giovedì 14 luglio 2011

Innovazione: quale futuro?

Il futuro non si prevede, si inventa (Dennis Gabor, Nobel per la fisica)

Dice Bill Gates (clicca qui): "se non si pratica la gestione del cambiamento in maniera pro-attiva, il futuro non avrá cura di noi, non ci aspetterá".  


La tendenza per le aziende di successo che non riescono a innovare è proprio questo: una tendenza ad essere reattivi.  


Ergo: piú s´investe in termini di tempo, di risorse economiche, di risorse emozionali, ecc... in questa direzione e piú possibilitá di raccogliere i frutti ci saranno.
Stesso discorso accade in politica, dove si é concentrati sulle urgenze e poco sull'importanza del disegnare scenari attraenti e utili.
Quando si é troppo concentrati sul business attuale (urgenze), è difficile declinare un pensiero futuro sostenibile. 

La formazione costante (attraverso percorsi di Coaching, ad esempio, che sono orientati al risultato) possono rinnovare competenze e/o creare nuovi contesti all'interno di un'organizzazione per prepararla al cambiamento (che é costante e sempre piú veloce).

Per prepararsi adeguatamente al cambiamento, si deve continuamente ascoltare i clienti, far tesoro dei loro feedback, osservare le opportunità che offrono i mercati, stare al passo con le tecnologie, avere coraggio di provare nuove strade per trasformare le proprie idee ed intuizioni in fatti concreti, fare riferimento ai valori (reali, sentiti, interiorizzati) dell'azienda, ecc...


L'Innovazione é un processo senza fine, un processo di rifinitura continua e di impegno quotidiano.

E senza questa costante attitudine, dedizione, focus, impegno...
Come si inventa il futuro”?
(parafrasando Dennis Gabor, Nobel per la fisica)


Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola