lunedì 7 febbraio 2011

POLITICA: UN PO' DI COSE CHE SI DEVONO SAPERE (E FARE) - PARTE 1

In 5 anni ho scritto di politica solo in un post (dedicato a Nichi Vendola) lo scorso anno (sempre considerando che i vari post di COMUNICAZIONE EFFICACE, LEADERSHIP PERSONALE, STRATEGIE di NEGOZIAZIONE, ECC... - temi di cui tratto - non siano considerati di politica!); ora voglio dedicare questo post a 2 considerazioni (ma sono solo il mio punto di vista) che sono venute fuori dall´osservazione dei vari schieramenti negli ultimi mesi nella mia cittadina (Roseto degli Abruzzi, la seconda per popolazione, piú di 25.000 abitanti, della provincia, dietro solo al capuluogo Teramo, che ne conta piú di 50.000) nella quale in primavera si voterá per rinnovare il consiglio comunale.

1) REATTIVO (SÌ, Grazie), PRO-ATTIVO (NO, Please)!
È nella natura umana procrastinare ed é normale trovare questa caratteristica anche tra i politici. Perché, pensavi che i politici fossero tutti dei supereroi?
Se poi andiamo ad osservare meglio anche il mondo dei supereroi, ti risulta che Kal-El (prendo in considerazione il papá di tutti, chiamandolo col suo vero nome) sia mai accorso in anticipo sul luogo dell´imminente ed immancabile sciagura? 
Accorre solo se chiamato in causa... entra in una cabina del telefono, si cambia gli abiti e siccome é piú veloce della luce risolve in tempo le situazioni prima che diventino catastrofi. Ora, i politici non hanno quella capacitá di muoversi piú velocemente della luce; e allora, cosa rimane?
La procrastinazione... Solo la procrastinazione!
Per farsi un'idea, vedere quanto tempo ci vuole (nel comune di Roseto) per mettersi a posto con i conti del CIRSU (3 anni?), quanto per dar vita ad un PRG (12 anni?), quanto per nominare il board, l'organo di gestione, della Riserva del Borsacchio (5 anni?), ecc...
Poi la politica italiana é specialista in questo: basta osservare quanto lentamente cambiamo i nostri leader (Berlusconi/Fini/Prodi/Bersani/ecc... sempre loro, da piú di 15 anni) e quanto il mondo anglosassone sia rapido in questo (Obama/Blair/Cameron/ecc...)

Per venire al contesto locale nel quale vivo:
a) A pochi mesi dalle urne ancora non si muove nulla di concreto, ancora non é stato espresso un candidato sindaco da parte degli schieramenti in campo (ancora incerti pure questi).
Si tenta di creare una blanda opinione pubblica uscendo su articoli di quotidiani locali, di giornaletti gratuiti e parlando per la strada con chi capita, raccomandandosi per una "buona parola"; tutto questo si collega ad una vecchia concezione di politica che vuole ridotta la campagna elettorale allo sprint finale dell´ultimo mese.
Ora se prendiamo la metafora delle corse in bici, quelle a tappe, dove si corrono ogni giorno centinaia di chilometri, si capisce che lo sprint é determinante per fare la selezione finale. In quest´altro caso (reale) lo sprint dell´ultimo chilometro (e solo quello) sembra esaurire tutta la corsa che si conclude inevitabilmente con un´ammucchiata caotica nella quale non si capisce chi ha vinto, per quanto abbia vinto, quale maglia indossava, a quale squadra apparteneva, che bici aveva, ecc...

b) Cosa diversa é preparasi per tempo (un anno prima, due, tre), per dar vita ad un gruppo che condivide, che collabora e diventa squadra, per dar forma e sostanza ad una campagna elettorale che risulti efficace e attraente, per non ridursi all´ultimo momento (ultimo mese) nella disperata e mediocre elemosina dei voti attraverso i "santini", attraverso le pacche sulle spalle, rispolverando dimenticate amicizie, facendo ricorso a vecchie alleanze, ricercando parentele secolari e conoscenze improbabili, ecc...

COSA FARE QUINDI (MA QUESTO VALE ORMAI PER LE ELEZIONI 2016!) PER RISULTARE PRO-ATTIVI?
1.1 VERIFICARE IL CONTESTO: il contesto cambia in continuazione e chi é in grado di coglierne i segnali deboli ed adattarli al momento, molto spesso, é in grado di utilizzarli a suo favore.
1. 2 SCEGLIERE I VALORI: i temi, i contenuti, sono importanti perché sono espressione dei valori che dovrebbero selezionare gli appartenenti ad uno schieramento e invece molto spesso ci si unisce solo per un obiettivo (magari prendere un posto, o piú posti in consiglio) per poi discutere in continuazione per inevitabili differenze di pensiero, di emozioni, di vedute, ecc... Questo é, infatti, quello che é accaduto con l´amministrazione uscente.
1.3 SCEGLIERE IL LINGUAGGIO: altro punto delicato ma che in pochi (quasi nessuno) tiene in considerazione. Infatti quello che ne viene fuori sono le famigerate "insalatone" che hanno prodotto quel fenomeno nel quale non si capisce piú niente quando si parla.
1.4 DEFINIRE IL MESSAGGIO: in pratica, è il tipo di slogan che sintetizza i valori. Sono molti i creatori di slogan e ce ne sono anche di molto bravi e intelligenti; diciamo che loro hanno capito e sfruttato i segnali deboli... per la loro attivitá. Ma non é tanto importante quanto sia ben fatto lo slogan ma quanto rappresenti i valori e i criteri di chi li appiccicherá sotto il proprio faccione! Ora, se i valori non sono chiari nemmeno a chi ci sta dentro (perché ideati da chi sta fuori), puó essere che uno slogan faccia chiarezza sull´idea di quello schieramento o di quella persona? Credo di no!
Cosa vuol dire "POPOLO DELLE LIBERTÁ"? Di quale popolo si parla? Di quali libertá si tratta? Ecc...
E Cosa vuol dire "ITALIA DEI VALORI"? Anche qui: quale Italia? Quali Valori? Ecc... (e non voglio lasciarmi andare a facili battute per i due partiti citati).
E potrei andare avanti con ogni sigla politica...
1.5 SCELTA DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE: quello che deve arrivare solo come ultimo passo, scegliere tv, giornali, ecc..., per dare rilievo pubblico a quanto pensato, creduto, vissuto in privato, sembra che sia il punto di partenza dei vari schieramenti. Tutti alla ricerca dei canali che possono dar loro maggiore visibilitá.
Tutto quello detto fin qui, produce 4 punti deboli:

2) PUNTI DEBOLI
2.1 presenzialismo: sembra che l´importante sia esserci, gonfiare il petto, dire 4 cose scontate con le quali sembra che tutti siano d´accordo, ecc... Poi, perché ci si sta (in tv, ad esempio) lascia il tempo che trova.
2.2 concentrazione su pochi interlocutori: sempre gli stessi (anche per mancanza di tempo visto che ci si ricorda sempre negli ultimi due mesi di far finta di credere in qualcosa, ma tanto ognuno giá sa su quale bacino di voti contare e quindi quali interlocutori contattare).
2.3 improvvisazione: questa credo che sia diventata una vera e propria specialitá della politica, ed é triste. In pochi sanno quello che dicono, perché lo dicono, come lo dicono, da quali valori muovono, quali obiettivi raggiungere, ecc...
2.4 accettazione passiva delle richieste: per via della mancanza di tempo (si dice sí a tutti), per la mancanza di precisi valori (non si ha chiaro a chi e a cosa dire sí e a chi e a cosa dire no), per la mancanza di obiettivi che, invece, farebbero molto appeal negli ascoltatori di qualsiasi ceto, livello, casta, nobiltá, ecc...

Alla prossima puntata, con il concetto di Innovazione...

Ognuno come puó!
Abbi Gioia
Giannicola