia cognitiva, PNL e NS ma anche antropologia , lezioni che ci arrivano da antiche culture e tribù, mie esperienze personali in diverse parti del mondo e esperienze dei partecipanti ai miei corsi, spiritualità e praticità
4) zF - Qual è, secondo te, il valore aggiunto, il valore differente, che può offrire un libro come MMM a chi lo legge?
LG - vedi sopra 

5) zF - Se mi concedi l'impertinenza: ma tu sei sempre felice?
LG - Gradualmente questi stessi passi che presento in MMM mi hanno portata ad approfondire il significato della mia vita, mi hanno aiutata a sviluppare più amore, compassione, gioia, gratitudine, pace.
Certo che le uniche persone che non provano mai emozioni negative sono i morti o gli psicopatici. Quindi ogni tanto anche io ho quelle che comunemente definiamo emozioni negative (paura, rabbia, frustrazione..)!
la differenza credo che stia nel durata nel tempo: applicando questi concetti espressi nel libro le emozioni negative se ne vanno molto velocemente!
e sperimento sempre di più speso e a lungo stati di pace interiore (indipendentemente da quello che succede fuori di me)

6) zF - Un'altra: trovaci un difetto! 
LG - il fatto che a volte mi scordo di mettere in pratica gli insegnamenti! soprattutto per le questione legate al tempo. Ho bisogno di ricordarmi costantemente di prendermi del tempo ogni giorno per meditare, fare le affermazioni, gli esercizi di respsiro, yoga, ecc... e ogni tanto non è facile con la vita sempre in viaggio e piena di impegni che conduco

7) zF - Rispetto a TUAV, in cosa si differenzia MMM?  
LG - se TUAV è un libro sul cambiamento MMM è una guida alla felicità. se TUAV insegna come creare i cambiamenti che vogliamo, realizzare i ns obiettiv e i ns sogni, MMM insegna come essere felici anche se i ns sogni non si sono ancora realizzati. Mentre la domanda portante di TUAV è come possiamo realizzare i ns sogni creare finalmente la vita che desideriamo? la domanda chiave di MMM è come posso essere felice comunque, anche se non ho ancora la vita che desidero, anche mentre la sto creando, anche mentre la vita mi sbatte a terra? 

8) zF - Finisci con qualcosa che non ti ho chiesto ma a cui avresti voluto rispondere... 
LG - Come riuscire a fare tutto? Avere flessibilità senza però perdere la nostra direzione? Accettare e non diventare passivi? Avere tempo per sé? E per gli altri? Ascoltare sia il cuore che la mente? A volte sembra così lunga la via della felicità.. come fare?
Ecco la risposta che do in MMM e che è ispirata dalle parole di Amma:

"Ognuno di noi ha una candela, la candela della mente che attraverso il ragionamento ci guida, ci fa parlare, agire, fare scelte. Accendiamola con la fiamma delle qualità spirituali, dell’amore, della fede, della pazienza, della compassione. Non preoccupatevi di come potrete percorrere una strada così lunga con una fiamma così piccola. Semplicemente fate un passo alla volta. Vi accorgerete che c’è abbastanza luce per illuminare ogni passo lungo il cammino".

Un grazie di cuore a Lucia Giovannini

PARTE PRIMA



Ognuno come può!
Abbi Gioia
Giannicola

 

giovedì 4 novembre 2010

6 DOMANDE 6 per LUCIA GIOVANNINI su MMM... (parte prima)





Sono onorato di aver intervistato Lucia Giovannini e di poter condividere, sul blog zetetesFORMAZIONE, questa esperienza che sarà certamente utile anche per te. Le ho rivolto una serie di domande, che riporto in due post (l'altro l'11 novembre), sul suo recente lavoro.

Prima di entrare nel vivo, qualche introduzione va fatta.

 

Di cosa parla “MI MERITO IL MEGLIO” di Lucia Giovannini?

MMM di Lucia Giovannini è un manuale molto interessante sulla capacitá dell’essere umano di imparare a vivere la Felicitá. La capacitá di cui si parla nel libro è quella che ogni giorno si nasconde tra le mille distrazioni che ci lasciamo imporre dalla vita che viviamo.

La mia intenzione è condividere con voi il sentiero per ritrovare quel luogo interiore dal quale attingere pace, lucidità, fiducia e gioia”.  Lucia Giovannini
L’obiettivo dell’autrice è quello di far chiarezza nel groviglio di Significati, Intenzioni, Stati, Esperienze, Anticipazioni, ecc... della vita quotidiana.
Lucia approfondisce con lucidità un percorso fatto in 40 passi, “ognuno dei quali vi porterà a un cambiamento positivo, alla soluzione di un problema, a una consapevolezza trasformatrice”.
Una volta terminato il viaggio, tenete questo libro a portata di mano: apritelo a caso ogni mattina per leggere un messaggio e illuminare la vostra giornata”.

MMM di Lucia Giovannini è un libro che scorre facile, che suggerisce consigli pratici ed esempi pronti per l'uso per vivere più pienamente e serenamente la nostra Felicitá.

 

Chi è Lucia Giovannini?

Lucia ha un Bachelor in Psycho-Anthropology e un Doctorate in Psychology e Counselling ed è membro dell’American Psychological Association.
È Master Trainer di Firewalking, Trainer di Programmazione Neurolinguistica e Neurosemantica (ISNS USA), coach certificata (ACMC USA), Master Trainer di Breathwork e insegnante del metodo Louise Hay. È co-fondatrice di BlessYou! (www.blessyou.it) e codirettrice della Libera Università di Crescita Evolutiva (L’UCE) e dell’Istituto Italiano di Neurosemantica. Da oltre quindici anni tiene corsi per privati e aziende in tutta Europa.
È autrice di Tutta un’altra vita, pubblicato sempre da Sperling & Kupfer.

Visita il blog che é ricchissimo di articoli, interviste, video, audio, risorse gratuite, corsi in programma, ecc...

Partiamo con le prime 6 domande 6...
  1) zF - Quale è stata la scintilla che ha dato il via alla tua vita da scrittrice?
LG -  Potrei dire che mi hanno spinto  le continue domande dei partecioanti ai miei corsi “Hai libri da consigliarci? Cosa possiamo leggere?» E poi fa la fatidica domanda: «Ma tu hai scritto niente? Perché non scrivi un libro? Ci aiuterebbe a mettere in pratica gli insegnamenti avuti nel corso e a prolungarne i benefici”Per anni la mia risposta è stata automatica: «Ci sono migliaia di libri in commercio, ecco una lista indicativa di volumi interessanti...» Ma ogni volta che qualcuno mi poneva questa domanda, qualcosa mi faceva battere il cuore e brillare gli occhi. Evidentemente, il richiamo era profondo. Evidentemente c’era già un anelito, un sogno dentro di me che non osavo  portare alla luce

  2) zF -  Essere una donna, a cosa ti è servito (per scrivere)?

LG - Credo mi sia servito  perchè anche per dare vita ad un libro servono quelle che io chiamo le qualità materne universali. Cioè essere paziente e gentile (soprattutto io ho dovuto imparare ad esserlo con me stessa quando continuavo a cancelare ciò che avevo scritto) e creare uno spazio di accoglienza (per il libro è stata accoglienza di idee, esperienze diverse non solo mie ma anche dei partecipanti ai miei corsi).
  3) zF - Ed essere un Coach?
  LG - Direi un ingrediente vitale: l’ascolto e l’empatia.
Tutto rischia di essere una fredda tecnica, seppur potente, se manca l’empatia. L'Empatia è la  capacità di fare esperienza delle sensazioni di un’altra persona senza per questo perdere la nostra identità. E mi è servita mentre raccoglievo le storie dei vari protagonisti dei libri (sia di TUAV che di MMM) un'altra cosa in cui mi è servita  l’espereinza di essere un Coach è stato poter capire la struttura dell’esperienza al di là dei contenuti personali. Ovvero mi sono serviti moltisimo gli studi di NS, la conoscenza degli assi del cambiamento, ecc. ecc.
4) zF - Lucia cosa significa per te scrivere? 
LG - Significa poter condividere la mia esperienza, mettere a disposizione dei miei lettori ciò che ho imparato.
5) zF - Qual è stato l'obiettivo che ti sei posta, quando hai pensato di scrivere MMM?
LG -  aiutare le persone ad essere + serene
6) zF -  Perchè lo hai scritto?

   LG - come racconto in MMM ogni anno nei miei corsi incontro migliaia di persone. Non so quante ore ho trascorso ad ascoltare uomini e donne estremamente in gamba che mi raccontavano quanto fossero frustrati nella loro vita personale, relazionale o professionale (o tutte e tre).
Anche persone che avevano tutto ciò che desideravano, amore, salute, denaro, successo non riuscivano a goderselo appieno e non erano felici.
Ogni volta che vedo un essere umano in queste condizioni, sento molto dolore. E mi addolora ancora di più rendermi conto che anche io sono più volte caduta in questa trappola, ho sprecato momenti preziosi della vita impantanata in questi meccanismi e ho voltato le spalle alla felicità.

MMM home page 

Alla prossima settimana con la seconda parte dell'intervista esclusiva a Lucia Giovannini.

Ognuno come può!
Abbi Gioia
Giannicola

venerdì 17 settembre 2010

"MI MERITO IL MEGLIO" (di Lucia Giovannini)

"La felicità è il bene più alto e lo scopo dell’esistenza umana".  Aristotele

Così come Tutta un’altra vita è una guida al cambiamento, Mi merito il meglio è una guida alla felicità. 
Siete stanchi di sentirvi giù? 
Vi capita spesso di essere stressati, frustrati o arrabbiati con il mondo? 
Volete di più dalla vostra via? 
Sentite che avete delle potenzialità che ancora non avete espresso e non siete completamente soddisfatti?

Così come non dobbiamo guadagnarci il diritto di respirare, ma respiriamo perché esistiamo, noi meritiamo di essere felici per diritto di nascita. 
E non un po’, ma completamente. 
Non per ciò che abbiamo, ma semplicemente perché esistiamo. 
Ma quanto spesso ce ne scordiamo?  
Quanto spesso svendiamo la felicità, la ignoriamo o pensiamo di non meritarla?
Quando siamo infelici siamo più irritabili, meno flessibili, e tendiamo a creare più problemi a noi stessi e agli altri. 
La ricerca della felicità non è quindi, come qualcuno potrebbe erroneamente pensare, un gesto egoistico. Tutt’altro. E’ un dono per noi stessi e per il mondo. Un dono che tutti meritiamo.
Forse, come molti, pensate che il vostro livello di felicità sia qualcosa su cui non avete controllo, che dipenda da un colpo di fortuna che non arriverà mai o dal dono di una buona stella che può sparire in un attimo. Ma non funziona così.  
La felicità è un’abilità, e in quanto tale è possibile apprenderla.
Mi merito il meglio vi spiega come fare, mostrandovi quali sono i passi per realizzarla e i segreti per non allontanarla, in che modo trasformare il significato di ciò che vi accade, come superare le paure e i limiti che compromettono il rapporto con gli altri… E soprattutto qual è la strada per liberarvi da queste «catene» e cominciare una nuova vita. Felice.
Mi Merito il Meglio è un  libro prezioso per imparare a lasciar andare ciò che siamo per diventare ciò che possiamo essere. E’ capace di toccare molte corde ’sensibili’. 

La cosa stupefacente è che all’improvviso leggi una frase e pensi che stia parlando proprio di te, di come ti senti, di ciò che desideri. E continuando a leggere capisci come puoi migliorare le cose e realizzare di più. Un libro che ti fa trovare la tua strada…


Il percorso di Mi merito il meglio comprende 40 passi attraverso i quali sarete guidati a trovare un luogo interiore dove attingere pace, lucidità, fiducia e gioia.
Ognuno dei 40 passi vi porterà a un cambiamento positivo, alla soluzione di un problema, a una consapevolezza trasformatrice. Una volta terminato il viaggio, tenete questo libro a portata di mano: apritelo a caso ogni mattina per leggere un messaggio e illuminare la vostra giornata.

«Mi merito il meglio può aiutarvi a trasformare la vostra vita. Come lo so? Perché le idee e i concetti delle pagine di questo libro hanno trasformato la mia e quella di migliaia di altre persone.»

Lucia Giovannini, insomma, é al suo secondo libro e se solo si limitasse a ripetere il successo del primo, sarebbe giá sufficiente. Ma qui, s'intuisce, si va oltre...  
La felicitá non è una teoria astratta (come lei afferma) e non si tratta neanche solo di parlarne (o di scriverne) ma di viverla nel profondo delle nostre emozioni, nelle semplici azioni quotidiane, con noi stessi e con le persone importanti per la nostra esistenza.
Grazie ancora Lucia.

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola

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