L'AQUILA - Circa venticinquemila persone questa notte si sono radunate con fiaccole, candele e lumini nel centro dell'Aquila per commemorare il terremoto che il 6 aprile scorso causo' 308 vittime. In piazza Duomo sono confluite quattro lunghe fiaccolate che hanno attraversato le poche strade aperte del centro. Qui sono stati letti i nomi dei morti, poi alle 3:32 - ora della devastante scossa dello scorso anno -, le campane della chiesa delle Anime Sante hanno suonato a morto con 308 rintocchi. I cortei erano aperti ognuno da striscioni retti dai familiari delle vittime. In uno, che aveva anche le foto di otto studenti, si leggeva: 'Assassinati nella casa dello studente'. Le fiaccolate si sono svolte in silenzio e senza alcun indicente.
martedì 6 aprile 2010
3:32, L'Aquila si ferma 308 rintocchi di campana
L'AQUILA - Circa venticinquemila persone questa notte si sono radunate con fiaccole, candele e lumini nel centro dell'Aquila per commemorare il terremoto che il 6 aprile scorso causo' 308 vittime. In piazza Duomo sono confluite quattro lunghe fiaccolate che hanno attraversato le poche strade aperte del centro. Qui sono stati letti i nomi dei morti, poi alle 3:32 - ora della devastante scossa dello scorso anno -, le campane della chiesa delle Anime Sante hanno suonato a morto con 308 rintocchi. I cortei erano aperti ognuno da striscioni retti dai familiari delle vittime. In uno, che aveva anche le foto di otto studenti, si leggeva: 'Assassinati nella casa dello studente'. Le fiaccolate si sono svolte in silenzio e senza alcun indicente.
mercoledì 2 dicembre 2009
Una rete per il bene comune: Gordon Brown (TED TALKS)
PRESUPPOSTO"Non chiedetevi cosa desideri il mondo. Chiedetevi cosa vi rende vivi, poi andate e fatelo, perchè ciò di cui ha bisogno il mondo sono persone vive" (Harold T. Whitman)
CORRETTEZZA e RESPONSABILITÁ
Si chiedeva sul post di ieri: “COSA POSSIAMO FARE - DI VERDE - NOI?” per il nostro territorio. Ma cosa possiamo fare davanti a problemi di portata globale?
Nulla!
Nulla?
Non scherziamo...
''Io ho bisogno di credere che qualcosa di straordinario sia possibile...!" (dal film A beautiful mind)
Dal sito TED: Questo é un momento unico nella Storia, sostiene il Primo Ministro Inglese Gordon Brown: possiamo infatti mettere a frutto l' interconnessione tipica della nostra era per sviluppare un'etica globale condivisibile - e lavorare insieme per affrontare le sfide della povertà, della sicurezza, del cambiamento del clima e dell'economia.
Cos'hanno in comune tutte questi nomi ed eventi?
Kim, 9 anni – Viet-Nam
Birhan, di pochi anni – Etiopia
Piazza Tienanmen – China
Bimba, di pochi anni – Sudan
Neda, giovane ragazza – Iran
M'incuriosice forte!
Forse, il fatto che “... ora abbiamo la possibilitá di comunicare istantaneamente al di lá di ogni frontiera in tutto il mondo”. “Ora abbiamo la capacitá di trovare un terreno comune tra persone che non s'incontreranno mai se non su internet...” “Ora abbiamo la capacitá di organizzarci ed intraprendere insieme azioni collettive per affrontare un problema o un'ingiustizia...” (Gordon Brown). "Un pessimista vede la difficoltà in ogni opportunità; un ottimista vede l’opportunità in ogni difficoltà" (Winston Churchill)
E poi, cos'hanno in comune queste persone?
William Wilberforce – 24 anni per affermare la sua idea;
Eglantyne Jebb – casa/casa per informare su un incontro.
E ancora, cos'hanno in comune:
L'ex presidente Estrada – Filippine;
Robert Mugabe – Zimbabwe;
I Monaci – Birmania;
Aung San Suu Kyi;
E cos'hanno, infine, in comune:
Nelson Mandela e Amy Winehouse?
David, 10 anni - Ruwanda
Divento matto se non lo scopro...
ABBIAMO LA POSSIBILITÁ DI CAMBIARE IL MONDO?
Questo post contiene un video che contiene una speranza.
Ma la speranza é un processo, non un risultato...
"Le persone che riescono in questo mondo sono quelle che vanno alla ricerca delle condizioni che desiderano, e se non le trovano le creano" (G.B. Shaw)
“... il potere del nostro senso morale unito al potere della comunicazione...“ (Gordon Brown) e qualcos'altro... possono far sí che i “sogni” si trasformino in realtá.
GEN Y ---> COMUNICAZIONE ---> ETICA
TU --------> ALTRI ------------------> MONDO
Rimpossessiamoci di ció che é giá nostro!
E quindi delle nostre Idee, dei nostri Sentimenti, delle nostre Parole e delle nostre Azioni (soprattutto)!
COGLIAMO L'INVITO DI Gordon Brown E AFFERRIAMO QUESTA OCCASIONE UNICA!
“METTIAMOCI IN MARCIA!”
IL VIDEO (puoi scegliere i sottotitoli in italiano se ne avessi bisogno)
PER SCOPRIRE, FINALMENTE, COME TUTTE QUELLE COMBINAZIONI (DI CUI SOPRA) SONO CONNESSE TRA LORO...
http://www.number10.gov.uk/
CONCLUSIONE
"Non chiedetevi cosa desideri il mondo. Chiedetevi cosa vi rende vivi, poi andate e fatelo, perchè ciò di cui ha bisogno il mondo sono persone vive" (Harold T. Whitman)
(CLICCA e leggi del progetto TUAV)
Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola
sabato 12 settembre 2009
Mamme 2.0 (di Beppe Grillo)
Mi sono alzato presto, come spesso mi capita, e leggendo qua e là sui siti "preferiti" ho trovato questa iniziativa molto interessante, sul blog www.beppegrillo.it. Leggi e diffondi.martedì 24 giugno 2008
Grandi progetti e piccoli uomini...
Ricevo da Franco Sbrolla e rendo noto. Il disegno di sopra (nella foto) mostra la situazione in Europa delle piste ciclabili; quella sotto la sitauzione a Roseto!Ammaliati dall’articolo di Sergio Scacchia “In bici senza fretta: elogio della lentezza”, pubblicato su Eidos, molti rosetani hanno voluto sperimentare di persona la pista ciclabile da Scerne alla Torre di Cerrano, che è stata realizzata dall’Amministrazione comunale di Pineto.
Avanza così in terra d’Abruzzo il Corridoio Verde Adriatico, la pista ciclabile coincidente con il ramo 6 della rete nazionale BicItalia, che si integra poi con quella europea denominata EuroVelo, ed ha come obiettivi primari la sicurezza stradale per i ciclisti e una migliore qualità della vita.
La motivazione aggiuntiva, che ha indotto a suo tempo
Nel territorio teramano la pista ciclabile, oltre al tratto Scerne – Torre di Cerrano, è già percorribile da Martinsicuro a Cologna Spiaggia, e lo sarà prossimamente dalla Torre di Cerrano fino a Silvi e Montesilvano.
Purtroppo, qui a Roseto, dopo l’inaugurazione del ponte in legno lamellare sul fiume Tordino, celebrata in pompa magna il 23 luglio 2005, l’Amministrazione comunale, perseverando nella politica urbanistica finalizzata ad uno sviluppo interamente cementizio, e favorendo la costruzione di invasivi casermoni anche sulla costa, ha bloccato qualsiasi possibilità di attraversamento lineare della pista ciclabile.
Per ironia della sorte questo progetto di parco itinerante, ritenuto strategico dall’Unione Europea, fu presentato ufficialmente, in anteprima assoluta, proprio al Palazzo del Mare il 24 aprile 1998 nel Convegno “Roseto per il Corridoio Verde Adriatico”, patrocinato da Comune, Provincia, Regione e Università
Sono così trascorsi 10 anni durante i quali le altre località concorrenti si sono dotate di oasi, parchi marini e piste ciclabili, soffiandoci i flussi turistici di qualità, e i nostri amministratori, invece, si sono riempiti la bocca di Riserva naturale Borsacchio (indispensabile per acquisire dalla Fee le Bandiere Blu), boicottando, nel contempo, la stessa legge istitutiva approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. E dimenticando, volutamente, di onorare gli impegni assunti per il Corridoio Verde Adriatico.
Ci ritroviamo quindi senza riserva e senza pista ciclabile, ma non tutto è perduto in quanto l’Amministrazione comunale potrebbe rimediare mettendo a disposizione una navetta per traghettare i cicloturisti da Cologna Spiaggia a Scerne. Una ghiotta occasione, da non perdere, al fine di far ammirare dal mare quel cumulo di palazzoni del comparto Makarska, fiore all’occhiello del litorale rosetano.
E mentre rifletto sul declino di questo mio paese, già numero uno non solo nel turismo, ed ora retrocesso nelle classifiche che contano, mi persuado sempre più, per dirla con John Stuart Mill, che grandi progetti non possono essere realizzati da piccoli uomini.
Sennonché, come ha scritto il filosofo Dario Antiseri (vincitore del Premio internazionale alla Libertà), “piccoli uomini, annidati all’interno dei partiti e protetti da regole scellerate, possono fare grandi danni, magari con le migliori intenzioni”.
A Roseto gli effetti di tali danni, ormai irreversibili, i cittadini li stanno sperimentando sulla loro pelle, e il conto, ancor più salato, lo pagheranno le nuove generazioni. Continuando di questo passo assisteremo, fra non molto, alla completa distruzione del paesaggio, dello spazio vitale e del patrimonio comune, culturale e storico, e quello che fu il Lido delle Rose diventerà, dal Tordino al Vomano, un lungo ed anonimo budello asfissiato dal traffico e dalle cementificazioni.
Franco Sbrolla
mercoledì 2 aprile 2008
Il Tibet e Olimpiade 2008
Ricevo da Fabio Vallarola e rendo noto. STORIALe mire coloniali della Cina sul Tibet sono una costante nella storia, che non varia con i regimi politici: l'indipendenza di Lhasa non viene accettata neanche dalla Cina repubblicana che dopo il 1911 succede brevemente alle dinastie imperiali. Il 13mo Dalai Lama, predecessore dell'attuale, nel 1931 lancia un ammonimento: 'Dobbiamo essere pronti a difenderci altrimenti le nostre tradizioni spirituali e culturali saranno sradicate. Perfino i nomi dei Dalai e Panchen Lama saranno cancellati. I monasteri verranno saccheggiati e distrutti, monaci e monache uccisi o scacciati, diventeremo schiavi dei nostri conquistatori, ridotti a vagabondare senza speranza come mendicanti'. Appena un anno dopo la rivoluzione comunista, Mao Zedong si affretta ad avverare quella profezia. Già il 1º gennaio 1950 Radio Pechino annuncia per il Tibet l'imminente 'liberazione dal giogo dell'imperialismo britannico' (la limitata influenza britannica in realtà era finita con la seconda guerra mondiale e l'indipendenza dell'India).
L'Europa tratta l'invasione come una questione interna cinese, l'America già impegnata a difendere la Corea non osa sfidare Mao. Nel 1954 il Dalai e il Panchen Lama invitati a Pechino da Mao vengono sedotti dal leader comunista, che solo alla fine del loro soggiorno getta la maschera accusando il buddismo di essere un 'veleno'. Tornati in patria i due giovani leader religiosi scoprono che lontano da Lhasa, nelle provincie di Amdo e Kham, le milizie comuniste hanno già cominciato a svuotare i monasteri. Repressione e arresti di massa scatenano nel 1955 le prime fiammate di insurrezione armata, a cui partecipano i monaci buddisti. A quel punto l'America ha combattuto direttamente contro i cinesi in Corea, e la Cia viene incaricata di addestrare la resistenza tibetana (l'aiuto verrà interrotto da Richard Nixon e Henry Kissinger nel 1971 dopo il disgelo con Mao). Nel 1956 Pechino scatena una delle sue offensive più sanguinose, con 150.000 soldati e bombardamenti a tappeto. Nel 1959, quando il Dalai Lama in pericolo di vita fugge in esilio in India, la repressione cinese ha fatto 65.000 vittime, altri 70.000 tibetani sono deportati nei campi di lavoro (laogai) e 80.000 hanno attraversato il confine indiano o nepalese per finire negli accampamenti di profughi. Il peggio deve ancora venire. Proprio nel 1965, quando il Tibet viene annesso definitivamente come 'regione autonoma', diventa uno degli esperimenti estremi della Rivoluzione culturale. Il fanatismo radicale delle Guardie rosse aizzate da Mao devasta uno dei più ricchi patrimoni artistici e archeologici dell'umanità. Molto prima dei talebani in Afghanistan o di Pol Pot in Cambogia, i comunisti cinesi decidono di annientare tutto ciò che ricorda la religione: castelli e statue, dipinti e libri antichi vengono distrutti. Su seimila templi e monasteri censiti prima del 1959 non ne resta intatto neanche uno nel 1976, dopo dieci anni di Rivoluzione culturale. Stremati anche dalle carestie, i tibetani non perdono però la volontà di resistenza. Basta un allentamento del controllo, quando nel 1980 il riformista Hu Yaobang diventa il numero uno in Cina, e le insurrezioni tornano a moltiplicarsi negli anni 80. Finché Pechino manda a commissariare il Tibet un giovane burocrate in ascesa, Hu Jintao: l'attuale presidente della Cina. L'8 marzo 1989 Hu dichiara la legge marziale in Tibet e scatena un'altra repressione sanguinosa. È la prova generale del massacro di Piazza Tienanmen.
Dopo di allora la normalizzazione ha imboccato un'altra strada, quella della ricchezza capitalistica che affluisce insieme con la colonizzazione Han (etnia cinese). Qualche segno di ammorbidimento c'è stato: il buddismo delle lamasterie viene tollerato, il pellegrinaggio a Lhasa è perfino diventato di moda tra i figli della nuova borghesia rampante di Pechino e Shanghai. Il Dalai Lama (premio Nobel per la pace nel 1989) ha da tempo abbandonato l'obiettivo dell'indipendenza, si accontenterebbe di un'autonomia che preservi la cultura del suo popolo. La Cina continua a rifiutare di riconoscerlo.
Malgrado la figura del Dalai Lama sia secolare e rappresenti un caposaldo per tutta la cultura buddhista tibetana, la Cina ha deciso di arrogarsi il diritto di nominare in futuro le nuove reincarnazioni di questa importante carica religiosa, prerogativa che spetta invece a soli lama tibetani.
Il primo passo da parte dei cinesi è stato compiuto nel 1995 quando rapirono la reincarnazione del Panchen Lama, identificato dal Dalai Lama nella persona di Gedhun Choekyi, per sostituirlo con un usurpatore nominato da loro stessi. Dal 1995 non si hanno più notizie né del Panchen Lama, né della sua famiglia, che ufficialmente sono posti sotto la 'tutela protettiva' del governo cinese.
Nel settembre 2007, la Cina ha addirittura affermato che tutti gli alti monaci tibetani dovranno essere nominati dal loro governo, e che in futuro questi dovranno eleggere il 15° Dalai Lama, sotto la supervisione del loro Panchen Lama.
[Wikipedia]
ATTUALITA'
Dal 13 marzo 2008 in Tibet sta divampando una forte protesta contro la politica del governo centrale cinese; numerosi monaci sono stati arrestati. Il governo cinese ha accusato il Dalai Lama di fomentare gli scontri che stanno divampando in tutto il paese. Secondo fonti tibetane in esilio i morti dovuti agli scontri durante le proteste sarebbero più di 100. Il 16 marzo il governo di Pechino ha oscurato YouTube d ha espulso dal Paese la stampa estera e i turisti stranieri venendo così accusato di voler nascondere alla popolazione cinese la cruenta situazione in corso in Tibet. Intanto in Europa divampa la protesta. Sempre il 16 marzo, a L'Aiain Olanda, è stata assaltata l'ambasciata cinese. I manifestanti chiedono la liberazione del Tibet e il boicottaggio della XXIX Olimpiade che si svolgerà proprio in Cina. Alle 24 del 17 marzo 2008, è scaduto l'ultimatum del Governo Cinese ai manifestanti di consegnarsi alla polizia. Mentre il Governo Tibetano in Esilio parla di centinaia di vittime, il Governo Cinese, dichiara che i morti durante gli scontri sarebbero stati complessivamente 13.
In risposta ai media occidentali, è stato creato il sito www.anti-cnn.com, che raccoglie un elenco di screen-shots della CNN qualificati come falsità, in quanto i fatti di violenza mostrati sarebbero avvenuti in Nepal o India a giudicare dalle divise e dalla fisionomia dei poliziotti, ma verrebbero attribuiti al Tibet dai giornalisti della CNN.
[Wikipedia]
IL XIV DALAI LAMA
Il Dalai Lama nasce il 6 luglio 1935, da famiglia contadina, in un piccolo villaggio nel nord-est del Tibet. Nel 1940, a soli due anni, viene riconosciuto ufficialmente quale reincarnazione del suo predecessore, il 13° Dalai Lama. Da quel momento è investito dell'autorità di capo spirituale e temporale. Dalai Lama è un titolo attribuito dai sovrani mongoli ed è una parola che significa 'Oceano di Saggezza'. I Dalai Lama sono le manifestazioni del bodhisattva della Compassione. I bodhisattva sono esseri illuminati che hanno rimandato il loro nirvana per scegliere di rinascere in modo da poter servire l'umanità.
I suoi studi accademici iniziarono a sei anni e si conclusero a venticinque, con i tradizionali esami-dibattito che gli valsero il titolo di 'ghesce lharampa' (traducibile come 'Dottorato di filosofia buddhista').
Nel 1950, a soli quindici anni, assunse i pieni poteri politici del suo paese -capo di stato e di governo, mentre il Tibet stava faticosamente trattando con la Cina per impedire l'invasione del proprio territorio. Nel 1959 falliscono tutti i tentativi di far rispettare alla Cina (che nel frattempo si era arbitrariamente annessa una parte del Tibet) gli impegni di un trattato che prevedeva l'autonomia e il rispetto religioso dei tibetani. Nel 1954 si e' recato a Pechino per intraprendere colloqui di pace con Mao-Tse-tung e con altri leaders cinesi, incluso Deng Xiaoping. Ma alla fine, nel 1959, con la brutale repressione dell'Insurrezione Nazionale Tibetana a Lhasa, da parte dell'esercito cinese, il Dalai Lama fu costretto all'esilio.
In seguito alla minacciosa occupazione dei cinesi, infatti, costretto a lasciare Lhasa clandestinamente e a chiedere asilo politico all'India. Da allora l'esodo continuo dei tibetani dal proprio paese ha rappresentato un'emergenza internazionale spesso ignorata.
Dal 1960, quindi, la guida spirituale del popolo tibetano è costretto a vivere a Dharamsala, un piccolo villaggio sul lato indiano delle montagne himalayane, sede del governo tibetano in esilio. In tutti questi anni si è dedicato a difendere i diritti del suo popolo contro la dittatura cinese, in modo nonviolento ma deciso e chiedendo aiuto a tutti gli organismi democratici internazionali. Nello stesso tempo il Dalai Lama non ha mai smesso di dare insegnamenti e iniziazioni in varie parti del mondo e di fare appello alla responsabilità individuale e collettiva per un mondo migliore.
Nel 1989 è stato insignito del Premio Nobel per la Pace.
Uomo di dottrina, uomo di pace e portavoce di una più estesa comprensione tra i popoli e religioni, ha ricevuto anche numerose lauree honoris causa e riconoscimenti internazionali.
Nel Gennaio del 1992 Sua Santità ha dichiarato in un comunicato che quando il Tibet otterrà di nuovo la sua indipendenza egli abbandonerà la sua autorità politica e storica per vivere come un privato cittadino.
Nel 1987 ha proposto un 'Patto di Pace in Cinque Punti', come primo passo per una soluzione pacifica al peggioramento della situazione in Tibet. La proposta parte dall'auspicio che il Tibet divenga una zona di pace nel cuore dell'Asia dove tutti gli esseri viventi possano esistere in armonia e dove l'ambiente possa prosperare. Sino ad oggi, la Cina non ha risposto positivamente a nessuna di queste proproste.
Per le sue doti di intelligenza disarmante, comprensione e profondo pacifismo, il Dalai Lama è uno dei più rispettati leader spirituali viventi. Nel corso dei suoi viaggi, ovunque si trovi, egli supera ogni barriera religiosa, nazionale e politica, toccando il cuore degli uomini con l'autenticità dei suoi sentimenti di pace e di amore, di cui si fa instancabile messaggero.
[Biografieonline.it]
GIOCHI OLIMPICI - PECHINO 2008
La procedura di assegnazione prevede che a circa 10 anni dalla data delle competizioni si presentino davanti al CIO (Comitato Olimpico Internazionale) le città candidate, rappresentate dai comitati promotori, sottoponendo il loro programma sportivo e infrastrutturale e ponendolo al vaglio e allo studio del CIO.
Dopo la votazione si passa alla firma di un contratto piuttosto complesso, in cui è previsto, tra l'altro, che i governi nazionali firmatari garantiscano che una percentuale degli incassi (i quali incassi solitamente vanno ad incrementare il PIL del +10% e oltre) andranno al CIO e che questi non sarà coinvolto in eventuali passivi dell'organizzazione, che ovviamente saranno accollati al settore pubblico nazionale, visto che i comitati organizzatori sono de facto 'casse vuote'.
[Wikipedia]
I Giochi Olimpici estivi 2008, ufficialmente chiamati Giochi della XXIX Olimpiade, si svolgeranno a Pchino dal 08/08/08 al 27/08/08. Per la terza volta dopo Tokio 1964 e Seoul 1988, i Giochi Olimipici Estivi verranno svolti in Asia.
[Wikipedia]
A questo proposito vi prego di guardare questo filmato:
http://www.youtube.com/watch?v=GkkDvAaTHJA&eurl=http://pechino2008.blogosfere.it/
e di diffondere questo simbolo:
http://www.racontezvosreves.com/images/reporters_sans_frontieres_pekin2008.jpg
Vi prego di diffondere questo messaggio ai vostri amici per poter diffondere un messaggio di solidarietà e pace nei confronti di un popolo stanco dei sopprusi di un regime dittatoriale e per una trasparenza maggiore, per avere INFORMAZIONE.
mercoledì 19 dicembre 2007
L’IMPEGNO, IL SIGNIFICATO E LA PASSIONE A CANESTRO
di Saverio Di Blasio
Tre cose mi hanno colpito particolarmente in questi anni di attività e ad ogni stagione si rinnova con sorprendente e piacevole meraviglia:
1) La passione (il cuore) che muove i ragazzi;
2) L’impegno (il corpo) che ci mettono ogni giorno per migliorare;
3) il significato profondo (la mente) che danno a loro stessi e alla loro attività.
Abbiamo tanto da imparare dai ragazzi e lo posso dire forte.
Se solo li osservassimo con più attenzione scopriremmo, appunto, che valori come la passione, l’impegno e il significato che danno a loro stessi mentre si allenano e giocano a basket, ne ricaveremmo belle e semplici lezioni.
Lavoriamo sui valori, sulla nostra capacità di aggiornarci continuamente e su chiari obiettivi che accompagnano i ragazzi dall’infanzia alla maturità.
Le migliori soluzioni non soddisfano solo delle esigenze, ma offrono nuove opportunità e da quando ho iniziato a muovere i primi passi nel mondo del basket, è la convinzione che mi accompagna nella mia passione.
Offrire soluzioni per chi ha voglia di imparare e di giocare a basket è il nostro pane quotidiano ma offrire opportunità di calcare i parquet ai massimi livelli è il valore aggiunto per chi sposa la nostra idea.
Abbiamo idee e servizi innovativi che hanno reso Roseto e il settore basket giovanile una realtà concreta ed efficiente.
La semplicità, la collaborazione e la spontaneità sono la nostra forza.
Facciamo le cose più semplici e spesso queste sono le cose che funzionano di più.
Grazie alla città di Roseto che ha una grande passione per il basket, grazie alle famiglie che ci affidano quello che hanno di più caro (i loro figli), tutto diventa più gestibile e questo scambio che coinvolge familiari, atleti e società ci conferisce una responsabilità ancora più grande verso quello che abbiamo scelto con amore e dedizione: il nostro lavoro con e per i ragazzi.
Lo sport per me è un asse importante, tanto quanto la famiglia e la scuola, per la formazione della personalità dei nostri ragazzi, che predispone a valori come la cultura, la solidarietà e la ricerca di certi significati che vanno oltre gli aspetti più “leggeri”.
Credo che il migliore riconoscimento per l’impegno che da tanti anni ci vede in prima linea non sono i trofei che abbiamo conquistato, ma quello che sono diventati i nostri ragazzi grazie a questo nostro impegno.
Se si parla di basket mi viene in mente l’uomo simbolo della pallacanestro degli ultimi decenni: Michael Jordan
E, a proposito di Michael Jordan, voglio riportare uno dei passi più significativi di un piccolo saggio, pubblicato nel 1994, dal titolo “I can’t accept not trying - Michael Jordan on the pursuit of the excellence”.
Dal momento in cui ho letto questi pensieri di Jordan, ho capito ancora meglio cosa bisogna fare, non tanto per diventare il più grande giocatore di tutti i tempi (bisogna anche nascerci…) ma quanto diventare il miglior giocatore possibile (bisogna soprattutto allenarsi…) e, vi assicuro, questo è già un risultato eccezionale!
"Posso accettare di fallire. Chiunque fallisce in qualcosa. Ma io non posso accettare di non tentare". “Non posso accettare di non tentare”.
Lì, in questa frase, è contenuto il credo di colui che viene in maniera unanime considerato non solo una leggenda del basket americano, ma anche una delle stelle più luminose del firmamento sportivo a livello mondiale.
Questo è il più profondo significato intimo e il più grande obiettivo pubblico che cerchiamo di trasferire ai nostri giovani atleti.
Abbiamo importanti idee per il nostro prossimo futuro per far crescere il nostro movimento ancora di più e se troviamo le giuste e importanti collaborazioni che stiamo allacciando, saremo presto ancora più consapevoli che tutti insieme possiamo andare oltre ogni immaginazione.
Potrebbe essere in qualche modo un obiettivo “difficile” da raggiungere, ma proprio questo obiettivo “difficile” rappresenta una sfida sia per me, sia, ne sono convinto, per tutti i miei collaboratori.
E… come disse Jules Verne: "TUTTO CIÒ CHE È IMPOSSIBILE RESTA DA PERFEZIONARE"
I prossimi appuntamenti che ci vedono protagonisti, a breve scadenza, sono i seguenti:
- il 22 dicembre EVENTO “Babbo Canestro” al Palamaggetti di Roseto con la partecipazione di tutti gli allievi del minibasket e i ginnasti della palestra “MEETING”.
In questa occasione verrà consegnato ai ragazzi il calendario 2008 che li vede protagonisti; inoltre verrà donato, da parte della federfarma Abruzzo (lo consegnerà il vice presidente della federfarma della provincia di Teramo Dr. Carlo Zuccarini), il defibrillatore Laerdal HeartStart HS1 (per l’attività agonistica giovanile e di tutti gli atleti presenti al palazzotto – 1.500 al mese!), per la tranquillità dei responsabili del basket giovanile, dei genitori dei ragazzi e degli atleti stessi.
- il 23 dicembre saremo presenti con i nostri ragazzi e un rappresentante di fedrefarma in televisione (dalle ore 14 alle ore 18), in diretta dagli studi di ATV7, per raccontare l’evento “Babbo Canestro”.
Basket e solidarietà da sempre rappresentano per noi due rotaie importanti su cui far crescere e camminare come treni (senza sbandare…) i nostri ragazzi.
Grazie di cuore!
Tutti insieme si va oltre ogni immaginazione.
Vi aspetto numerosi il 22 dicembre.
Saverio Di Blasio
(www.minibasketroseto.com)
lunedì 17 dicembre 2007
A.C.A.
Riceviamo da Stefano Di Domizio (A.C.A.) e rendiamo noto.Ciao Giannicola,
sono coinvolto in un progetto ambizioso e concreto: la ristrutturazione del
St Mary Hospital di Axum in Etiopia.
(Scarica il pdf per saperne di più)
Anni fa ho conosciuto per lavoro un medico:
il Dr. Franco Ciampaglia.
Persona onesta e preparata… col tempo è cresciuta l’amicizia ed ho scoperto che, oltre a fare il chirurgo in Italia, era ed è impegnato nella più nobile tra le attività:
mettersi al servizio di gente meno fortunata di lui.
Franco parte un paio di volte all’anno e va ad operare in Etiopia.
Senza compenso alcuno si dedica alla cura di persone che, se dai uno sguardo alla storia degli ultimi 50 anni di quel paese, credo potrai immaginare in che condizioni igienico-sanitarie sono costrette a vivere.
Franco lo fa per… solidarietà.
Che parola… si potrebbe parlarne per ore…
Di fatto quando Franco ha cominciato a parlarmi dei suoi progetti, sono rimasto affascinato ed ho voluto provare ad essere parte di questo “qualcosa d’importante”; all’inizio l’ho solo aiutato nella ricerca di qualche strumento da utilizzare nei suoi interventi in Africa… poi sono entrato in contatto con l’Associazione Culturale Abissinia (ACA) e lì… si è aperto un mondo di attività, di volontariato, di sentimenti, di servizio che io non conoscevo affatto.
Uomini e donne di qualsiasi razza e colore che lavorano insieme, gratis, per uno scopo.
Dare: amore, speranza e possibilità di rinascita ad un popolo, ad una terra che, a parte la cultura millenaria, può vantare solo povertà, guerre, carestie e stenti.
L’associazione nasce a Pescara nel 1996 da una congregazione di immigrati Etiopi ed Eritrei in Abruzzo. I due paesi dopo trent’anni di conflitto e la secessione dell’Eritrea, erano in una sorta di “pace armata”, condizione forzata più dalla povertà che dalla reale volontà politica di mantenerla. Questi uomini e queste donne lontani dalla loro terra, si convinsero di dover fare qualcosa per riportare le loro etnie alla pace vera… Così svilupparono un programma di collaborazione tra loro che portò aiuti e speranza a molta gente di entrambe le fazioni, senza distinzione di appartenenza. Il programma andò avanti anche dopo la ripresa delle ostilità tra i due paesi nel 1998 e continua tutt’oggi, potendo contare anche sull’aiuto di molti italiani che ne condividono gli obbiettivi.
Oggi l’ACA, che rimane una piccola associazione rispetto a molte altre, è una realtà poco conosciuta in Italia… ma importante, anzi determinante, per la sorte di molte persone sia in Etiopia che in Eritrea.
All’inizio collaborare in minima parte, forse, era solo un modo per sentirmi “buono”. Poi ho capito quale fosse il vero spirito di quella gente ed è stato impossibile non rimanere coinvolto davvero. Beh non vorrei scadere nel banale… per cui basta con le premesse.
Il progetto è partito con grandi sacrifici e difficoltà.
L’associazione ha già ristrutturato un padiglione per il ricovero dei malati ed ora vuole continuare nell’opera riorganizzando (e formando) il personale locale e ristrutturando altri reparti oltre che le sale operatorie. Insomma si va avanti con l’impegno e la volontà di tutti ma, per realizzare tutto questo nel più breve tempo possibile, c’è bisogno di soldi.
Avrai letto parecchie e-mail con richieste d’aiuto per nobili cause e, non dico che siano meno importanti o meno meritevoli di attenzione ma, in genere, sono un po’ impersonali.
In questo caso, tu conosci bene chi ti scrive.
In questo caso sono io ad esortarti. Semplicemente, ti chiedo… ti va di aiutarli?
Puoi scegliere se farlo con una piccola (o generosa…) donazione, o entrare in contatto col mondo ACA per capire meglio e poi valutare, o interessare qualcuno di tua conoscenza, o… insomma fai quello che puoi e ti senti di fare… ma rifletti sull’opportunità di dare una mano.
Solo questo.
Nell’allegato ci sono i numeri di conto corrente postale e bancario dell’associazione oltre che i recapiti telefonici ed una descrizione dettagliata del progetto stesso e dell’ACA …
I soldi che vorrai spedire finiranno solo ed esclusivamente nel progetto e potrai, contattando me o i responsabili dell’Associazione (Franco e Fortunato), conoscere, in qualsiasi momento, lo stato di avanzamento dei lavori.
Io ovviamente resto a tua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Ti abbraccio con il consueto affetto.
E GRAZIE di cuore!
Perché so che risponderai a quest’appello.
Vorrei che qualcuno mi aiutasse a mettere giù una comunicazione più stringata ed incisiva da far girare in rete… Magari quanti tra voi gestiscono un blog potrebbero, al suo interno, scrivere un riferimento al progetto… insomma… libero spazio all’inventiva ed alla collaborazione.
Vi aspetto con idee e consigli.
Anche questo sarebbe un aiuto.
Stefano Di Domizio
KARL STORZ ENDOSCOPIA ITALIA SRL
Area Manager Sud Italia – Chirurgia & Anestesia
__________________________________
Tel.: +39 045 822 20 00
Fax: +39 045 822 20 01
Cell: +39 334 636 84 49
www.karlstorz.com
A.C.A.
Associazione Culturale Abissinia Via Caduti per Servizio, 46
65128 PESCARA
Recapiti telefonici:
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lunedì 15 ottobre 2007
Cos'è la Fibrosi Cistica
La fibrosi cistica è la più diffusa malattia genetica nelle popolazioni di razza bianca. Essa viene trasmessa dai genitori attraverso un gene mutato, il gene CFTR, di cui sono portatori sani il 4-5% della nostra popolazione. Due genitori portatori possono generare un figlio malato, che avrà prima o poi, poco o tanto, problemi di grave malattia polmonare, problemi di insufficienza pancreatica, talora di cirrosi epatica e di danno ad altri organi, spesso problemi di crescita. E' una malattia che accorcia la vita, che viene guadagnata nella maggior parte dei pazienti al prezzo di intense e continue cure quotidiane. Ne nasce affetto un bambino su circa 2500, ma altri, ancora poco riconosciuti, possono esserne colpiti in forma atipica o sfumata e quindi di difficile diagnosi. La trasmissione di questo gene mutato da entrambi i genitori ad un figlio rende le cellule che rivestono internamente molti organi e canali (cellule epiteliali dei bronchi, del pancreas, dell'intestino, dei dotti biliari, delle ghiandole del sudore, etc.) difettose di una proteina fondamentale (la proteina può anche essere presente ma funzionare male) , detta proteina CFTR, che normalmente presiede ad alcune funzioni di trasporto di sali e di difesa contro le infezioni. Questo difetto comporta che le secrezioni di tali organi siano dense e poco scorrevoli e tendano a ristagnare o ad occludere dotti e canali, con danno progressivo degli organi interessati. Il pancreas si atrofizza e non libera i suoi enzimi digestivi, l'intestino si occlude, il fegato trattiene bile, i bronchi si ostruiscono e si infettano, con progressive lesioni dei polmoni fino a provocare insufficienza respiratoria irreversibile. Il 10% dei malati nasce con occlusione intestinale da meconio denso (ileo da meconio), altri incorrono in occlusioni intestinali più tardivamente. L'eccessiva sudorazione nel bambino piccolo comporta rischi gravi (il difetto di base rende le ghiandole sudoripare incapaci di diluire il sudore normalmente prodotto, che risulta pertanto molto concentrato in sale). Il problema di maggiore impatto rimane quello respiratorio, su cui si gioca il destino di salute dei malati. Vi è peraltro una grande varietà di forme e quindi di decorso clinico della malattia: questo dipende in parte dal tipo di mutazioni che sono state trasmesse (si conoscono oltre mille mutazioni di questo gene) ma anche dalla precocità e qualità dei trattamenti prescritti nonché dall'aderenza del malato a tali prescrizioni.Aiuta la ricerca, invia un SMS!
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FONDAZIONE SULLA RICERCA DELLA FIBROSI CISTICA
LEGA ITALIANA FIBROSI CISTICA
